AMARCORD: NAPOLI-ATALANTA
il 10 apr 2012, 23:16
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Il Napoli riceve l’Atalanta per un incontro più delicato di quello che sarebbe stato lecito attendersi; mancano ancora diverse partite alla fine ma la sconfitta subita contro la Lazio rende questa partita quasi un’ultima spiaggia.
I bergamaschi non vincono al San Paolo dal 1997. In quell’anno solare l’Atalanta passò per ben due volte; il 21 aprile segnò Inzaghi e quella sconfitta di fatto fu il capolinea dell’avventura napoletana di Gigi Simoni. Il tecnico emiliano, già accordatosi con l’Inter, fu contestato a fine gara dai tifosi per poi subire l’esonero prima di disputare la doppia finale di Coppa Italia contro il Vicenza. Il successivo 28 settembre finì ancora 0-1 grazie alla rete dell’ex Nicola Caccia; allora la guida tecnica era affidata a Bortolo Mutti anche lui esonerato, appena una settimana dopo.
Due successi del Napoli furono accomunati da diversi fattori; le gare erano le prime del campionato, stesso punteggio con reti siglate nei minuti finali: 9 ottobre 1988, in una domenica che si rivelerà tragica per atti di violenza accaduti in altri stadi, la meteora Giacchetta corresse in rete, proprio al 90°, un assist di Maradona che secondo gli atalantini aveva colpito la palla con una mano. Il 21 settembre 1991 fu Zola, all’84°, a regalare i due punti agli azzurri. A parte l’allora 19enne Giacchetta, che nonostante il gol all’esordio collezionò solo tre presenze, contro l’Atalanta sono andati a segno altri calciatori che non hanno certo lasciato un gran ricordo tra i tifosi: il 14 aprile 1991 andò in gol Silenzi nel 2-0 che vide anche la rete di Renica, il 28 marzo 1993 ci fu l’1-0 firmato da Policano che anche contribuì con una doppietta al 4-0 del 12 dicembre successivo insieme alla rete di Pecchia ed all’autogol di Valentini. Il 4 febbraio 1996 fu Alain Boghossian ad aprire le marcature nel 2-0 arrotondato da un’autorete di Paganin. Aggiungiamo che quell’anno il Napoli fu corsaro anche a Bergamo con le reti, tra gli altri, di Imbriani e Agostini.
Due le sfide disputate in serie B e tutte due chiuse a reti bianche: nel 1998-99, le due compagini retrocesse insieme l’anno prima, e nella stagione 2003-04. Se in passato hanno segnato quasi sempre carneadi, non così si può dire dell’era De Laurentiis in cui Napoli-Atalanta è stata caratterizzata da due vittorie per 2-0, firmate da autentici pezzi da novanta. Nell’aprile 2008 in gol Hamsik e Lavezzi, nel maggio 2010 fu una doppietta di Quagliarella a sancire la retrocessione in B del club orobico.
Tornando all’era Maradona, due successi di misura nell’84-85 gol di Caffarelli, e nell’85-86 gol di Renica. Nell’anno del primo scudetto un Napoli già in mostra subì un inatteso stop: 2-2 con pareggio atalantino all’83° di Incocciati che raccolse al limite dell’area un maldestro rinvio di Garella. Chiudiamo con la vittoria nell’anno del secondo scudetto; azzurri sul 3-0 dopo 48 minuti. Maradona in panchina afflitto dal mal di schiena, Zola, neoacquisto pagato meno di 500 milioni, in campo con la casacca n.10. Maglia che avrà avuto qualcosa di magico dato che il giocatore sardo segnò la terza rete con un tiro a girare da fuori che fece letteralmente esplodere il San Paolo. Prima di lui a segno Crippa con la complicità del portiere ospite Ferron e Careca su rigore che esultò mimando un passo di valzer con De Napoli. Rete per l’Atalanta di Pasciullo al 50°.
Antonio Gagliardi
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