OBIETTIVO NAPOLI – PRIMA DELLE TRE FINALI VINTA DAGLI AZZURRI
il 1 mag 2012, 23:24
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Fuori una. Prima delle tre finali portata a casa dagli azzurri che si staccano, almeno per una sera, dal trenino che viaggia verso il terzo posto, costringendo Lazio, Udinese e Inter a vincere le loro sfide di domani per mantenere il ritmo imposto dalla squadra di Mazzarri.
La partita di stasera contro un Palermo rimaneggiato non ha presentato difficoltà estreme per la compagine napoletana. La partita è stata chiusa nel primo tempo, sfruttando qualche limite difensivo della squadra di Mutti e concretizzando al meglio le occasioni costruite. Tuttavia i pericoli non sono mancati, soprattutto nella ripresa, quando il Napoli è sceso in campo con un atteggiamento palesemente più morbido ed i rosanero hanno messo più intensità nelle loro giocate.
L’assenza di Dzemaili, sostituito da Pandev, ha indotto Mazzarri ad iniziare la gara con il 3-4-2-1, abbandonando nei primi minuti il più accorto 3-5-1-1 messo in campo nelle ultime settimane. Dopo aver sbloccato la gara, però, e anche in considerazione della grande aggressività dei tre mediani palermitani, il Napoli è tornato a schierarsi con i tre a centrocampo, abbassando la posizione di Hamsik, lasciando Pandev e Cavani in avanti. Questa soluzione ha donato un maggior equilibrio alla squadra e ha permesso un giro palla più ragionato, soprattutto con Inler, posizionato davanti alla difesa a dare il via a tutte le giocate della squadra. Le trame di gioco più frequenti per gli azzurri sono state cercate sull’out di destra, per sfruttare la differenza di passo tra Maggio e Bertolo, adattato nel ruolo di esterno sinistro. In effetti gli inserimenti del numero undici partenopeo sono stati un pericolo costante per la difesa del Palermo, tuttavia, così come successo contro la Roma, le sgroppate dell’ex Sampdoria spesso non hanno trovato una giusta concretizzazione in termini di assist o conclusioni. Ancora una volta fondamentale per le azioni napoletane è stato l’apporto di Goran Pandev. Con la sua abilità nel proteggere palla e nel tenerla e gestirla sulla trequarti, il macedone è stato il chiavistello indispensabile per innescare Hamsik e Cavani e scassinare la copertissima difesa di Mutti, schierata con cinque difendenti e tre mediani a fare densità in supporto a questi.
Nel secondo tempo la determinazione e la brillantezza degli azzurri è un po’ calata e forti del doppio vantaggio la priorità è stata quella di mantenere il risultato, cercando di sfruttare eventuali spazi in contropiede lasciati dal Palermo. La squadra siciliana tuttavia di spazi ne ha lasciati pochi, ma ha approcciato al secondo tempo con una diversa convinzione ed apportando qualche modifica tattica che ha messo un po’ in difficoltà i piani del Napoli. In particolare è stato importante per il Palermo l’ingresso di Zahavi, che schierato alle spalle delle due punte ha dato tanta qualità in più alla sua squadra e veniva difficilmente imbrigliato dalla difesa di azzurra. In questa fase di gara il Napoli faticava a gestire con precisione il possesso palla e a far ripartire con lucidità la manovra. Non sono mancate anche delle disattenzioni difensive e qualche svarione individuale, soprattutto negli uno contro uno, che per poco non permettevano al Palermo di rientrare in gara, sottolineando ancora una volta come la differenza di qualità tra difesa ed attacco sia stata la discriminante di questa altalenante stagione degli azzurri.
di Eduardo Letizia
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