Share
 AMARCORD: UDINESE-NAPOLI, SCONTRO TRA DELUSE | PianetAzzurro.it

Scommesse | Rassegna stampa | Il giornale | Dove trovare il giornale | Su YouTube | Risultati e classifica | Calendario serie A | Links

AMARCORD: UDINESE-NAPOLI, SCONTRO TRA DELUSE

avatarScritto da
il 16 mar 2012, 10:22
Pubblicato in AMARCORD, Copertina, IN EVIDENZA, Ultimissime. RSS 2.0
.

Reduci dagli impegni europei che le hanno viste eliminate dalle rispettive competizioni, Europa League e Champion’s League, Udinese e Napoli si affrontano in un match piuttosto delicato che serve a tastare il polso ad entrambe; per capire se e quanto le due compagini abbiano smaltito la delusione e quanto possano inseguire quell’Europa che può dare un senso alla loro stagione.

L’Udinese è una provinciale ma grazie ad una sana e corretta gestione societaria si è ritagliata, negli ultimi anni, un posto di tutto rispetto nel calcio italiano; l’Europa non è più un miraggio per il club friulano che, nonostante abbia fatto indossare la sua casacca al brasiliano Zico, a suo tempo il migliore al mondo, fino a qualche tempo fa era abituata a fare da pendolare tra serie A e torneo cadetto. Nelle ultime due stagioni il Napoli ci ha lasciato lo scalpo con lo stesso punteggio, 3-1, sempre lo stesso marcatore: Di Natale.

L’incontro del 7 febbraio 2010 è quello che vide la prima sconfitta del Napoli di Mazzarri. Il  il tecnico toscano aveva rilevato l’esonerato Donadoni all’ottava giornata, Napoli-Bologna 2-1 ed inanellato un serie positiva di otto vittorie e sette pareggi prima di cadere al Friuli. Quel giorno il Napoli sfoggiò un’intera tenuta rossa non più presente negli armadietti degli spogliatoi, l’Udinese era in nero, De Sanctis, Quagliarella e Floro Flores giocarono contro il loro passato, Denis ed Inler contro il loro futuro. Protagonista assoluto Totò Di Natale di Pomigliano d’Arco. Al 7° un ingenuo fallo di Maggio su Asamoah provocò un rigore; Di Natale ribatté in rete una prima respinta di De Sanctis. Maggio tuttavia si farà perdonare siglando il momentaneo pareggio al 20° raccogliendo un tiro respinto di Denis. L’esterno destro fu espulso per doppio giallo, Quagliarella e Pazienza colpirono due legni segno che il Napoli non era restato certo a guardare. Pari fino al 45° quando Di Natale con una girata al volo riportò in vantaggio i bianconeri ed in pieno recupero, gli azzurri erano sbilanciati in avanti, con una perfetta azione di contropiede firmò il 3-1. Qualche polemica in seguito a questa marcatura in quanto messa a segno con Grava fermo a tenere la gamba di Floro Flores colpito da crampi.

Ancora 3-1, ancora Di Natale in un piovoso pomeriggio di novembre 2011; al 15° Alexis Sanchez, el Nino Maravilla del Barcellona, lanciato a rete, fu atterrato da De Sanctis. L’estremo difensore azzurro proclamò inutilmente la propria innocenza ma Di Natale dal dischetto non fallì, così come non fallì al 45° quando imbeccato da Sanchez indovinò un tiro dalla trequarti che si insaccò poco sotto la traversa. Ancora più clamoroso, se possibile, il 3-0: 12° del secondo tempo, corner di Di Natale, Hamsik appostato sul primo palo calcolò il pallone fuori ma saltò male deviandolo in rete. Marekiaro si riscattò un minuto dopo con una botta poco oltre il limite dell’area, 3-1, e avrebbe potuto segnare ancora se avesse realizzato il rigore concesso per un fallo su Cavani ma Handanovic parò vanificando così una possibile rimonta azzurra. Fu invece gloria il 2 settembre 2007, Udinese abbattuta da cinque reti: il Napoli matricola era atteso dopo aver perso la prima in casa col Cagliari (0-2) con le prime voci che si chiedevano chi fosse questo Lavezzi, presentato come punta di diamante della campagna acquisti per la serie A. Il Pocho, capelli lunghi e viso rasato, zittì tutti servendo su un piatto d’oro un pallone a Zalayeta che al 16° portò in vantaggio gli azzurri. Molto blanda la reazione dei friulani prima del raddoppio di Domizzi al 41°. Al 65° slalom in area di Lavezzi per il 3-0 cinque minuti prima del 4-0 di Zalayeta, vero e proprio omaggio della difesa dell’Udinese. Chiuse il conto l’ex Pampa Sosa che, raccolto un passaggio di Lavezzi, non esultando quasi si scusò col pubblico.

Il 12 maggio 1985 Zico e Maradona si strinsero la mano a centrocampo; terminò li il ciclo del brasiliano, era appena cominciato quello dell’argentino. Fu un 2-2, Napoli avanti con una magistrale punizione di Maradona, pari di Galparoli, vantaggio friulano di De Agostini su punizione e definitivo pari ancora di Maradona; sulla panca dell’Udinese c’era Vinicio. Zico segnò su rigore nel 4-1 dell’Udinese del 31 dicembre 1983, Maradona firmò una doppietta prima del definitivo 0-3 di De Napoli del 1° febbraio 1987. Carnevale già sapeva che avrebbe indossato la maglia azzurra quando il 23 marzo 1986 regalò con due reti la vittoria all’Udinese complicando non poco la marcia versola Coppa UEFA.

Da segnalare infine, 14 gennaio 1990, il 2-2 acciuffato per i capelli; i padroni di casa si portarono sul 2-0 all’86° con Mattei, all’88° Maradona su rigore ed in pieno recupero Corradini per un pari che si rivelò decisivo per lo scudetto finale.

Antonio Gagliardi

Share
Questo articolo è stato letto 121` `

Facebook commenti:



Seguici su Twitter






Close
Seguici su Twitter

Twitter

Free WordPress Theme
Wp Advanced Newspaper WordPress Themes Gabfire