LAVEZZI, PARTI SERENO E VINCI ANCHE PER NOI
il 16 mag 2012, 15:32
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Triplice fischio dell’arbitro Celi e tutti sotto la doccia. L’ultima partita del campionato finisce 2-1 per il Napoli e il miracolo tanto invocato non si è concretizzato. In altre parole, Champions League bye bye. Una stagione opaca quella degli azzurri che hanno concluso la loro corsa al quinto posto. Non ci sono giustificazioni che tengano perché i punti che contano sono stati persi contro le piccole e, soprattutto, in periodi in cui la Champions non si giocava. L’aver dichiarato apertamente i propri obiettivi (puntiamo tutto sulla Champions…) a inizio campionato è stato controproducente e si spera vivamente che il prossimo anno i massimi esponenti della società non commettano lo stesso errore.
IL NAPOLI E LE COPPE – Il presidente del Napoli, dal canto suo, ha già affermato più volte che l’Europa League equivale a una coppetta e che chiederà di farla disputare alla primavera. Cosa significa ciò? Che anche l’anno prossimo ci delizierà con acquisti di seconda fascia perché condannati a giocare una competizione minore? E se l’Europa League è considerata una Coppa di poco valore perché tutte queste attenzioni verso la finale di Coppa Italia che si giocherà tra qualche giorno? Storicamente il trofeo nazionale è stato sempre il più snobbato dai nostri club che addirittura schieravano le seconde e terze linee. Forse pur di non ammettere che la stagione appena conclusa ha il sapore del quasi-fallimento si fa passare la Coppa Italia come il trofeo del secolo.
Caro De Laurentiis, i napoletani sono stanchi e hanno fame di vittorie. Non solo vogliono vincere la Coppa Italia, ma l’anno prossimo pretendono di partecipare all’Europa League per provare a vincerla senza trascurare l’obiettivo scudetto. Considerare irrilevante una competizione talmente importante solo perché non garantisce introiti corposi come quelli della più ambita Champions è da presuntuosi. Tenuto conto, poi, che in ambito internazionale siamo dei perfetti “signor nessuno” fa apparire alquanto incomprensibile il motivo per cui dovremmo affrontare con indifferenza un trofeo che raggruppa alcune tra le squadre più forti d’Europa.
Il popolo partenopeo non vuole più chiacchiere e proclami ma solo vittorie.
LAVEZZI – La stagione che si è appena conclusa è stata forse (e sottolineo il forse) l’ultima in maglia azzurra di uno degli idoli dei tifosi napoletani: Ezequiel Lavezzi. Le strade del pocho e del Napoli sembrano ormai dividersi e condurre sempre più insistentemente l’argentino verso gli Champs- Élysées parigini. Il PSG, infatti, appare l’unica squadra al momento in grado di versare l’intera somma prevista dalla clausola di risoluzione inserita nel contratto del calciatore. Qualora si verificasse ciò il Napoli dovrebbe lasciar partire il suo gioiello salvo volontà contraria del giocatore. Quest’ultima ipotesi risulta però alquanto improbabile visto l’ingaggio che i francesi si dichiarano pronti ad offrire all’attaccante che si aggira intorno ai 5 milioni annui per cinque stagioni.
Lavezzi è arrivato alle falde del Vesuvio nell’estate del 2007 in occasione del ritorno nella massima serie del Napoli. Da subito ha fatto breccia nei cuori dei napoletani grazie al suo carattere sempre allegro e alle sue giocate funanboliche. Inizialmente molto indisciplinato faceva impazzire il buon mister Reja che dalla panchina continuava ad urlargli di non tornare a prendere palla in difesa. Sarà stato proprio quel modo di intendere il calcio che lo ha fatto entrare nel cuore dei napoletani. Grandi corse palla al piede, dribbling irriverenti nei confronti degli avversari, velocità, assist e tanta generosità. D’altronde, a Napoli c’è sempre stato un certo feeling con gli argentini e dopo il grande Diego si può serenamente affermare che Lavezzi sia stato (è…?) il giocatore più amato.
Sulla vicenda relativa alla sua presunta partenza il tifo azzurro è palesemente spaccato. La dimostrazione di ciò si è avuta proprio in occasione dell’ultima gara quando una parte del San Paolo ha iniziato a fischiare sonoramente Lavezzi ad ogni palla che toccava, mentre un’altra frangia dello stadio applaudiva ed incitava quello che è ancora il proprio beniamino.
TRADITORE O NON TRADITORE? – Qualora dovesse concretizzarsi il passaggio di Lavezzi ad altra società sicuramente quello che era stato il pupillo di una tifoseria intera si trasformerà in un infame, traditore, mercenario o core’ngrato. Un film già visto a Napoli e che ha avuto nel ruolo di protagonista Quagliarella, prima scaricato dalla società e poi fatto passare per traditore.
Ovviamente, si spera che Lavezzi resti a Napoli e trovi un punto di incontro con il club. Una società poco propensa a rivedere la propria politica fatta di ingaggi bassi e che si riserva il cento per cento dei diritti d’immagine dei propri dipendenti. Il fair play finanziario è solo un termine coniato dal nostro presidente ma che nella realtà calcistica non esiste. Lo applica solo il Napoli e qualche altro club nel mondo. In verità, è solo un modo per giustificare una politica aziendale fatta di rischi zero e profitti 100.
È bene che i tifosi inizino a chiedere ad Aurelio De Laurentiis qualcosa in più del tanto millantato ‘progetto’. Un professionista non può rifiutare l’opportunità di vedere raddoppiato o addirittura triplicato il proprio ingaggio lontano da Napoli, sarebbe da pazzi. Come l’imprenditore tutela sempre i propri interessi guardando al tornaconto, sembra altrettanto giusto che un lavoratore guardi alla possibilità di migliorarsi sia sotto l’aspetto economico che delle gratificazioni. Chi investe cifre simili lo fa perchè ha intenzione di vincere. Dal momento che il Napoli non sembra voler uniformarsi alle regole imposte dal mercato del calcio è bene abituarsi all’idea che giocatori come Lavezzi, Cavani e Hamsik sarà sempre più probabile vederli partire e non arrivare.
IL PUNTO DI VISTA – Comunque vada a finire la storia di Lavezzi io non lo condannerò perché volersi migliorare nella vita non è un delitto. Avere la possibilità a 27 anni di firmare l’unico, e forse ultimo, contratto importante della propria carriera è un’occasione che non capiterà una seconda volta. Se il Napoli vuole davvero crescere sa bene cosa fare per trattenere il pocho. L’argentino, dal canto suo, resterebbe volentieri in Campania. Inutile scaricare le colpe di un probabile addio su un ragazzo che ha solo voglia di vincere e sentirsi gratificato come professionista. Chi di noi rinuncerebbe a più del doppio dello stipendio? Voglio i nomi e i cognomi!
Caro De Laurentiis, se veramente esiste un progetto-Napoli calciatori come Lavezzi devono farne parte a pieno titolo. In caso contrario sarebbe bene chiarire ai tifosi che la società non potrà mai ambire a grandi risultati.
Oggi potrebbe toccare al pocho, domani sicuramente a Cavani e Hamsik. Saranno tutti etichettati come traditori e mercenari? Se questo è l’andazzo prepariamoci a salutarli e a far loro i più sinceri auguri con la speranza che possano vincere tanti trofei, compresa l’Europa League da noi snobbata.
Dario Catapano


