LE STELLE DI DOMANI: ANTONIO JOAQUIN BOGHSSIAN
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Il calciomercato procede a singhiozzi, . Non ne vuol proprio sapere di carburaree probabilmente è anche comprensibile, poiché aspettare la rassegna iridata può tramutarsi in una conditio sine qua non per individuare gli obiettivi sui quali puntare in vista della prossima stagione. Dunque, sebbene tanti nomi, tra quelli che vengono accostati al Napoli, non siano assolutamente soddisfacenti per quelle che sono – o almeno dovrebbero essere – le ambizioni azzurre, è perdonabile questo inizio in stand by. L’attesa spesso paga, i movimenti più proficui e vantaggiosi, per il rapporto qualità prezzo del calciatore, sono sempre stati effettuati al momento opportuno, magari dopo che i top club hanno centrato i propri colpi altisonanti, svendendo chi, inevitabilmente, finisce con l’essere messo in secondo piano. Ed ecco che l’anno passato a Madrid arrivarono Kaka e Cristiano Ronaldo, con le susseguenti cessioni in saldi di Sneijder e Robben, che a conti fatti hanno portato Inter e Bayern a disputare la finale di Champions League. Magari, dunque, quella del Napoli fosse una tattica attendistica, votata alla ricerca dell’affare. Purtroppo è molto più probabile che il povero Bigon jr sia alle prese con i grattacapi di un budget eccessivamente limitato, e che debba compiere i salti mortali per cercare di prendere qualcosa di almeno decente in vista di una stagione che si prospetta più che mai complicata. Si, perché se il Genoa senza coppe prende Toni, se la Fiorentina senza coppe prende D’Agostino, se la Juve ha bei soldoni da investire, allora anche solo confermare il sesto posto conquistato quest’anno diventa davvero un obiettivo arduo, tanto più se i rinforzi non dovessero essere confacenti alle aspettative che il Napoli, obbligatoriamente, dovrebbe proporre. Ma allora quando il soldo manca, diviene forza di cose spremere le meningi, cercando nei trucchi di un gioco di prestigio la soluzione low cost che possa poi esplodere come rivelazione. Altezza da cestista, figura da airone, Antonio Joaquin Boghossian è il carrarmato dell’attacco del Newell’s Old Boys. Nato nella capitale uruguagua il 19 giugno di 23 anni fa, Boghossian sono ormai un paio di stagioni che si sta proponendo all’attenzione delle compagini europee a suon di gol. L’esordio è avvenuto nella sua terra natale con l’Atletico Cerro a soli 18 anni, e dopo 3 stagioni vissute essenzialmente a guardare i suoi compagni giocare, arriva l’esplosione, nel clausura 2008, con 9 realizzazioni in altrettanti incontri. L’apertura 2009 incomincia ancora meglio con 7 reti in 5 incontri, ed il suo score impressionante di oltre una rete a partita lo conduce nella vicina Argentina tra le file della sua attuale compagine, per l’appunto il Newell’s Old Boys, dove alla prima presenza da titolare, dopo una partenza ad handicap per infortunio, è andato immediatamente in gol contro il Lanus. Il suo metro e novantacinque di altezza lo porta ad essere imperioso, implacabile, imprendibile nel gioco aereo, la sua grossa mole lo rende una boa fondamentale nel centro dell’attacco, per mantenere palla e far salire i compagni. Una discreta tecnica nonostante le lunghe leve ed un fiuto da predestinato per la rete, sia come freddezza che come posizionamento, lo rendono un rapace d’aria di rigore sempre pronto a trasformare in oro le occasioni. Può – e deve – di sicuro ancora migliorare soprattutto dal punto di vista della rapidità, congenitamente limitata dalla sua grande stazza, ma il suo rapporto simbiotico con la rete avversaria lo rende di certo un bomber da tenere d’occhio in vista del mercato appena cominciato, perché potrebbe essere la volta del suo viaggio verso l’Europa. Esulta sempre simulando un colpo di fucile, e la sua arma è sempre caricata a pallettoni, perché la porta è la sua vittima preferita.
di Emanuele Gargiulo
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