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	<title>PianetAzzurro.it &#187; AMARCORD</title>
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	<description>Aggiornamenti costanti sul Calcio Napoli e sullo sport partenopeo</description>
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		<title>AMARCORD &#8211; ROMA-NAPOLI, DERBY DEL SOLE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 12:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma-Napoli all’ultima giornata fa un certo effetto; una gara come questa non può non essere decisiva ma tant’è. Il Napoli è già secondo, la Roma non potrà conquistare l’Europa se non battendo la Lazio nella finale di Coppa Italia. Può essere decisiva per Mazzarri, ammesso che non abbia già deciso cosa fare, ma questa è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma-Napoli all’ultima giornata fa un certo effetto; una gara come questa non può non essere decisiva ma tant’è. Il Napoli è già secondo, la Roma non potrà conquistare l’Europa se non battendo la Lazio nella finale di Coppa Italia. Può essere decisiva per <b>Mazzarri</b>, ammesso che non abbia già deciso cosa fare, ma questa è un’altra storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiamata così, <a href="http://www.pianetazzurro.it/2011/02/14/67978/roma-vs-napoli-18/" rel="attachment wp-att-67996"><img class="alignleft size-full wp-image-67996" alt="ROMA VS NAPOLI" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2011/02/DMF_8040-copia.jpg" width="390" height="260" /></a>Roma-Napoli, sembra il tratto della Autostrada che unisce le due città; l’Autostrada del Sole, appunto. Il sole che il Napoli vide, anche giocando di sera, il 13 febbraio 2011 quando una doppietta di <b>Cavani</b> stese i giallorossi. Quella vittoria permise al Napoli di restare a tre punti dalla vetta e di dare qualche preoccupazione al Milan lanciato verso il titolo. Azzurri in vantaggio con un discusso rigore, <b>Hamsik</b> sembrò inciampare da solo, che Cavani realizzò non senza rischiare un clamoroso errore: la palla carambolò tra i due pali, l’uruguaiano arrivò per primo e la mandò in rete. Buon per lui che era già entrata altrimenti il gol non sarebbe stato valido. Come da regolamento, chi tira il rigore può calciare di nuovo la palla solo se questa è stata  toccata dal portiere pena l’annullamento della rete. <b>Lavezzi</b> si divorò il 2-0 a tu per tu con <b>Julio Sergio</b>, poi Cavani diede il sigillo al successo del Napoli mandando in rete da distanza ravvicinata un cross di Paolo <b>Cannavaro</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra vittoria partenopea il 26 ottobre 1987, successo che diede agli azzurri di <b>Maradona</b> le credenziali per lo scudetto ma che vide anche la rottura dello storico gemellaggio tra le due tifoserie. Nel Napoli esordì <b>Romano</b>, in attacco un Maradona in più. E proprio <i>Diego</i> al 2° minuto sfruttò alla perfezione un passaggio di <b>Giordano </b>e mise la palla in rete. Successo che mancava da dieci anni: maggio 1976, il Napoli targato <b>Vinicio</b> passò all’Olimpico con un rotondo 3-0 (<b>Sperotto</b> e doppietta di <b>Savoldi</b>), chiuse 5° in classifica staccato di soli nove punti dal Toro campione giocando a zona ed esprimendo un calcio a volte spettacolare. Nella stagione 1987-88, sempre a ottobre, il Napoli rimasto in nove raggiunge stoicamente il pareggio con <b>Francini</b> (1-1).</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’88-89, il 31 dicembre, <b>Voeller</b> rovina all’87° il Capodanno ai napoletani (1-0) e, 1989-90, 1-1 al Flaminio con le squadre a segno su rigore (<b>Comi</b> e <b>Maradona</b>) dopo una vera e propria caccia all’uomo da ambo le parti. Finì 1-1 anche nel 1990-91, gol di <b>Rizzardi</b> e nel 1991-92 con pareggio di <b>Zola</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di nuovo vittoria il 12 settembre 1993;  Napoli due volte in vantaggio (<b>Buso</b> e <b>Di Canio</b>) e due volte raggiunto prima del definitivo 3-2 di <b>Ferrara</b>. Carletto <b>Mazzone</b>, sulla panchina della Roma, si lamentò dei frequenti “falli tattici” dei giocatori del Napoli per spezzare sul nascere le trame offensive della Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si dice il caso: ottobre ’87 vittoria e scudetto, ottobre ’97 sconfitta e retrocessione. Fu un mortificante 6-2: <b>Candela</b> al 13°, <b>Gautieri</b> al 34°, <b>Balbo</b> al 51°, <b>Di Francesco</b> al 53°, <b>Balbo</b> al 60° e 89°. Sul 5-0 <b>Bellucci</b> e <b>Altomare</b> su rigore resero meno umiliante la disfatta. Batosta che determinò l’esonero di Bortolo <b>Mutti</b> per Mazzone ma le cose non migliorarono. Un altro ottobre, un’altra sconfitta ed un altro esonero: 2009, al vantaggio di Lavezzi rispose <b>Totti</b> con una doppietta e <b>De Laurentiis</b> diede il benservito a <b>Donadoni</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi il rocambolesco 4-4 della stagione 2007-08, da proibire a chi soffre di cuore. Lavezzi con un diagonale sotto la traversa insacca a due minuti dall’inizio, poi Totti su rigore e <b>Perrotta</b> portano la Roma in vantaggio all’intervallo. Primo della ripresa, destro al volo di Hamsik e di nuovo parità. <i>Volemose bene</i>? Manco per idea. Al 7° un tiro da fuori di <b>De Rossi </b>riporta avanti, con la complicità di <b>Iezzo</b>, i giallorossi fino al 19° quando <b>Gargano</b> dalla trequarti manda la palla sul “sette”. Si arriva così al 35° e una punizione di <b>Pizarro</b> sembra dare il definitivo vantaggio alla Roma ma quattro minuti dopo <b>Zalayeta</b> schiaccia di testa una punizione di <b>Hamsik</b> per il definitivo 4-4.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anno scorso, 28 aprile, ancora pari e patta: 2-2. Occasioni da ambo le parti, padroni di casa avanti con <b>Marquinho</b> e raggiunti al 48° da un preciso tiro dalla distanza di <b>Zuniga</b>. Cavani al 67° con un tiro a rientrare dal limite dell’area portò in vantaggio gli azzurri prima del definitivo pari di Simplicio all’87° che esultò, cosa mai vista, salendo in tribuna per abbracciare moglie e figlio. Qui il Napoli perse l’ultimo treno per la <i>Champion’s League</i> ma non andò meglio alla Roma con la squadra a fine gara sotto una Curva Sud inferocita che chiedeva a capitan Totti la testa di <b>Luis Enrique</b>.</p>
<p align="right"><b><i>Antonio Gagliardi</i></b></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pianetazzurro.it%2F2013%2F05%2F16%2Famarcord-roma-napoli-derby-del-sole%2F&amp;title=AMARCORD%20%E2%80%93%20ROMA-NAPOLI%2C%20DERBY%20DEL%20SOLE" class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save"  id="wpa2a_2" target="_blank" rel="external nofollow"><img src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AMARCORD: BOLOGNA-NAPOLI, LA GRASSA TORNERÀ DOLCE?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 15:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chissà se il Napoli mercoledì sera a Bologna riuscirà a conquistare ciò che perse giusto un anno fa: 6 maggio 2012, le reti di Diamanti e Rubin siglarono il 2-0 che di fatto negò agli azzurri l’accesso alla Champion’s League. Ora, per uno scherzo del destino, gli uomini di Mazzarri vincendo avrebbero la certezza matematica [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà se il Napoli mercoledì sera a Bologna riuscirà a conquistare ciò che perse giusto un anno fa: 6 maggio 2012, le reti di <b>Diamanti</b> e <b>Rubin</b> siglarono il 2-0 che di fatto negò agli azzurri l’accesso alla Champion’s League. Ora, per uno scherzo del destino, gli uomini di <b>Mazzarri</b> vincendo avrebbero la certezza matematica del secondo posto.</p>
<p>La grassa Bologna<a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/01/27/photo-gallery-12-1-2012-napoli-vs-bologna/napoli-vs-bologna-32/" rel="attachment wp-att-141083"><img class="alignleft size-full wp-image-141083" alt="NAPOLI VS BOLOGNA" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/01/DMF_33071.jpg" width="381" height="251" /></a> potrebbe quindi tornare dolce nei confronti del Napoli come lo fu il 22 aprile 1990 quando, nella penultima giornata, gli azzurri vincendo 4-2 staccarono di due lunghezze il Milan, sconfitto tra mille polemiche a Verona, spianandosi la strada verso il secondo scudetto. La gara fu senza storia, dopo un quarto d’ora Napoli già avanti per 3-0 (<b>Careca</b>, <b>Maradona</b>, <b>Francini</b>), <b>De Marchi</b> per i felsinei quindi al 50° <b>Alemao</b> e Bologna in gol al 90° con <b>Iliev</b>.</p>
<p>Lo stadio Dall’Ara fu dolce anche con il brasiliano <b>Edmundo</b> nei suoi non proprio memorabili sei mesi di militanza azzurra. Sua una rete che però non servì ad evitare la sconfitta: 25 febbraio 2001, Bologna-Napoli 2-1, vantaggio di <b>Signori</b> al 25°, pareggio di <i>O’Animal</i> dopo dieci minuti che esultò indicando il suo nome sulla maglia ai tifosi, e nuovo vantaggio di Signori a tre minuti dal 90°. I rossoblù fecero parecchio male anche il 2 novembre 1997 quando il Napoli, passato in vantaggio con <b>Goretti</b> si ritrovò alla fine sommerso da cinque reti grazie alla tripletta di <b>Baggio</b> ed alla doppietta dello svedese <b>Andersson</b>. Per rendere meno amara la pillola possiamo dire che al 90° gli azzurri erano sotto 2-1 ma nei cinque minuti di recupero si scatenò l’inferno con le rimanenti tre reti di cui una su rigore al 95°.</p>
<p>Nonostante i suoi sette scudetti il Bologna ha militato molto nelle serie inferiori, promosso in A nel 2008, dopo tre anni di B, ha incontrato il Napoli tra i cadetti il 7 aprile 2007 ed è stato sconfitto 3-2: gli azzurri sembrarono giocare sul velluto trovandosi in vantaggio 3-0 al 38° (<b>Domizzi</b>, <b>Maldonado</b>, <b>Calaiò</b>) ma una doppietta di <b>Marazzina</b> li tenne col fiato sospeso sino alla fine.</p>
<p>Tempi difficili per il Bologna negli anni di Maradona; nell’84 fu promosso in B dalla C1 e militò nella seconda serie fino all’88 quando salì con tutti gli onori grazie al calcio-champagne di Gigi <b>Maifredi</b>. Nella stagione 1988-89 Bologna e Napoli chiusero le ostilità con un gol per parte, segnati in rapida successione: vantaggio di <b>Lorenzo</b> al 22°, pari di Careca dopo soli tre minuti.</p>
<p>Facendo un salto indietro, nel 1975 destò scalpore il passaggio di Clerici e <b>Rampanti</b>, due colonne del Napoli di <b>Vinicio</b>, al Bologna. Clerici segnò al Bologna al San Paolo, il Napoli perse al Dall’Ara con identico punteggio, 1-0, marcatore, ironia della sorte fu Beppe <b>Savoldi</b> che farà il viaggio inverso per la cifra record di due miliardi.</p>
<p><i>Beppe-gol </i>più di una volta ha segnato alla sua futura squadra; cominciando dal Bologna-Napoli del 14 dicembre del 1969 quando la sua rete fu vanificata dalla doppietta di <b>Altafini</b>, nel gennaio del ’72 nel doppio botta e risposta, 2-2, con i gol <b>Perani</b>, pari di <b>Improta</b> su rigore, vantaggio di Savoldi e definitivo 2-2- di Altafini e nell’altro 2-2 del maggio ’74 quando il Napoli andò in vantaggio con <b>Clerici</b> quindi pari di Savoldi su rigore, vantaggio felsineo di <b>Vieri</b> ed equilibrio ristabilito da <b>Cané</b>.</p>
<p>L’era <b>De Laurentiis</b> ha visto, in serie A, due vittorie del Napoli ed una degli emiliani: azzurri corsari il 28 settembre 2008, <b>Denis</b> a tre minuti dal 90°, successo dei padroni di casa il 7 marzo 2010 ed anche qui a segno un <i>ex</i>, <b>Zalayeta</b>, prima del raddoppio di <b>Adailton</b> e del gol di <b>Rinaudo</b> che fissò il punteggio sul 2-1. Successo del Napoli per 2-0 il 10 aprile 2011 grazie alle marcature di <b>Mascara</b> e <b>Hamsik</b> su rigore.</p>
<p align="right"><b><i>Antonio Gagliardi</i></b></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pianetazzurro.it%2F2013%2F05%2F07%2Famarcord-bologna-napoli-la-grassa-tornera-dolce%2F&amp;title=AMARCORD%3A%20BOLOGNA-NAPOLI%2C%20LA%20GRASSA%20TORNER%C3%80%20DOLCE%3F" class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save"  id="wpa2a_4" target="_blank" rel="external nofollow"><img src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AMARCORD – NAPOLI-INTER, CLASSICA DI UNA VOLTA</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 14:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’impietoso riferimento al passato è tutto per l’Inter. La disastrata squadra nerazzurra scenderà al San Paolo più rimaneggiata che mai data l’incredibile escalation di infortuni che l’ha colpita; il bilancio è talmente negativo che un eventuale successo al San Paolo sarebbe una solo fiammata per chiudere dignitosamente la stagione, non certo una tappa verso l’Europa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/12/08/inter-napoli-crocevia-stagionale-per-gli-azzurri/inter-napoli-3/" rel="attachment wp-att-196546"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-196546" alt="INTER NAPOLI" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/12/INTER-NAPOLI1-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>L’impietoso riferimento al passato è tutto per l’Inter. La disastrata squadra nerazzurra scenderà al San Paolo più rimaneggiata che mai data l’incredibile <i>escalation</i> di infortuni che l’ha colpita; il bilancio è talmente negativo che un eventuale successo al San Paolo sarebbe una solo fiammata per chiudere dignitosamente la stagione, non certo una tappa verso l’Europa League a cui ormai nessuno crede più. Tra gli indisponibili anche l’<i>ex</i> <b>Gargano</b> che quindi non ricalpesterà l’erba del San Paolo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Inter ha cambiato più volte denominazione; da Inter, nome originale, divenne <i>Società Sportiva Ambrosiana</i> nel periodo fascista poi <i>Ambrosiana-Inter</i> ed infine nel 1945 fu ripreso il nome originale di <i>Internazionale</i>, per tutti Inter.</p>
<p style="text-align: justify;">Napoli e Inter si sono sempre incontrate fin quando il Napoli ha giocato in serie A; l’Inter è tuttora l’unica compagine a non esser mai retrocessa nelle serie inferiori. Cominciando quindi dal ritorno degli azzurri in A nel 2007, Napoli-Inter si è giocata cinque volte con un bilancio in netto favore dei partenopei che hanno ottenuto tre vittorie e due pareggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Due successi per 1-0 firmati entrambi da <b>Zalayeta</b>: il 2 marzo 2008, in un San Paolo stracolmo, il Napoli passò in vantaggio al 3° minuto con un pallonetto di Zalayeta che sfruttò un maldestro rinvio di <b>Julio Cesar</b> uscito per anticipare un contropiede di <b>Lavezzi</b>. L’immediato vantaggio e la bolgia del San Paolo resero difficile la vita ai nerazzurri che non riuscirono a trovare le giuste contromisure. Il Napoli sfiorò il raddoppio in due occasioni, prima con un colpo di testa di <b>Cannavaro</b> neutralizzato da un volo di Julio Cesar quando il difensore aveva già alzato le braccia in segno di esultanza e poi con un altro miracolo del portiere brasiliano che respinse sulla linea un quasi autogol di <b>Materazzi</b>. Napoli più volte pericoloso in contropiede, Lavezzi vero e proprio incubo della lenta difesa di <b>Mancini</b>, fin quando al 73° un’uscita kamikaze di Julio Cesar travolse Gargano dentro l’area. Calcio di rigore ma l’estremo difensore brasiliano si superò di nuovo negando la doppietta a Zalayeta. Da segnalare l’esordio nell’Inter del 17enne Mario <b>Balotelli</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur sempre vittoriosa ma meno arrembante la partita del Napoli il 26 aprile 2009; primo tempo chiuso sullo 0-0 e fu il portiere azzurro <b>Navarro</b> a distinguersi per un paio di ottimi interventi. Il Napoli tuttavia impose il proprio ritmo alla gara e capitalizzò questa supremazia al 72° quando Zalayeta ottimamente imbeccato da Lavezzi, che con uno slalom seminò mezza difesa interista, indovinò un tiro secco dal limite dell’area. Fu questo uno dei pochi acuti del Napoli di <b>Donadoni</b> ma fu soprattutto uno sgambetto alla rincorsa di <b>Mourinho</b> verso il suo primo “<i>titulo</i>”. Finì a reti inviolate il 14 febbraio 2010 e fu 1-1 nell’ultima gara al San Paolo della stagione 2010-2011. <b>Zuniga</b> allo scadere del primo tempo annullò il vantaggio interista di <b>Eto’o</b>. Il 26 febbraio 2012 fu Lavezzi a siglare il gol partita al 59° con un preciso diagonale su passaggio di un ispiratissimo <b>Dzemaili</b> che aveva conquistato palla a centrocampo. <b>Aronica</b> con un fallo da ultimo uomo lasciò il Napoli in dieci e l’Inter ne trasse linfa sfiorando il pari con un colpo di testa di <b>Pazzini</b> da ottima posizione e con un tiro al volo dal limite di <b>Faraoni</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inter del <i>Triplete</i>, dunque, non ha mai vinto. Hanno vinto quelle di<b> Sammer, Bergkamp</b> e <b>Djorkaeff</b>: il tedesco, in Italia solo nella stagione 1992-93 ed inatteso vincitore di un Pallone d’Oro nel 1996, aprì le marcature prima del raddoppio di <b>Schillaci</b> e del 2-1 di <b>Fonseca</b>. Bergkamp, tulipano non sbocciato, siglò all’84° il 3-1 del 7 maggio 1995 mentre il “<i>Califfo</i>”, il 12 gennaio 1997, siglò all’88° il raddoppio nerazzurro dopo il vantaggio di <b>Branca </b>(oggi contestatissimo dirigente). Vano il 2-1 di <b>Caccia</b> al 90°.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bilancio tra il Napoli e l’Inter di <b>Ronaldo</b> vede un perfetto equilibrio, una vittoria a testa. I nerazzurri s’imposero al San Paolo 2-0 il 19 ottobre 1997 grazie ad un gol di <b>Galante</b> e ad un’autorete di <b>Turrini</b> mentre persero 1-0 il 19 febbraio 2001 per il gol di <b>Matuzalem</b>. Poca gloria anche per Karl-Heinz <b>Rummenigge</b>: l’Inter guidata dal panzer tedesco non vinse mai al San Paolo. Un secco 3-1 nell’aprile dell’85 grazie alla doppietta di <b>Bertoni</b> e al gol di <b>Dal Fiume</b>, per l’Inter <b>Baresi</b>, altra sconfitta 1-0 il 16 marzo 1986, ma qui era l’<i>ex</i> del Bayern era assente, e 0-0 il 2 novembre dello stesso anno, nel campionato del primo scudetto azzurro. Abbiamo taciuto l’autore della vittoria di misura dell’86 perché merita un contesto a parte. Fu <b>Diego Armando Maradona</b> che andò a segno su rigore mettendo a tacere un’assurda polemica nata per aver confessato il suo sostegno al pugile argentino Ubaldo <b>Sacco</b> nella finale mondiale superleggeri disputata contro Patrizio <b>Oliva</b>, vinta da quest’ultimo pochi giorni prima.</p>
<p style="text-align: justify;"><i>El Pibe</i> castigherà la Beneamata altre due volte: il 10 aprile 1988, Napoli-Inter 1-0 ed il 22 ottobre 1989, Napoli-Inter 2-0 con la rete di Diego che all’84 raddoppiò il vantaggio di <b>Careca</b> esultante a ritmo di Lambada.</p>
<p style="text-align: justify;">Dolorosa nota statistica: Napoli-Inter giocatasi il 30 marzo 1991 fu la prima partita al San Paolo del Napoli orfano di Maradona. Diego dopo Napoli-Bari (1-0, <b>Zola</b>) fu sorteggiato per un controllo antidoping che diede un responso positivo evidenziando tracce di cocaina. Per la cronaca, quel Napoli-Inter finì 1-1: vantaggio di <b>Matthaeus</b> e pari di Careca un minuto dopo.</p>
<p align="right"><b>Antonio Gagliardi </b></p>
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		<title>AMARCORD: PESCARA-NAPOLI, TIRRENO–ADRIATICO</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 19:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con sette lunghezze di vantaggio sul Milan, terzo, il Napoli affronta il Pescara allo stadio Adriatico. Il Milan è impegnato nella difficile trasferta di Catania così anche la quintultima giornata può sorridere ai colori azzurri. Meno difficile la trasferta di Pescara con la compagine abruzzese virtualmente retrocessa che però rimane un test da non sottovalutare. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con sette lunghezze di vantaggio sul Milan, terzo, il Napoli affronta il Pescara allo stadio Adriatico. Il Milan è impegnato nella difficile trasferta di Catania così anche la quintultima giornata può sorridere ai colori azzurri.</p>
<p style="text-align: justify;">Meno difficile la trasferta di Pescara con la compagine abruzzese virtualmente retrocessa che però rimane un test da non sottovalutare. Negli ultimi tre turni il Pescara ha venduto cara la pelle alla Juventus (virtualmente campione) ed al Siena ed ha fatto sudare le classiche sette camicie alla Roma che non è andata oltre l’1-1 casalingo.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, <a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/12/02/la-partita-napoli-pescara-e-ancora-sfida-con-la-juve-gli-azzurri-sfondano-il-pescara/napolipescara_5/" rel="attachment wp-att-195750"><img class="alignleft" alt="napolipescara_5" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/12/napolipescara_5.jpg" width="369" height="234" /></a>in questi ultimi 270 minuti, è sempre andato a segno. <i>Ex</i> di lusso Morgan <b>De Sanctis</b> e Lorenzo <b>Insigne</b> che con <b>Immobile</b> è stato, la scorsa stagione, la punta di diamante del Pescara targato <b>Zeman</b>, una delle squadre più applaudite degli ultimi tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">De Sanctis, che sabato sera riprende il suo posto tra i pali, è nativo di Guardiagrele, ad un tiro di schioppo ed è un prodotto del vivaio pescarese. Con i biancazzurri esordì in Serie B nel 1994 parando un rigore a Bobo <b>Vieri</b> che allora militava nel Venezia.</p>
<p>Esattamente venti anni fa, stagione 1992-93, il Pescara retrocesse in B nel suo ultimo campionato nella massima serie. Da allora una serie di vicissitudini l’hanno portato anche in C1 sino al fallimento societario del 2009 con la nascita della <i>Delfino Pescara</i> che ha rilevato il titolo sportivo del Pescara calcio S.p.A.</p>
<p>Le strade di Napoli e Pescara non si erano incrociate dal 26 novembre 2006; Serie B, Pescara-Napoli 0-1 gol partita di <b>Calaiò</b>. Prima di allora un’altra vittoria, sempre in B, il 2-1 del primo maggio 2004; <b>Zanini</b> e <b>Tosto</b> per gli azzurri, <b>Russo</b> per i padroni di casa. Quindi un pareggio 1-1 nell’aprile del 2000 con il vantaggio di <b>Schwoch</b> ed il pareggio di <b>Allegri</b>, che oggi siede sulla panca del Milan. Un altro successo del Napoli risale alla seconda giornata del campionato cadetto 1998-99 e porta la firma di <b>Paradiso</b>.</p>
<p>E veniamo alla sfide in serie A dove l’ultima si è giocata il 16 maggio 1993 ed è stato anche l’ultimo successo degli abruzzesi: un perentorio 3-0 con le reti di <b>Palladini</b> e una doppietta dello sfortunato <b>Borgonovo</b>. Nell’87 fu gloria per tutti, il Napoli vinse il suo primo tricolore, il Pescara salì in A; nelle due stagioni successive un successo partenopeo con gol di <b>Giordano</b> ed un pari a reti bianche.</p>
<p>Per trovare altre sfide bisogna risalire al 1977 quando Pescara-Napoli si giocò nella prima giornata del campionato e fu vinta dal Napoli per 3-1: reti di <b>Pin</b>, <b>Bruscolotti</b> e <b>Chiarugi</b> con gol della bandiera di <b>Repetto</b>. Altra sfida il 2 dicembre 1979 e stavolta prevalse il Pescara grazie ad un gol di <b>Cinquetti</b>.</p>
<p align="right"><b><i>Antonio Gagliardi </i></b></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pianetazzurro.it%2F2013%2F04%2F25%2Famarcord-pescara-napoli-tirreno-adriatico%2F&amp;title=AMARCORD%3A%20PESCARA-NAPOLI%2C%20TIRRENO%E2%80%93ADRIATICO" class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save"  id="wpa2a_8" target="_blank" rel="external nofollow"><img src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AMARCORD &#8211; NAPOLI-CAGLIARI, PRECEDENTI STORICI NON FAVOREVOLISSIMI</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 09:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Napoli, uscito indenne da San Siro, si prepara allo sprint finale. Guai però a pensare che i giochi siano fatti; il Milan non si arrenderà di certo perciò ogni discorso è rimandato alle partite che verranno. La prossima pone, al San Paolo, il Napoli di fronte al Cagliari; gli isolani si presentano con il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><b><i><a href="http://www.pianetazzurro.it/2011/03/22/photo-gallery-30-3-2011-napoli-vs-cagliari-2-1/napoli-vs-cagliari-14/" rel="attachment wp-att-77760"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-77760" alt="NAPOLI VS CAGLIARI" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2011/03/DMF_6082-copia-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></i></b>Il Napoli, uscito indenne da San Siro, si prepara allo sprint finale. Guai però a pensare che i giochi siano fatti; il Milan non si arrenderà di certo perciò ogni discorso è rimandato alle partite che verranno.</p>
<p style="text-align: justify;">La prossima pone, al San Paolo, il Napoli di fronte al Cagliari; gli isolani si presentano con il morale al mille sia per la salvezza acquisita sia per il pesante 2-0 con cui hanno di fatto estromesso l’Inter dalla corsa all’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante il tennistico 6-3 della scorsa stagione, il Cagliari è avversario da prendere con le molle anche perché il Napoli avrà un <b>Lavezzi</b> in meno; sempre determinante l’argentino nelle sfide contro i rossoblù, sia al San Paolo che in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">E così è stato anche l’11 marzo 2012; <i>el</i> <i>Pocho</i> propiziò le reti del 2-0 e del 3-0 prima di procurarsi e trasformare il rigore del 4-1. Al 19° pennellò la punizione spedita in rete di testa da <b>Cannavaro</b> (2-0), alla mezz’ora da un suo cross scaturì l’autogol di <b>Astori</b> (3-0) quindi il rigore realizzato al 56°. Di <b>Hamsik</b> l’1-0, di <b>Gargano</b> il 5-1 e firmato da <b>Maggio</b> il 6-2. Per <b>Larrivey</b> un bilancio personale agrodolce: sconfitta a parte, ha violato tre volte la porta del Napoli e non è da tutti farlo al San Paolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non sempre sono stati rose e fiori. Un amarissimo 2-2 il 23 novembre del 2008, pareggio acciuffato per i capelli da un gol di Daniele <b>Conti</b> al 96°. Anche allora Lavezzi tra i protagonisti; primo tempo chiuso sull’1-0 grazie ad un preciso diagonale di Hamsik al 9° e pari al 56° col tap-in vincente di <b>Lopez</b> che mandava in rete una corta respinta di <b>Iezzo</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Napoli a testa bassa cercava il 2-1 e <b>Denis</b> da ottima posizione sparava alto un formidabile invito di Lavezzi che aveva scartato come birilli i difensori cagliaritani. Il vantaggio arrivava al 40° con un tocco “maradoniano” del <i>Pocho</i> su punizione e sarebbe finita di lì a qualche minuto se lo stesso argentino in fuorigioco non avesse deviato in rete un tiro da fuori area di <b>Russotto</b> facendo annullare la rete per off-side.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio allo scadere del recupero il pari del Cagliari con Conti che nell’area di porta raccoglieva un passaggio di <b>Jeda</b> e, dribblando i disperati tentativi della difesa, depositava in rete gelando il San Paolo. Il 25 aprile 2010 finì a reti inviolate, ma il Napoli fece sua la gara il 20 marzo 2011. La vittoria fu però sudata dato che l’ex <b>Donadoni</b>, col dente avvelenato, mise ottimamente in campo la sua squadra. Un 2-1 con le reti tutte nel secondo tempo e nel breve arco di dodici minuti. Vantaggio di <b>Cavani</b> al 49° su rigore per un fallo in area su Lavezzi, pari di <b>Acquafresca</b> al 56° che di testa mandò a vuoto Cannavaro bruciando con un preciso diagonale la disperata uscita di <b>De Sanctis.</b> Definitivo vantaggio firmato ancora del <i>Matador</i> al 61° con un delizioso pallonetto dal limite dell’area.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Cagliari fece un bello scherzetto alla giornata di esordio al San Paolo del Napoli campione d’Italia: 16 settembre 1990, seconda giornata di campionato e per tutti gara del riscatto dato che non si era andati oltre lo 0-0 a Lecce nella gara di apertura. La direzione di Marcello <b>Nicchi</b>, attuale presidente dell’AIA, suscitò non poche polemiche: al 27° espulsione di <b>Alemao</b>, colpevole di un fallo di reazione, e gara subito in salita, <b>Careca</b> caduto a seguito di un contatto in area fu ammonito per simulazione ed il primo gol del Cagliari, segnato da <b>Rocco</b> al 35°, secondo i giocatori del Napoli era stato viziato da una posizione irregolare di <b>Fonseca</b>. Arrembaggio del Napoli e Nicchi, dopo aver lasciato correre la respinta con un braccio di un difensore cagliaritano su un tiro di <b>Silenzi</b>, assegnò un penalty agli azzurri per un fallo subito dallo stesso attaccante romano. Careca non fallì dal dischetto allo scadere dei primi 45 minuti. Il Napoli commise l’errore di non accontentarsi del pari ed in un generoso ma disordinato prodigarsi in avanti offrì il fianco al contropiede degli ospiti che capitalizzarono al 68° con la deviazione di <b>Corradini</b> che rese imparabile un pallonetto di Fonseca dal limite dell’area. Chiudiamo con una nota in chiaroscuro: l’8 dicembre 1991 Napoli-Cagliari finì 4-0 (doppietta di Careca, <b>Francini</b> e <b>Padovano</b> su rigore) ma fu l’inizio dell’era post-<b>Maradona</b> dato che fu anche la prima gara al San Paolo del Napoli privo del capitano squalificato per doping.</p>
<p align="right"><b>Antonio Gagliardi</b></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pianetazzurro.it%2F2013%2F04%2F19%2Famarcord-napoli-cagliari-precedenti-storici-non-favorevolissimi%2F&amp;title=AMARCORD%20%E2%80%93%20NAPOLI-CAGLIARI%2C%20PRECEDENTI%20STORICI%20NON%20FAVOREVOLISSIMI" class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save"  id="wpa2a_10" target="_blank" rel="external nofollow"><img src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AMARCORD: MILAN-NAPOLI &#8211; TANTI SALUTI AL DIAVOLO</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 22:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima di arrivare in paradiso si dovrà passare per l’inferno ossia la bolgia di San Siro con il Diavolo, il Milan, che lì è padrone di casa. In caso di risultato positivo, a maggior ragione se si dovesse vincere, il Paradiso sarebbe davvero a portata di mano dato che il Napoli si ritroverebbe a +7 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di arrivare in paradiso si dovrà passare per l’inferno ossia la bolgia di San Siro con il Diavolo, il Milan, che lì è padrone di casa.</p>
<p>In caso di risultato positivo, a maggior ragione se si dovesse vincere, il Paradiso sarebbe davvero a portata di mano dato che il Napoli si ritroverebbe a +7 punti dai rossoneri a sei giornate dalla fine con il secondo posto in cassaforte. Se così ha detto <b>Mazzarri</b>, solitamente restio a stilare tabelle, c’è da crederci.</p>
<p>Gli anni del Napoli<a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/02/03/amarcord-milan-napoli-nella-tana-del-diavolo/maradona_gullit-2/" rel="attachment wp-att-143604"><img class="alignleft size-full wp-image-143604" alt="maradona_gullit" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/02/maradona_gullit.jpg" width="416" height="252" /></a> nelle serie inferiori hanno fatto scemare la rivalità esplosa ai tempi di <b>Maradona</b> / <b>Careca</b> &#8211; <b>Gullit</b> / <b>Van Basten</b> quando sul piatto c’erano gli scudetti. Oggi la contesa è per un piazzamento in <i>Champion’s League</i> ed una certa animosità sembra essere riaffiorata.</p>
<p>Verso la fine degli anni ’80, infatti, Milan e Napoli hanno rimpiazzato Juventus e Roma stabilendo una nuova diarchia nella Serie A; hanno vinto entrambi uno scudetto sorpassandosi l’un l’altro, trionfando poi anche in Europa.</p>
<p>La rimonta del Milan sul Napoli campione d’Italia cominciò il 3 gennaio 1988: Careca al 10° illuse la truppa azzurra che finì travolta dalla potenza dell’undici di <b>Sacchi</b>. <b>Colombo</b> pareggiò dopo nove minuti e dopo cinque <b>Virdis</b> portò in vantaggio i rossoneri. Nella ripresa segnarono Gullit e <b>Donadoni</b> per un 4-1 finale di poche storie. Finì a reti inviolate l’anno successivo e ci fu una nuova scoppola nel febbraio 1990, 3-0, reti di <b>Massaro</b>, <b>Maldini</b> e Van Basten che concretizzarono il “<i>monologo</i>” (così definito da <b>Ameri</b> nella radiocronaca) del Milan. Per il Napoli era iniziata la fase calante, il Milan al contrario cominciò il ciclo dei cosiddetti “<i>Invincibili</i>” e ciò ebbe riscontro nel 4-1 del 1991 e nel 5-0 del 1992.</p>
<p>Rocambolesco il 2-2 dell’aprile 1993 con gli azzurri in doppio vantaggio grazie a Careca e <b>Policano</b>; fu <b>Lentini</b> a salvare il Milan prima con un gran gol su rovesciata dopo uno stop di petto e poi con un diagonale su passaggio di <b>Nava</b> che si era liberato in maniera forse irregolare di <b>Carbone</b>. Milan ancora in affanno nel novembre 1993 quando solo al 90° ebbe ragione del giovane Napoli di <b>Lippi</b>; azzurri avanti con <b>Pecchia</b> allo scadere del primo tempo poi un diagonale di <b>Panucci</b> ed al 90° una punizione di <b>Albertini</b> diedero il successo all’undici di <b>Capello</b> nella prima gara del francese <b>Desailly</b>. Poi due pareggi: 1-1 nel gennaio ’95 (<b>Simone</b>, <b>Cannavaro</b>) e 0-0 nel dicembre successivo con <b>Taglialatela</b> che ipnotizzò <b>Baggio</b> dal dischetto del rigore.</p>
<p>Un altro esordio importante fu quello del neomaggiorenne brasiliano <b>Pato</b> che calpestò l’erba del Meazza per la prima volta il 13 gennaio 2008, Milan-Napoli 5-2. Gara ostica per il Milan, più di quanto non dica il risultato. I rossoneri soffrirono maledettamente la velocità di un <b>Lavezzi</b> protagonista in entrambe le reti azzurre; da una sua sponda, giunta al culmine di un contropiede, la palla finì ai piedi di <b>Sosa</b> che con un tocco non ebbe difficoltà a bucare <b>Dida</b> per l’1-1. Il 2-2 fu siglato da <b>Domizzi</b> su rigore procurato dal <i>Pocho</i> che poté essere fermato solo con un fallo da un affannato <b>Khaladze</b>. Va detto che se tanto “pulite” furono le reti del Napoli tanto “sporche” lo furono le prime due del Milan: il vantaggio fu un gol fantasma di <b>Ronaldo</b> al 15°, la palla s’impennò, colpì la parte bassa della traversa e malgrado il salvataggio di <b>Cupi</b> su Pato in sospetto fuorigioco fu concesso il gol. Il 2-1 fu una botta ravvicinata di <b>Seedorf </b>che risolse una mischia dopo uno strepitoso doppio intervento di<b> Iezzo </b>su<b> </b>Pato. Nella ripresa salì in cattedra il trio <i>KaPaRo</i>, <b>Kakà</b>, Pato, Ronaldo, con quest’ultimo che al 46° segnò di testa colpendo indisturbato in piena area mentre non fu affatto “sporco” il 4-2 di Kakà<b> </b>che aggirò <b>Gargano</b> sul limite dell’area e lasciò partire un bolide su cui nulla poté l’estremo difensore azzurro. Il quinto centro fu un <i>golazo</i> di Pato che raccolto un lancio di <b>Favalli</b> a tagliare il campo con un tocco si liberò di Domizzi e con un altro tocco di piatto destro vanificò l’uscita di Iezzo.</p>
<p>Vittoria di misura, 1-0, <b>Ronaldinho</b>, nel novembre del 2008 quindi l’1-1 con <b>Inzaghi</b> che impattò il vantaggio di <b>Campagnaro</b> sino ad arrivare al 3-0 del 27 febbraio 2011.</p>
<p>Milan primo, Napoli secondo in classifica; al 49° un dubbio rigore spianò la strada ai rossoneri, tocco di mano di <b>Aronica</b>, e gol di <b>Ibrahimovic</b> dagli undici metri. Il Milan sembrava avere diverse marce in più e solo un <b>De Sanctis</b> super su Pato e <b>Robinho</b> evitò una nuova capitolazione. Ma nulla poté su un tocco ravvicinato di <b>Boateng</b> su cross di Pato, né su un delizioso tocco a giro del <i>Papero </i>che siglò il <i>tris</i> al 79°.</p>
<p>L’anno scorso, 5 febbraio, finì a reti bianche. Il Napoli giocò metà della ripresa in superiorità numerica per l’espulsione di Ibrahimovic che in mischia colpì con uno schiaffo Aronica che si vendicò con una manata a Nocerino. Robinho graziò più volte De Sanctis non concretizzando la costante ma sterile supremazia dei padroni di casa.</p>
<p>Per l’ultima vittoria azzurra in casa Milan occorre telefonare a <b>Maradona</b> e farsi raccontare come fece a farsi beffe di tre difensori rossoneri dal limite dell’area prima di battere <b>Galli</b> per il 2-0. La prima rete fu di <b>Giordano</b>, <b>Di Bartolomei</b> accorciò poi le distanze per il Milan. Era l’aprile del 1986, <b>Berlusconi</b> si era appena messo al timone della società rossonera, c’erano ancora le macerie della gestione <b>Farina</b>, c’era il <i>Barone</i> <b>Liedholm</b> in panchina. Tempi lontanissimi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><b>Antonio Gagliardi</b></p>
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		<title>AMARCORD: NAPOLI-GENOA, VECCHI CUORI A CONFRONTO</title>
		<link>http://www.pianetazzurro.it/2013/04/04/amarcord-napoli-genoa-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 10:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Napoli, rinfrancato dal successo sul Torino, riceve il Genoa con la convinzione di avere  le carte in regola per la salvaguardia del secondo posto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pianetazzurro.it/2013/04/04/amarcord-napoli-genoa-2/ruben-paz/" rel="attachment wp-att-215888"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-215888" alt="ruben-paz" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2013/04/ruben-paz-150x150.gif" width="150" height="150" /></a>Il Napoli, rinfrancato dal successo sul Torino, riceve il Genoa con la convinzione di avere  le carte in regola per la salvaguardia del secondo posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da una goleada all’altra; dalle cinque reti segnate a Torino alle sei realizzate lo scorso anno contro i rossoblù. La gara si sarebbe dovuta disputare il 27 agosto, giornata di apertura del campionato che per lo sciopero calciatori slittò al 21 dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Genoa fu seppellito da sei reti: al duplice fischio dell’intervallo si era già sul 4-1 grazie alla doppietta di <b>Cavani</b>, alla rete di <b>Hamsik</b> al gol della bandiera di <b>Jorquera</b>. Nei secondi 45 minuti <b>Gargano</b> e <b>Zuniga</b> rimpinguarono il bottino. Le reti del <i>Matador</i> (1-0 e 3-1) furono due azioni in fotocopia da ultimo uomo a tu per tu con <b>Frey </b>e la seconda marcatura fu finalizzata con un delizioso cucchiaio.</p>
<p style="text-align: justify;">Al San Paolo scende il club più vecchio del calcio italiano; la sua nascita risale addirittura al 1800, 1893 per la precisione, e al 1898 risale il suo primo scudetto. Napoli e Genoa hanno in comune la risalita in A nel 2007 e fu una festa per tutti lo 0-0 di Marassi che sancì la promozione di entrambe all’ultima giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Quell’anno, in serie B, Napoli-Genoa terminò 1-1 e si decise negli ultimi minuti: <b>Calaiò</b> trasformò un rigore all’83°, <b>Leon</b> acciuffò il pari all’87°. Il 30 settembre 2007, primo campionato di A per entrambe, vide il Genoa passare per 2-1: autorete di <b>Cannavaro</b>, pari di <b>Domizzi</b> e ad un minuto dalla fine <b>Sculli</b> gelò il San Paolo per il 1-2 definitivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Genoa uscì ancora vittorioso dal San Paolo il 22 febbraio 2009 (0-1, <b>Jankovic</b>)  nel bel mezzo di quella che per il Napoli fu un’incredibile serie negativa; batté il Lecce il 14 dicembre 2008 (3-0) e tornò al successo solo il 26 aprile 2009 (1-0 sull’Inter). Pareggio a reti bianche il 31 gennaio 2010 e vittoria 1-0 del Napoli (Hamsik) il 1° maggio 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Genoa attraversò un periodo di crisi che lo condannò per diversi anni alla serie cadetta; il Napoli di <b>Maradona</b> affrontò i rossoblù per la prima volta solo nel 1990. Il 4 marzo finì 2-1 per gli azzurri con le reti di <b>Francini</b> al 46°, pareggio di <b>Ruben</b> <b>Paz</b> all’80° e gol-vittoria di <b>Zola</b> al 90° per quella che fu ribattezzata <i>Zola-Cesarini </i>date le diverse partite risolte dal giocatore sardo nei minuti finali. Ancora Zola decise al 56° il Napoli-Genoa del 1990-91 e fu <b>Mauro</b> a dare la vittoria al Napoli nell’ultima giornata della stagione 1991-92, Napoli-Genoa 1-0. Va ricordato che quella stagione vide il Napoli vittorioso anche a Marassi con un vibrante 4-3; ai liguri non servì uno <b>Skuhravy</b> in giornata di grazia, sue le tre reti dei rossoblù, per il Napoli a segno Zola, <b>Silenzi</b>, <b>Careca</b> e <b>Alemao</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Napoli-Genoa fu prodiga di segnature anche nella stagione 1992-93; 9 maggio, 2-2 con il Napoli che si fece rimontare il doppio vantaggio: Careca all’11°, <b>Ferrara</b> al 38°, <b>Caricola</b> al 41° e pari definitivo di <b>Padovano</b> su rigore al decimo della ripresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Napoli-Genoa ha visto andare a segno, in due diverse edizioni, due calciatori che in azzurro hanno vissuto un periodo piuttosto emblematico. Nel 1994 Paolo <b>Di Canio</b> annullò il vantaggio di <b>Van’t Schip</b> (1-1) e nel 1995 il colombiano <b>Rincon</b> firmò la vittoria del Napoli (1-0). Entrambi militarono per una sola stagione, il romano nel 1993-94, il colombiano nel campionato successivo, e benché quest’ultimo avesse segnato complessivamente due reti in più, 7 contro 5, se ne andò insalutato ospite dopo aver ammesso di non essersi ambientato. Di Canio, che non manca di far parlare di sé in Inghilterra, sembrò aver trovato un ambiente ideale ma a fine stagione passò al Milan, a cui segnò una rete passata agli annali, nonostante avesse dichiarato che avrebbe pagato di tasca propria pur di rimanere.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per questo è il bello (o il brutto) del calcio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AMARCORD: TORINO-NAPOLI TAPPA IN SALITA</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 15:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il campionato riparte ed il Napoli è di scena a Torino, contro la compagine granata, per salvaguardare il secondo posto; il Milan è a due punti e per come sta giocando, nonché per le bellicose dichiarazioni di alcuni tesserati, Balotelli in primis, c’è poco da stare tranquilli. Il Toro è allenato dall’ex Giampiero Ventura, genovese, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il campionato riparte ed il Napoli è di scena a Torino, contro la compagine granata, per salvaguardare il secondo posto; il Milan è a due punti e per come sta giocando, nonché per le bellicose dichiarazioni di alcuni tesserati, <b>Balotelli</b> <i>in primis</i>, c’è poco da stare tranquilli.</p>
<p>Il Toro è allenato dall’<i>ex</i> Giampiero <b>Ventura</b>, genovese, che da queste parti (stagione 2004-05) non ha lasciato grandi rimpianti: per lui la soddisfazione di essere stato la prima scelta del presidente <b>De Laurentiis</b> ma anche l’onta del fallimento nei <i>playoff</i> che costrinse il Napoli ad un’altra stagione nei bassifondi della C1. Da due anni sulla panchina granata, affronta la massima Serie dopo la promozione dalla B ottenuta l’anno scorso.</p>
<p>L’ultimo Torino-Napoli guastò le feste natalizie dei tifosi azzurri: si disputò il 21 dicembre 2008 e vide il Toro imporsi 1-0 con rete di <b>Bianchi</b> al 53°. <a href="http://www.pianetazzurro.it/2013/03/28/amarcord-torino-napoli-tappa-in-salita/torino-maradona/" rel="attachment wp-att-214967"><img class="alignleft size-full wp-image-214967" alt="torino Maradona" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2013/03/torino-Maradona.jpg" width="256" height="254" /></a>La stagione precedente, il 4 maggio 2008, i padroni di casa avevano vinto 2-1, marcatori <b>Rosina</b> su rigore, illusorio pari di <b>Contini</b> e nuovo vantaggio dei granata dopo soli tre minuti ad opera di <b>Di Michele</b>, mentre per un successo del Napoli occorre risalire al 2004, in Serie B, quando gli azzurri guidati da Gigi <b>Simoni</b>, subentrato all’esonerato <b>Agostinelli</b>, espugnarono il Comunale 2-1 grazie alle reti di <b>Dionigi</b> e <b>Vieri</b> <i>jr</i>. inframmezzate dal pari di <b>Conticchio</b>.</p>
<p>Altri tempi, il presidente Salvatore <b>Naldi</b> non riuscì a dirigere la società, regnava il caos, e per la squadra partita con ben altre ambizioni fu già un successo l’aver mantenuto la permanenza in B.</p>
<p>Anche nell’era <b>Maradona</b> Torino è sempre stata una tappa difficile: cinque sfide, due successi granata, un pari a reti inviolate, e due successi azzurri l’ultimo dei quali, l’8 gennaio 1989, porta la firma di <b>Careca</b> nella stagione in cui il Napoli si aggiudicò la Coppa UEFA ed il Toro retrocesse in B a seguito di gravi problemi societari e, particolare che ferì maggiormente il cuore Toro, nel 50° anniversario della tragedia di Superga.</p>
<p>Careca ancora a segno il 4 aprile 1991, con il Torino tornato in A; trasformando il suo rigore annullò il vantaggio di <b>Policano</b>. Il centrocampista romano, lasciata la Mole per il Vesuvio, segnò il gol con cui gli azzurri espugnarono il Comunale, 0-1, il 10 gennaio 1993.</p>
<p>Quindi una serie di pareggi fin quando le due compagini si sono ritrovate in Serie B: il 2 maggio 1999 finì 3-2 per il Torino nonostante il vantaggio azzurro del russo <b>Shalimov</b>. Decisivo fu <b>Ferrante</b> che, con una doppietta, realizzò il gol vittoria dopo il momentaneo pari, 2-2, di <b>Esposito</b>. Alla fine di quel campionato il Torino salì in Serie A e per il Napoli iniziò il periodo più infelice della sua storia che lo porterà in C1, quindi di nuovo in B e solo nel 2007 in Serie A dove il Torino si è imposto due volte su due. Nessuna vittoria a Torino, in Serie A, nell’era <b>De Laurentiis</b>.</p>
<p align="right"><b><i>Antonio Gagliardi</i></b></p>
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		<title>AMARCORD: NAPOLI-ATALANTA INCROCIO PERICOLOSO</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 10:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ destino che l’Atalanta debba incrociare la strada del Napoli sempre in un momento delicato, come la scorsa stagione quando Napoli-Atalanta si disputò a sette giornate dalla fine con gli azzurri reduci da due sconfitte consecutive esterne, Juventus (3-0) e Lazio (3-1). Ebbene, finì 1-3 per l’Atalanta passata in vantaggio al 10° con un preciso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ destino che l’Atalanta debba incrociare la strada del Napoli sempre in un momento delicato, come la scorsa stagione quando Napoli-Atalanta si disputò a sette giornate dalla fine con gli azzurri reduci da due sconfitte consecutive esterne, Juventus (3-0) e Lazio (3-1). Ebbene, finì 1-3 per l’Atalanta passata in vantaggio al 10° con un preciso diagonale di <b>Bonaventura</b>, dopo soli 3’ <b>Lavezzi</b> spedì in rete una difettosa respinta del portiere su suo stesso tiro, e fu l’ultimo gol del <i>Pocho</i> in maglia azzurra. Bergamaschi di nuovo avanti al 58° grazie a <b>Bellini</b> trovato solissimo in area da un passaggio di <b>Schelotto</b>, vantaggio messo in cassaforte dieci minuti più tardi da un rasoterra calciato fuori area da <b>Carmona</b>.</p>
<p>I bergamaschi <a href="http://www.pianetazzurro.it/2011/11/27/peluso-ce-rammarico-ma-dobbiamo-essere-positivi/cavani-manfredini-atalanta-napoli/" rel="attachment wp-att-124633"><img class="alignleft size-full wp-image-124633" alt="CAVANI MANFREDINI ATALANTA NAPOLI" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2011/11/CAVANI-MANFREDINI-ATALANTA-NAPOLI.jpg" width="234" height="233" /></a>non vincevano al San Paolo dal 1997. In quell’anno solare l’Atalanta passò per ben due volte; il 21 aprile segnò <b>Inzaghi</b> e quella sconfitta di fatto fu il capolinea dell’avventura napoletana di Gigi <b>Simoni</b>. Il tecnico emiliano, già accordatosi con l’Inter, fu contestato a fine gara dai tifosi per poi subire l’esonero prima di disputare la doppia finale di Coppa Italia contro il Vicenza. Il successivo 28 settembre finì ancora 0-1 grazie alla rete dell’ex Nicola <b>Caccia</b>; allora la guida tecnica era affidata a Bortolo <b>Mutti</b> anche lui esonerato, appena una settimana dopo.</p>
<p>Diversi fattori caratterizzarono due successi del Napoli; le gare erano le prime del  campionato, stesso punteggio con reti siglate nei minuti finali: 9 ottobre 1988, in una domenica che si rivelerà tragica per atti di violenza accaduti in altri stadi, la meteora <b>Giacchetta</b> corresse in rete, proprio al 90°, un assist di <b>Maradona</b> che secondo gli atalantini aveva colpito la palla con una mano. Il 21 settembre 1991 fu <b>Zola</b>, all’84°, a regalare i due punti agli azzurri. Successi del Napoli il 14 aprile 1991 con rete di <b>Silenzi</b> nel 2-0 che vide anche la marcatura di <b>Renica</b>, il 28 marzo 1993 con l’1-0 firmato da <b>Policano</b> che anche contribuì con una doppietta al 4-0 del 12 dicembre successivo insieme alla rete di <b>Pecchia </b>ed all’autogol di <b>Valentini</b>.  Il 4 febbraio 1996 fu Alain <b>Boghossian</b> ad aprire le marcature nel 2-0 arrotondato da un’autorete di <b>Paganin</b>. Aggiungiamo che quell’anno il Napoli fu corsaro anche a Bergamo con le reti, tra gli altri, del compianto <b>Imbriani</b> e <b>Agostini</b>.</p>
<p>Due le sfide disputate in serie B e tutte due chiuse a reti bianche: nel 1998-99, le due compagini retrocessero insieme l’anno prima, e nella stagione 2003-04. Nell’era <b>De Laurentiis</b> Napoli-Atalanta è stata caratterizzata da due vittorie per 2-0 firmate da autentici pezzi da novanta: nell’aprile 2008 in gol <b>Hamsik</b> e <b>Lavezzi</b>, nel maggio 2010 fu una doppietta di <b>Quagliarella</b> a sancire la retrocessione in B del club orobico.</p>
<p>Tornando all’era Maradona, due successi di misura nell’84-85 gol di <b>Caffarelli</b>, e nell’85-86 gol di Renica. Nell’anno del primo scudetto un Napoli già in mostra subì un inatteso stop: 2-2 con pareggio atalantino all’83° di <b>Incocciati</b> che raccolse al limite dell’area un maldestro rinvio di <b>Garella</b>. Chiudiamo con la vittoria nell’anno del secondo scudetto; azzurri sul 3-0 dopo 48 minuti. Maradona in panchina afflitto dal mal di schiena, Zola<b>,</b> neoacquisto pagato meno di 500 milioni, in campo con la casacca n.10. Maglia che avrà avuto qualcosa di magico dato che il giocatore sardo segnò la terza rete con un tiro a girare da fuori che fece letteralmente esplodere il San Paolo. Prima di lui a segno <b>Crippa </b>con la complicità del portiere ospite<b> Ferron</b> e <b>Careca</b> su rigore che esultò mimando un passo di valzer con <b>De Napoli</b>. Rete per l’Atalanta di <b>Pasciullo</b> al 50°.</p>
<p align="right">   <b>Antonio Gagliardi</b></p>
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		<title>AMARCORD &#8211; CHIEVO-NAPOLI, IN LOTTA CONTRO UN QUARTIERE</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 11:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sfida di Verona contro il Chievo rappresenta, per il Napoli, il classico bivio: vincere e dare seguito a velleità tricolori o, in caso contrario, guardarsi dalle avversarie in rimonta per salvare il secondo posto. Sfida più che mai delicata anche perché quando ne ha avuta l’occasione il Chievo Verona non ha certo avuto scrupoli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La sfida di Verona contro il Chievo rappresenta, per il Napoli, il classico bivio: vincere e dare seguito a velleità tricolori o, in caso contrario, guardarsi dalle avversarie in rimonta per salvare il secondo posto. Sfida più che mai delicata anche perché quando ne ha avuta l’occasione il Chievo Verona non ha certo avuto scrupoli a fare lo sgambetto agli azzurri.</p>
<p>La compagine<a href="http://www.pianetazzurro.it/2011/09/08/amarcord-cesena-napoli/stellone1/" rel="attachment wp-att-106719"><img class="alignleft" alt="stellone1" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2011/09/stellone1.gif" width="293" height="251" /></a> gialloblù rappresenta un quartiere di Verona eppure è stabilmente nella massima serie dal 2001, tranne un anno di B nella stagione 2007-08. Si è parlato di “miracolo-Chievo” anche per indicare una società gestita con oculatezza e lungimiranza tanto da essere additata ad esempio da seguire.</p>
<p>Al timone c’è sempre il presidente <strong>Campedelli</strong> soprannominato “<em>Harry Potter</em>” un po’ per la sua espressione da ragazzino, un po’ perché in effetti aveva realizzato davvero un piccolo miracolo se si considerano il punteggio pieno dopo le prime due giornate del primo campionato di A che culminò con la qualificazione UEFA e la partecipazione ai preliminari Champion’s League del 2006 questa ottenuta, va detto, anche per la penalizzazione di Juventus, Lazio e Fiorentina in seguito alle vicende di Calciopoli.</p>
<p>Chievo-Napoli si è disputata quattro volte in Serie A e due volte in B per un bilancio che sorride ai padroni di casa nella massima serie, sorride al Napoli nel torneo cadetto.</p>
<p>Cominciando da questo, il Napoli si impose 2-0 nel novembre ’98 con le reti di <strong>Turrini</strong> e <strong>Scapolo</strong> e bissando il successo l’anno dopo, 2-1 (<strong>Stellone</strong>, <strong>Lucenti</strong>, <strong>Franceschini</strong>).</p>
<p>In Serie A il primo incontro si giocò il 18 gennaio 2009 e vide la vittoria dei gialloblù per 2-1 (doppietta di <strong>Marcolini</strong> e rete di <strong>Lavezzi</strong>). Nel maggio 2010 stesso risultato per una vittoria partenopea di matrice tutta argentina: <strong>Denis</strong> ed il <em>Pocho</em>, rete dei locali di <strong>Granoche</strong>. Nel febbraio 2011 secca imposizione del Chievo per 2-0 grazie a <strong>Moscardelli</strong> e <strong>Sardo</strong>. Ancora Moscardelli autore della rete che permise al Chievo di stendere gli azzurri il 21 settembre 2011. Fu una vera doccia fredda perché interruppe, alla quarta giornata, un filotto di tre successi (6-1 al Genoa, 3-1 a Cesena, 3-1 al San Paolo contro il Milan, tripletta di <b>Cavani</b>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><b><i>Antonio Gagliardi</i></b></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pianetazzurro.it%2F2013%2F03%2F08%2Famarcord-chievo-napoli-in-lotta-contro-un-quartiere%2F&amp;title=AMARCORD%20%E2%80%93%20CHIEVO-NAPOLI%2C%20IN%20LOTTA%20CONTRO%20UN%20QUARTIERE" class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save"  id="wpa2a_18" target="_blank" rel="external nofollow"><img src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AMARCORD &#8211; NAPOLI-JUVENTUS, LA RESA DEI CONTI</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 00:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Gagliardi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo arrivati alla resa dei conti, all’ora X o, più sinistramente, all’ora zero. Venerdì sera si gioca la partitissima Napoli-Juventus nella quale il Napoli, a questo punto, si gioca l’intera stagione. Solo una vittoria può mantenere in vita speranze tricolori; se i bianconeri dovessero uscire indenni dalla bolgia del San Paolo sarebbe dura riprenderli. Quest’anno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center"><a href="http://www.pianetazzurro.it/2013/02/28/amarcord-napoli-juventus-la-resa-dei-conti/platini_maradona/" rel="attachment wp-att-209867"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-209867" alt="platini_maradona" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2013/02/platini_maradona-150x150.gif" width="150" height="150" /></a>Siamo arrivati alla resa dei conti, all’ora X o, più sinistramente, all’ora zero. Venerdì sera si gioca la partitissima Napoli-Juventus nella quale il Napoli, a questo punto, si gioca l’intera stagione. Solo una vittoria può mantenere in vita speranze tricolori; se i bianconeri dovessero uscire indenni dalla bolgia del San Paolo sarebbe dura riprenderli.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’anno si gioca di venerdì per permettere alla Juve di rifiatare in attesa della gara di ritorno di <i>Champion’s League</i>, ma anche l’anno scorso quest’incontro ebbe vita travagliata. In programma il 6 novembre, fu rinviato a causa di un’ondata di maltempo che rese inagibile lo stadio. Il club di Agnelli accusò il Napoli di strumentalizzare volendo in realtà rinviare la gara per far rifiatare la squadra reduce della trasferta di Coppa a Monaco, <i>Tuttosport</i> mise in prima pagina una foto del Golfo con la scritta cubitale “<i>O’ sole mio!</i>” e le polemiche si trascinarono sino al 29 novembre quando le due squadre scesero in campo. Risultato finale 3-3, azzurri avanti con <b>Hamsik</b> che si fece perdonare un errore dal dischetto, raddoppio di <b>Pandev</b> al 40°. <b>Matri</b> dimezzò lo svantaggio al 3° del secondo tempo, ancora Pandev, prima del 3-2 di <b>Estigarribia</b> e del definitivo 3-3 di <b>Pepe</b> ad undici minuti dalla fine.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie ad una punizione di <b>Maradona</b>, il 3 novembre 1985, il Napoli sconfisse la Juve dopo dodici anni (14 ottobre 1973, 2-0, doppietta di <b>Cané</b>) e fu come vincere lo scudetto.  Battere la Juve è una rivalsa doppia perché, oltre ad esorcizzare i problemi della città, si sconfiggono i potenti del nord Italia senza però considerare che i torinesi veraci ed anche un po’ freddi tifano per la maggioranza Torino, mentre la Juventus è più cara agli immigrati provenienti da tutta Italia, Napoli compresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella vittoria dunque ruppe un tabù. Il Napoli si stava rinforzando costruendo attorno a Maradona la squadra che un anno dopo avrebbe vinto il titolo. L’anno successivo arrivò infatti un altro successo: Napoli-Juventus 2-1, <b>Renica</b>, <b>Serena</b>, <b>Romano</b>. Va aggiunto che all’andata il Napoli aveva battuto in rimonta 3-1 la Juve anche al Comunale di Torino come non gli accadeva da trentadue anni. Un’altra vittoria nel dicembre 1987, 2-1, <b>De Napoli</b>, <b>Cabrini</b>, Maradona su rigore prima dell’inatteso tonfo per 2-4 giunto il 1°aprile 1989. Curiosa la sequenza delle prime due reti: vantaggio azzurro di De Napoli al 5° pareggio bianconero tre minuti dopo con <b>Napoli</b>. Vantaggio di <b>Buso</b> al 31°, pari di <b>Careca</b> al 49° quindi di nuovo Buso e <b>Magrin</b> a spianare la strada al successo juventino.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1990, anno del secondo scudetto, il Napoli colse una netta vittoria: 3-1con gara già chiusa dopo mezz’ora: Maradona, 13° e 28°, accorciò le distanze <b>De Agostini</b> prima del gol di <b>Francini</b>. Una rete a testa nel 1991, quella azzurra fu marcata da Andrea <b>Silenzi</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Strano il destino dell’attaccante romano, arrivato nel 1990 in pompa magna avendo vinto con la Reggiana il titolo di capocannoniere in Serie B con 23 reti. Fece capire di quale pasta fosse fatto al suo esordio il 1° settembre, Napoli-Juventus finale di Supercoppa Italiana. Fu un’apoteosi azzurra, Silenzi segnò due (una di notevole fattura) delle cinque reti con cui fu seppellita la Juve di <b>Maifredi</b> (5-1) ma non mantenne quanto promesso totalizzando in due anni solo 6 marcature.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la fine dell’era Maradona arrivarono i tempi grami e negli anni ’90 contro i bianconeri furono raccolti quattro pareggi e quattro sconfitte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 1° ottobre 2000 il neo promosso Napoli ospitò la Juventus per la prima di campionato. L’<i>Undici</i> di <b>Zeman</b> chiuse sull’1-0 45 minuti giocati con straordinaria intensità. Alla fine però prevalse il maggior tasso tecnico dei bianconeri e <b>Kovacevic</b> e <b>Del Piero</b> vanificarono il vantaggio di <b>Stellone</b>. <b>Ferlaino</b>, indifferente agli applausi per l’ottimo primo tempo, sbottò: “<i>Non so cosa farmene del bel gioco! Io voglio i punti!</i>”</p>
<p style="text-align: justify;">Poi la B dove pure Napoli-Juventus si incontrarono il 4 novembre 2006 finendo 1-1, reti di Del Piero e <b>Bogliacino</b>. Una nuova affermazione del Napoli arriverà con il 3-1 del 28 ottobre 2007 e con le polemiche che seguirono i due rigori assegnati dall’arbitro <b>Bergonzi</b> di Genova. Quindi alte due vittore in rimonta: 2-1, <b>Amauri</b>, Hamsik, <b>Lavezzi</b>, nell’ottobre 2008 e 3-1, <b>Chiellini</b>, Hamsik, <b>Quagliarella</b>, Lavezzi, nel marzo 2010. Tutto ciò prima del solare 3-0 con cui <b>Cavani</b> <i>smacchiò</i> la <i>Zebra</i> la sera del 9 gennaio 2011.</p>
<p align="right"><b><i>Antonio Gagliardi</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
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