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 LE STELLE DI DOMANI: SERGIO CANALES | PianetAzzurro.it

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LE STELLE DI DOMANI: SERGIO CANALES

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il 24 giu 2010, 18:56
Pubblicato in Copertina, LE STELLE DI DOMANI. RSS 2.0
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Masaniello profeta azzurro in nazionale, sigla la rete più bella dell’intero mondiale. Purtroppo non è bastata la prodezza del fuoriclasse azzurro, vittima di un 3×1 da supermarket (3 reti siglate, una non convalidata, con pallone che aveva varcato la linea, una annullata per fuorigioco quantomeno dubbio, prima della delizia che i suoi piedi sublimi hanno partorito), a salvare un’Italia vittima di un padre dispotico che ha preso i colori nazionali come giocattolo personale, rotto e calpestato con scelte ripetutamente inconcepibili. Fabio Cannavaro voleva tornare a Napoli? Meglio che vada a Dubai, perché il capitano della disfatta ha dimostrato in questo mondiale, dopo il disastro in bianconero, di non avere più il fisico per giocare a certi livelli. Quagliarella cercato dal Rubin? Logico, considerate le qualità di campione che possiede la punta partenopea, ma se c’era anche solo qualche dubbio a riguardo, la risposta che dovrebbe fornire il Napoli alle lusinghe russe dovrebbe essere solo una “no grazie!”. No grazie, sperando che Mazzarri abbia visto Masaniello all’opera nel suo ruolo. Il “suo” ruolo, non quello sacrificato di prima punta senza supporto, e che inizi prima di subito a studiare il modo per far convivere i tre fenomeni più la necessaria punta centrale. È da qui che deve partire il salto di qualità di una compagine azzurra che adesso deve lanciarsi sul mercato consapevole – ancor di più se è possibile – del patrimonio che possiede già in rosa, senza rivolgersi a mediocrità a buon mercato per un budget che è inconcepibilmente esiguo (e siamo arrivati in Europa!). E con l’amaro che naviga la bocca per l’eliminazione di una nazionale che sin dal primo turno non potrà più difendere il titolo conquistato quattro anni fa nelle magiche notti teutoniche, si torna a parlare di talenti, quegli astri nascenti che in breve diventeranno stelle del palcoscenico mondiale, perché la qualità è una predestinazione innata che si mostra sin dalla tenerissima età. Sergio Canales ha da poco compiuto 19 anni, nato a Santander è prodotto del vivaio del Racing nella cui cantera è entrato all’età di 10 anni. Giocherà ancora una stagione nella squadra della sua città, ma il suo futuro parla già madrileno, le merengues l’hanno già acquistato tenendolo a parcheggio ancora per un anno prima di acquisirlo anche fisicamente e lanciarlo tra i campioni che fanno la storia. Canales era in scadenza di contratto, da gennaio qualunque squadra avrebbe potuto provare l’assalto per prenderlo a zero, ma il Real è stato previdente, e pur di non correre rischi ha versato nelle casse del Santander una cifra vicina ai 5 milioni battendo sul tempo la concorrenza soprattutto dei top club inglesi, sempre all’erta quando si tratta di strappare giovani fenomeni da qualunque parte del globo. Un po’ centrocampista un po’ trequartista, Canales dopo gli esordi nella stagione 2008-09 (sia in coppa, Uefa sia in campionato) ha conquistato nella stagione appena conclusa un posto da inamovibile nell’undici del club spagnolo. Il debutto in nazionale maggiore non è ancora avvenuto, perché in quella zona di campo la Spagna è stracolma di qualità, ma con le giovanili del proprio paese ha trionfato nell’europeo under 17 giocato in Turchia nel 2008, ed anche nella XXXV Copa dell’Atlantico, in cui ha vinto il premio di miglior calciatore della manifestazione. Un metro e settantasei per sessantacinque chili ha una corporatura gracile ma agile, è mancino ma non disdegna il destro, dribbla ottimamente, formidabile nello stretto, grande visione di gioco, divora gli spazi tra le linee con impressionante attenzione andando anche con buona frequenza alla conclusione, come dimostra la sua media realizzativa, che nella scorsa stagione è stata di sei reti in ventidue presenze, alcune delle quali hanno mostrato anche una freddezza che non è solita per i trequartisti. Sergio Canales ha già pronto il biglietto verso la gloria, se l’è guadagnato sul campo e con giocate sopraffine. Ma di calciatori di talento ce ne sono di sicuro tanti, e non aspettano altro che una chiamata importante, occorre solo osservazione, programmazione e fiducia, tanta fiducia nei giovani.

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