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OBIETTIVO NAPOLI – ENNESIMA PROVA SENZA APPELLO FALLITA DA UN NAPOLI NON DA CHAMPIONS

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il 6 mag 2012, 17:23
Pubblicato in Copertina, IN EVIDENZA, OBIETTIVO NAPOLI. RSS 2.0
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Tremenda sconfitta degli azzurri sul campo del Bologna, ennesima prova senza appello fallita, che mette fine con ogni probabilità al sogno Champions, in virtù delle concomitanti vittorie di Lazio e Udinese.

La partita di oggi è stata caratterizzata da un primo tempo in cui il Napoli avrebbe meritato di concludere il parziale con almeno tre gol di vantaggio, viste le sei nitide occasioni da rete avute, ma non concretizzate per sfortuna, miracoli del portiere avversario o imprecisione sotto porta. Nel secondo tempo il Napoli invece ha subito il contraccolpo fisico e psicologico delle vicende della prima frazione e, anche a causa di prestazioni individuali di gran lunga al di sotto della sufficienza, non ha avuto la forza di ribaltare la situazione di svantaggio.

Nonostante le tante occasioni create, già nel primo tempo la squadra di Mazzarri aveva palesato qualche difficoltà di natura tattica e tecnica. In primis la totale assenza di spinta sulle corsie esterne, dove Maggio e Zuniga sono stati annullati da Garics e Morleo. Inoltre il Napoli ha evidenziato una grande imprecisione nelle giocate sulla trequarti, dove spesso il deleterio Gargano e un Pandev in ombra si sono trovati a sbagliare facili appoggi, riducendo l’efficacia delle manovre offensive. Anche le ripartenze, arma migliore degli azzurri, sono state oggi lente e farraginose, spesso annullate dal prezioso lavoro di Mudingayi e, finché e stato in campo, Perez. Le grandi occasioni avute dal Napoli sono arrivate ogni volta che la squadra è riuscita a mettere palla a terra, trovando il giusto corridoio tra i tre difensori bolognesi, che in più circostanze si sono rivelati disattenti e di qualità non eccelsa, validi prevalentemente nello sventare pericoli provenienti da palle aeree.

Ancora una volta, poi, nella ripresa a Mazzarri è mancata la capacità di cambiare tatticamente la partita. I cambi del mister sono stati spesso cervellotici e poco efficaci, in qualche circostanza addirittura comici, come quando con l’uscita di Maggio pareva avesse dimenticato di schierare qualcuno sull’out destro e dopo qualche minuto ha dovuto inserire Dossena per permettere a Zuniga di spostarsi su quel lato. Poco senso ha avuto la scelta di sostituire Inler, lasciando in campo un Gargano tremendamente impreciso, privando la squadra di un elemento che avrebbe potuto essere importante in fase di impostazione e con i tiri dalla distanza. La scelta di ricorrere al 4-3-3 è stata tardiva e la disposizione dei tre attaccanti, una volta entrato Lavezzi, è stata confusionale. Ma al di là degli errori di questa singola partita è evidente come il Napoli paghi le conseguenze di una stagione con troppi passaggi a vuoto. Le avversarie che oggi hanno sorpassato la compagine partenopea sono formazioni che hanno disputato una stagione disastrosa e che al pari degli azzurri non meriterebbero il terzo posto. Questo rende ancora più amara l’accettazione della situazione di classifica che si è cristallizzata in questa domenica in cui il Napoli, salvo clamorosi miracoli dell’ultima di campionato, ha gettato alle ortiche la Champions e tutto ciò che ne deriva.

 

 

di Eduardo Letizia

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