IL PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA – LAVEZZI, LO SCUGNIZZO VENUTO DALL’ARGENTINA
il 27 feb 2012, 20:23
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Corre, salta l’uomo, crea la superiorità numerica, confeziona assist e ora fa anche i gol. No, non è Lionel Messi ma Ezequiel Lavezzi. Dalla gara con la Fiorentina il pocho riesce a trovare la via della porta con una certa regolarità. Nelle ultime tre gare ha infatti messo a segno 4 reti (1 Fiorentina, 2 Chelsea, 1 Inter) tutte di pregevole fattura.
Tra Chelsea e Inter l’intera squadra azzurra ha fornito una prestazione maiuscola riuscendo a far esaltare l’esigente pubblico del San Paolo. Il gioco del Napoli, con qualche piccola eccezione per la fase difensiva, è tornato ad essere quello divertente e fatto di ripartenze velenose ammirato nella passata stagione. Tutti hanno dato il massimo, ma uno solo è in grado di infiammare il cuore dei napoletani con le sue giocate: il pocho Lavezzi. D’altronde essere argentini e saperci fare col pallone indossando la maglia del Napoli è una grossa responsabilità da queste parti. Inutile, infatti, ricordare che il manto erboso del San Paolo è stato calcato dal più illustre degli argentini, il Dio del calcio: Diego Armando Maradona.
Lavezzi fin da quando ha messo piede a Napoli si è fatto amare diventando, per usare una frase di De Laurentiis, il simbolo della città. Lo stesso Ferlaino l’ha definito uno ‘scugnizzo napoletano’ per il fatto che sembra quasi irridere gli avversari per la facilità con la quale li salta.
Arrivato a Napoli nell’estate del 2007, grazie ad una felice intuizione dell’ex dg Pierpaolo Marino, si presentò come un perfetto sconosciuto. Bastarono un paio di partite, soprattutto quella contro l’Udinese, per farlo entrare a pieno titolo nel cuore dei tifosi. Da allora non ne è più uscito.
La sua iniziale indisciplina tattica mandava Reja su tutte le furie. Il mister goriziano riuscì con tanta fatica a fargli capire che il suo posto era negli ultimi 30 metri dalla porta avversaria. Avrebbe sprecato solo tante energie andando a prendere continuamente palla in difesa per poi ripartire. Col passare del tempo l’argentino ha corretto i suoi difetti e, grazie a Mazzarri, si può dire che ha raggiunto la piena maturità calcistica.
Il neo di Lavezzi, però, è sempre stata la poca precisione in fase conclusiva. Ha risolto decine di partite con i suoi preziosi assist per i compagni ma la porta “lui” proprio non riusciva a vederla. Sarà la presenza a Napoli dell’adorato figlioletto Thomas o le lezioni private impartite dal più anziano ed esperto collega Cristiano Lucarelli, fatto sta che il pocho da qualche partita a questa parte ha migliorato sensibilmente il suo score realizzativo.
Le sue prestazioni nel corso di questa stagione, tranne qualche rara occasione, non sono mai scese al di sotto del 6,5. La settimana che è appena passata l’ha consacrato come valore aggiunto e imprescindibile del gruppo-Napoli che assolutamente non può fare a meno della sua fantasia e velocità. Ha il carisma e la classe necessaria per affermarsi insieme alla squadra che gli ha dato le luci della ribalta. Certo è che se Lavezzi inizia anche a segnare diventerà veramente difficile fermare il Napoli.
Qualcuno ultimamente sta pensando di tirar fuori dalla naftalina la numero 10 che fu di Maradona per farla indossare a lui. Ma il pocho, da bravo ‘guaglione’, è troppo umile per accettare una proposta del genere.
Dario Catapano
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