Stop ai Bad Boys, ecco i bravi ragazzi da Serie A

published at 17:17 in BREAKING NEWS

Antonio Barreca, difensore classe ’95 del Torino (Foto dal profilo Facebook del giocatore)

E se ci fossimo stufati dei “bad boys” e dei “tatuati a tutti i costi per essere qualcuno”? E se la sfrontatezza o la presunzione, supposte doti indispensabili per emergere nel calcio di casa nostra fossero solo luoghi comuni da sfatare?

Dopo aver sbugiardato il teorema Rugani, mai ammonito in una stagione da titolare con l’Empoli (e di conseguenza troppo educato e poco “cattivo” per giocare nella Juve) ecco che ci riproviamo con tre ragazzi con storie comuni e con un profilo decisamente defilato. Il primo è Antonio Barreca, classe ’95 del Torino, mandato a fare le ossa in Lega B prima a Cittadella e poi Cagliari, ed ora titolare inamovibile nel reparto difensivo granata. Mihajlovic, come per Donnarumma (altro profilo da bravo ragazzo) ha capito ancora una volta tutto. Fai un errore magari grave in un derby? Non importa. La gara dopo, contro il Napoli, sei titolare uguale. Si prende 5 gol? Amen, quella dopo ancora nell’11 base contro il Chievo. E alla fine arriva pure l’assist per il gol di Iago che apre la partita. In totale fanno 1.895 minuti, il secondo under 21 italiano più utilizzato (sorpasso su Romagnoli).

In questa graduatoria si fanno vivi pure due “figli di e della Roma”. Il Primo, un ’96 dalla dialettica spiccata e dalla personalità indubbia, è Lorenzo Pellegrini, 1.370 minuti in campionato (più sei gare tra Europa League e Coppa Italia) con 7 gol e 4 assist. Un rapporto qualità/tempo sul campo invidiabile. Non a caso la Roma proverà a riportarselo a casa con un diritto di recompra che supera i 10 milioni di euro. Ha una fidanzata low profile di quelle giuste, che non appare mai. Ne sui social ma nemmeno quando la chiacchierata è tra maschietti. Veronica “capisce” e si fa da parte, con una saggezza da donna di un tempo. 

L’altro, il fratellino maggiore, è Luca Mazzitelli, passato come per Barreca, prima dalle forche caudine della Lega Pro (Sud Tirol) e poi da quelle del Brescia. Per poi approdare a quella che per la colonia capitolina (Aggiungi Politano, Antei e Federico Ricci) sembra essere veramente la fonte di Cocoon (leggi Sassuolo e Di Francesco).

Luca, ’95, come peraltro Lorenzo, ha più di un esempio di signorilità attorno, basata su valori forti che coinvolgono affetti e nucleo familiare. E’ ad una manciata di minuti dai suoi primi 1.000 in A. E per come lo vediamo crescere in silenzio, non smarrendo timidezza e educazione, siamo sempre più convinti dell’incipit. Signori si nasce. Forti si diventa.

Fonte: SkySport

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