FIORENZA CALOGERO CANTA RAFFAELE VIVIANI

published at 18:40 in CALCIO SPETTACOLO, COPERTINA, IN EVIDENZA

Fiorenza Calogero interpreta Viviani. L’artista stabiese, omaggia, il grande drammaturgo con uno spettacolo che odora di mare. Quel mare di Castellamare che tanto ispirava le opere del maestro. Domenica 21 maggio, alle ore 19, imperdibile evento di apertura del Cantieri Viviani – Premio della talentuosa cantautrice Fiorenza Calogero in scena “Fiorenza canta Viviani” suggestione all’imbrunire presso i Pontili di San Catello/Porto a Castellammare di Stabia accompagnata da Marcello Vitale (chitarra battente e direzione musicale), da Carmine Terracciano alla chitarra classica, da Emidio Ausiello alle percussioni e dalle coreografie di Raffaella Vacca. Laboratori teatrali e musicali, percorsi grafici, fotografici, di lettura e scrittura. Per conoscere la figura e le opere di Raffaele Viviani è stato realizzato “Cantieri Viviani – Premio Viviani”, un progetto della Fondazione Campania dei Festival, pensato e coordinato da Giulio Baffi, per favorire la diffusione della cultura intorno all’autore nato nel 1888 a Castellammare di Stabia. <<Interpretare Raffaele Viviani provoca in me sempre passionali emozioni di responsabilità – ha dichiarato la Calogero – Sia perché Viviani è nato nella mia città, Castellammare, e sia perché è un autore autentico ed ancora oggi, dopo 20 anni di carriera, mi mette in discussione. Un autore di matrice popolare quale Viviani, nelle sue opere, realizza una stupenda fusione musica e testo. Nella musica di Raffaele Viviani coesistono l’anima colta e l’anima popolare, la tradizione scritta e la tradizione orale, ecco il motivo della mia scelta musicale. La grande originalità del teatro vivianeo è data dalla presenza e dalla funzione della musica che diventa elemento insostituibile: attraverso i canti, crea subito l’atmosfera voluta, imprigiona lo spettatore in una dimensione magica di rapimento e caratterizza le componenti essenziali del personaggio>>. Viviani, autore e musicista? <<Certo, basti pensare che era anche autore delle musiche, le canticchiava al suo maestro concertatore che le traduceva in partitura. Che grande Artista. Quando sono stata coinvolta da Giulio Baffi per la realizzazione di una “suggestione” da inserire in questo format dal titolo “Cantiere Viviani”, di cui Baffi è ideatore e direttore artistico in collaborazione con la Regione Campania, gli ho espresso il desiderio di realizzare la mia suggestione dedicata a Viviani, in un luogo di Castellammare che ha tanto ispirato il drammaturgo stabiese per la scrittura delle sue opere che è la Banchina di San Catello nel porto di Castellammare>>. Cosa rappresenta per te Viviani? <<Interpretare Raffaele Viviani provoca in me sempre passionali emozioni di responsabilità. Sia perché Viviani è nato nella mia città, Castellammare, e sia perché è un autore autentico ed ancora oggi, dopo 20 anni di carriera, mi mette in discussione. Un autore di matrice popolare quale Viviani, nelle sue opere, realizza una stupenda fusione musica-testo. Nella musica di Raffaele Viviani coesistono l’anima colta e l’anima popolare, la tradizione scritta e la tradizione orale, ecco il motivo della mia scelta musicale>>. E’ un onore per te artista stabiese interpretare opere e canzoni di un grande drammaturgo? <<Quando sono stata coinvolta da Giulio Baffi per la realizzazione di una “suggestione” da inserire in questo format dal titolo “Cantiere Viviani”, di cui Baffi è ideatore e direttore artistico in collaborazione con la Regione Campania, gli ho espresso il desiderio di realizzare la mia suggestione dedicata a Viviani, in un luogo di Castellammare che ha tanto ispirato il drammaturgo stabiese per la scrittura delle sue opere che è la Banchina di San Catello nel porto di Stabia. Viviani per me è il mare, il tramonto, i pescatori, i vicoli>>. Come viene strutturato lo spettacolo? <<Così è nato “Fiorenza Canta Viviani” un concerto che verrà eseguito il 21 maggio alle ore 19 in questo angolo di porto, con il mare e le barche come scenografia, con il sole che cade a mare, con i suoi colori e le sue malinconie. La messa in scena sarà essenziale perché credo che Viviani vada interpretato con semplicità e linearità, i suoi testi e la sua musica parlano da sole, il linguaggio è già forte di per sé e non bisogna far altro che prestare la propria voce a tutto ciò, infatti la mia scelta è di essere “accompagnata” da strumenti tipici dell’universo popolare>>.

Carlo Ferrajuolo

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