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	<title>PianetAzzurro.it &#187; AZZURRI PER SEMPRE</title>
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	<description>Aggiornamenti costanti sul Calcio Napoli e sullo sport partenopeo</description>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE: L&#8217;ARCIERE</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 15:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[AZZURRI PER SEMPRE]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Napoli affronta nell’ultima di campionato il Siena, partita che potrebbe dare la qualificazione alla Champions League sempre se da Catania arrivino buone notizie. Il protagonista di “Azzurri per Sempre” è un attaccante palermitano che adesso gioca nel Siena, ma è stato per quattro anni l’idolo del San Paolo: Emanuele Calaiò, l’arciere. Emanuele fu acquistato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/05/13/azzurri-per-sempre-larciere/calaio-7/" rel="attachment wp-att-166654"><img class="alignleft size-medium wp-image-166654" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/05/Calaiò-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a>Il Napoli affronta nell’ultima di campionato il Siena, partita che potrebbe dare la qualificazione alla Champions League sempre se da Catania arrivino buone notizie. Il protagonista di “Azzurri per Sempre” è un attaccante palermitano che adesso gioca nel Siena, ma è stato per quattro anni l’idolo del San Paolo: Emanuele Calaiò, l’arciere.</p>
<p>Emanuele fu acquistato da Marino dal Pescara nel gennaio del 2005, fu il diamante di quel mercato di riparazione, quando il Napoli Soccer di De Laurentiis cercava di ottenere la promozione in Serie B.</p>
<p>Esordisce il 16 gennaio 2005, in Napoli-Fermana 1-1, ma il suo esordio con la maglia azzurra non fu eccezionale, infatti, sbagliò il rigore della possibile vittoria e quel pareggio costò il posto all’allenatore Ventura.</p>
<p>Calaiò a fine campionato mette a segno solo 6 reti e non riesce a essere il protagonista che tutti i tifosi azzurri speravano nel doppio confronto con gli odiati cugini irpini nella finale di Playoff che sancì un altro anno nell’inferno della Serie C1.</p>
<p>L’anno successivo però è un altro Napoli, ma soprattutto un altro Calaiò che disputa un grandissimo campionato, contribuendo alla promozione in Serie B del Napoli laureandosi capocannoniere della Serie C1, siglando ben 18 reti in 33 partite.</p>
<p>Nella Serie cadetta il Napoli ottiene un’insperata promozione al primo tentativo, era la super serie B. Infatti, quell’anno oltre al Napoli c’erano altre due gloriose società: Genoa e Juventus. Gli azzurri si classificarono 3°, ma avendo un distacco maggiore di dieci punti dalle quarte, fu promosso senza passare dai playoff. Artefice anche di questa promozione è il nostro amato arciere con 14 reti.</p>
<p>Calaiò ottenne questo soprannome per la sua caratteristica esultanza: a ogni gol correva sotto la curva e inginocchiato mimava un arco che lanciava una freccia indirizzata al cuore dei tifosi.</p>
<p>Nella massima serie, Calaiò soffre il ruolo di rincalzo e le piccole crepe degli anni precedenti con mister Reja, diventano rotture insanabili che costringono Emanuele ad accettare la corte dei senesi e a lasciare a malincuore una squadra e una città che amava.</p>
<p>In Serie A con il Napoli segna solo due reti, in Livorno-Napoli 1-2. Ma è una doppietta importantissima, che firma la vittoria a Livorno e risolleva una squadra in piena crisi. Calaiò sigla due gol di testa, il primo sugli sviluppi di una punizione, lasciato colpevolmente solo dalla difesa amaranto. Il secondo invece al 90°, dove con un imperioso stacco anticipa Knezevic e Galante e batte l’incolpevole Amelia.</p>
<p>In totale Calaiò disputa 112 partite in maglia azzurra siglando 40 reti.</p>
<p>Ricordo ancora oggi le critiche che hai ricevuto da alcuni giornalisti che sostenevano che non eri un attaccante da Serie A, ebbene oggi dopo questo straordinario torneo, tanti si son dovuti ricredere, come s’è dovuto ravvedere Reja.</p>
<p>Il tuo attaccamento alla causa azzurra è stato lampante, come lampante è stata la tua non-esultanza quando hai siglato la rete al Napoli: non hai potuto nascondere l’amore che hai provato e ancora provi verso quei tifosi che ti hanno accolto nei loro cuori. Chi ama non dimentica!!!</p>
<p style="text-align: center"><em><strong>Fabio Sorrentino</strong></em></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pianetazzurro.it%2F2012%2F05%2F13%2Fazzurri-per-sempre-larciere%2F&amp;title=AZZURRI%20PER%20SEMPRE%3A%20L%E2%80%99ARCIERE" class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save"  id="wpa2a_2" target="_blank" rel="external nofollow"><img src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE &#8211; ROGER RABBIT, IL TERZINO IMPRENDIBILE</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 01:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[AZZURRI PER SEMPRE]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa settimana, iniziata tristemente con la sconfitta casalinga con l’Atalanta, si chiude con una difficile sfida. Infatti, il Napoli è atteso allo stadio di Via del Mare da un Lecce lanciatissimo verso una salvezza insperata fino a poche settimane fa. Il protagonista di Azzurri per Sempre è un vero pendolino della fascia destra, un terzino [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/04/14/azzurri-per-sempre-roger-rabbit-il-terzino-imprendibile/oddo-7/" rel="attachment wp-att-160039"><img class="alignleft size-medium wp-image-160039" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/04/oddo-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a>Questa settimana, iniziata tristemente con la sconfitta casalinga con l’Atalanta, si chiude con una difficile sfida. Infatti, il Napoli è atteso allo stadio di Via del Mare da un Lecce lanciatissimo verso una salvezza insperata fino a poche settimane fa. Il protagonista di Azzurri per Sempre è un vero pendolino della fascia destra, un terzino che s’è ben comportato in maglia azzurra: Massimo Oddo.</p>
<p>Massimo arriva a Napoli nell’estate del 1999, prelevato in comproprietà dal Milan. Gli azzurri disputano il campionato di Serie B e puntano al ritorno nella massima serie dopo la fallimentare stagione precedente che vide i partenopei terminare il campionato a metà classifica non riuscendo mai a inserirsi nella lotta per la promozione nonostante i favori della vigilia.</p>
<p>Oddo trova a Napoli un ambiente eccezionale, con un grande e fantastico pubblico e una rosa composta da compagni straordinari (Schwoch, Stellone, Bellucci, Matuzalem e Turrini tra gli altri) e ben allenata da Walter Novellino. Questo perfetto mix, permette agli azzurri di disputare un ottimo torneo concluso al secondo posto che riporta una grande piazza come Napoli nel campionato di Serie A.</p>
<p>Tuttavia questa grande soddisfazione si trasforma per Oddo in un’immensa amarezza, perché a fine stagione, suo malgrado, è costretto a lasciare Napoli per il mancato riscatto da parte della società nonostante la volontà di Massimo era di restare in azzurro.</p>
<p>Massimo Oddo disputa in azzurro 36 partite segnando un’unica rete, nella vittoriosa partita per 3-2 contro il Chievo Verona. Gli azzurri chiusero i primi 45 minuti sullo 0-0, un primo tempo avaro di emozioni. Il Napoli, spinto da un tifo caloroso, gioca un secondo tempo in maniera molto più aggressiva e sblocca il match con un grandissimo gol di Massimo Oddo che, ricevuto il pallone da un tocco smarcante di Magoni, dal limite dell’area, da posizione molto angolata s’inventa un magistrale tiro di esterno destro che s’insacca all’angolo opposto mandando in visibilio un San Paolo pazzo di gioia.</p>
<p>Ancora oggi ci chiediamo come mai i Dirigenti dell’epoca non abbiano riscattato e confermato un grandissimo e tecnico terzino come Massimo, soprannominato Roger Rabbit dai tifosi per la sua imprendibile velocità e non osiamo immaginare cosa sarebbe stato il Napoli di Zeman con Oddo sulla fascia destra al posto dell’impalpabile Saber.</p>
<p style="text-align: center"><strong><em>Fabio Sorrentino</em></strong></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pianetazzurro.it%2F2012%2F04%2F14%2Fazzurri-per-sempre-roger-rabbit-il-terzino-imprendibile%2F&amp;title=AZZURRI%20PER%20SEMPRE%20%E2%80%93%20ROGER%20RABBIT%2C%20IL%20TERZINO%20IMPRENDIBILE" class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save"  id="wpa2a_4" target="_blank" rel="external nofollow"><img src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE – EL TANQUE, IL CENTRAVANTI DAL CUORE TENERO</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 18:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo turno infrasettimanale, il Napoli è chiamato contro l’Atalanta a riscattare un periodo nettamente negativo, coinciso dalla doppia sconfitta contro Juve e Lazio. Il protagonista di questa settimana è un argentino dal fisico possente ma dal cuore tenero: German Gustavo Denis. Denis, argentino di Buenos Aires, giunge a Napoli nell’estate del 2008 dopo una [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pianetazzurro.it/2011/08/24/ufficiale-lex-napoli-german-denis-allatalanta/denis9-2/" rel="attachment wp-att-68869"><img class="alignleft size-medium wp-image-68869" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2011/02/denis9-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>In questo turno infrasettimanale, il Napoli è chiamato contro l’Atalanta a riscattare un periodo nettamente negativo, coinciso dalla doppia sconfitta contro Juve e Lazio. Il protagonista di questa settimana è un argentino dal fisico possente ma dal cuore tenero: <strong>German Gustavo Denis.</strong></p>
<p>Denis, argentino di Buenos Aires, giunge a Napoli nell’estate del 2008 dopo una brillante stagione nell’Independiente caratterizzata da 27 reti in 36 presenze, prestazioni che non sfuggono all’allora DG Pier Paolo Marino che batte l’agguerrita concorrenza e se lo aggiudica per una somma vicino agli 8 milioni di euro.</p>
<p>German era già stato in Italia, nel lontano 2001, dove giocò nel Cesena periodo in cui non riuscì a consolidarsi calcisticamente e non appena termina il contratto decide di tornare in Argentina, nell’Arsenal di Sarandi, dove farà coppia con un altro ex napoletano: Josè Luis Calderon.</p>
<p>German è un bomber che fa reparto da solo, difende il pallone, aiuta la squadra ad avanzare e sa fornire assist ai compagni inoltre è abile nel gioco aereo sia con tiri al volo che con i colpi di testa. È un argentino atipico, insensibile agli eccessi, molto legato alla famiglia e deve il suo soprannome “El Tanque” (il carrarmato ndr) alla sua forza fisica che utilizza per avere la meglio sulle difese avversarie.</p>
<p>El Tanque esordisce con la maglia azzurra contro il Panionos nello scenario mozzafiato di Atene, la luna piena illumina spettacolarmente l’Acropoli e il Partenone, allo stesso modo i tifosi azzurri vedono brillare la prestazione del centravanti argentino.</p>
<p>Complessivamente in maglia azzurra Denis sigla 13 reti in 63 match. Il primo gol ufficiale in maglia azzurra arriva il 14 agosto 2008 nel secondo turno preliminare di Europa League contro gli albanesi del Vllaznia. Mette a segno la prima rete in Serie A il 28 settembre 2008 nel match in trasferta contro il Bologna, mentre sigla la sua prima tripletta con la maglia azzurra in Napoli-Reggina il 29 ottobre 2008.</p>
<p>La rete più emozionante German la sigla il 28 ottobre 2009 in Napoli-Milan 2-2. Il Napoli subisce la partenza sprint dei rossoneri che dopo appena 6 minuti di gioco sono già in vantaggio per 2-0. Il Napoli raggiunge il pari solo al 93’ grazie al perfetto e imperioso colpo di testa di Denis che anticipa Thiago Silva e fa scatenare una vera e propria bolgia il San Paolo che festeggia cantando “‘O surdat ’nnammurat”.</p>
<p>Denis nonostante sia rimasto così legato alla città partenopea, ogni qualvolta che incontra il Napoli segna sempre gol straordinari e decisivi. Accadde lo scorso anno nella sconfitta con l’Udinese e quest’anno con la maglia nerazzurra firma il gol del momentaneo vantaggio. In entrambe le occasioni manifesta il suo amore verso Napoli, non solo non esulta ma quasi chiede perdono per il dispiacere che ha fatto provare ai suoi ex tifosi.</p>
<p>Caro German, Napoli quando ama lo fa per sempre e tu hai capito quanto sia passionale questa tifoseria e ti ringrazio ancora una volta per il rispetto che ancora provi verso questi nostri meravigliosi colori.</p>
<p style="text-align: center"><strong><em>Fabio Sorrentino</em></strong></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pianetazzurro.it%2F2012%2F04%2F10%2Fazzurri-per-sempre-el-tanque-il-centravanti-dal-cuore-tenero%2F&amp;title=AZZURRI%20PER%20SEMPRE%20%E2%80%93%20EL%20TANQUE%2C%20IL%20CENTRAVANTI%20DAL%20CUORE%20TENERO" class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save"  id="wpa2a_6" target="_blank" rel="external nofollow"><img src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE &#8211; LA PUNTA &#8220;MAGICA&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 01:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[AZZURRI PER SEMPRE]]></category>
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		<category><![CDATA[IN EVIDENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato sera il Napoli è di scena all’Olimpico di Roma, dove è atteso dalla delicata sfida con la Lazio, partita che potrebbe decidere a favore dell’una o dell’altra la conquista del 3° posto. Il protagonista di “Azzurri per Sempre” non poteva che essere un centravanti che ha ben figurato in entrambe le piazze: Bruno Giordano. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/04/06/azzurri-per-sempre-la-punta-magica/giordano/" rel="attachment wp-att-158350"><img class="alignleft size-medium wp-image-158350" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/04/GiordanO-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a>Sabato sera il Napoli è di scena all’Olimpico di Roma, dove è atteso dalla delicata sfida con la Lazio, partita che potrebbe decidere a favore dell’una o dell’altra la conquista del 3° posto.</p>
<p>Il protagonista di “Azzurri per Sempre” non poteva che essere un centravanti che ha ben figurato in entrambe le piazze: <strong>Bruno Giordano</strong>.</p>
<p>Questo ragazzo trasteverino viene acquistato dalla Lazio all’età di tredici anni e dopo aver brillato nelle varie selezioni giovanili grazie alle sue giocate da campione, riesce a essere protagonista anche nella gara d’esordio in Serie A: è l’autore del gol vittoria laziale all’ultimo minuto di gioco.</p>
<p>Bruno arriva a Napoli nell’estate del 1985, in un Napoli alla ricerca di un campione da affiancare a Maradona. Bruno Giordano, fin dai primi giorni in azzurro, conquista i tifosi partenopei diventando un idolo del San Paolo, che restano conquistati dalle stupende triangolazioni che il centravanti romano scambia con il fenomenale campione argentino.</p>
<p>Nel Napoli gioca tre campionati riuscendo a vincere uno scudetto e una Coppa Italia, competizione nella quale vince anche la classifica capocannonieri siglando ben 10 reti.</p>
<p>Giordano è uno dei protagonisti del Napoli maradoniano, fece parte del tridente &#8220;MaGiCa&#8221;, uno dei tridenti più forti e spettacolari della storia calcistica.</p>
<p>Il sodalizio napoletano termina in quella nefasta stagione 1987/88, quella del crollo che costò lo scudetto clamorosamente “regalato” al Milan.  Indicato tra i responsabili del crollo, viene epurato insieme a Bagni, Ferrario e Garella in seguito a dissidi con l’allenatore Ottavio Bianchi.</p>
<p>Negli anni quel crollo è stato oggetto di varie analisi da parte di esperti e giornalisti, tutti in cerca di scoop o gossip ma preferisco descrivere ciò che dichiarò Bruno e cioè che il motivo della fallimentare parte finale di campionato è da attribuire a un errore tattico dell’allenatore che stravolse la formazione titolare schierando giocatori acciaccati costretti, tra l’altro, a giocare con le infiltrazioni.</p>
<p>Con la maglia azzurra complessivamente disputa 78 partire segnando 23 reti, gol di pregevole fattura come quello segnato nella finale di Coppa Italia quando approfitta alla grande di un geniale schema su punizione. Maradona invece di calciare in porta piazza la palla sui piedi di Giordano che in posizione defilata colpisce al volo siglando quel gol che permetterà agli azzurri di ottenere un record unico: infatti, vinsero tutte le partite della competizione, record ancora imbattuto.</p>
<p>Il nostro più grande rammarico, caro Bruno, è quello di averti ammirato nella MaGiCa per soli 3 campionati, troppo pochi!</p>
<p align="center"><strong><em>Fabio Sorrentino</em></strong></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pianetazzurro.it%2F2012%2F04%2F06%2Fazzurri-per-sempre-la-punta-magica%2F&amp;title=AZZURRI%20PER%20SEMPRE%20%E2%80%93%20LA%20PUNTA%20%E2%80%9CMAGICA%E2%80%9D" class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save"  id="wpa2a_8" target="_blank" rel="external nofollow"><img src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE &#8211; CORE NAPULITANO</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 17:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[AZZURRI PER SEMPRE]]></category>
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		<description><![CDATA[Domenica il Napoli è atteso dalla delicata e importante sfida con gli acerrimi nemici della Juventus. Una partita di sostanziale importanza perché potrebbe avvicinare il Napoli a quel 3° posto utile per ritornare a respirare l’amata atmosfera della Champions. Inoltre in caso di vittoria, gli azzurri sarebbero la prima squadra a violare in campionato lo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/03/30/azzurri-per-sempre-core-napulitano/ferrara-14/" rel="attachment wp-att-157038"><img class="alignleft size-medium wp-image-157038" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/03/ferrara-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a></p>
<p>Domenica il Napoli è atteso dalla delicata e importante sfida con gli acerrimi nemici della Juventus. Una partita di sostanziale importanza perché potrebbe avvicinare il Napoli a quel 3° posto utile per ritornare a respirare l’amata atmosfera della Champions. Inoltre in caso di vittoria, gli azzurri sarebbero la prima squadra a violare in campionato lo “Juventus Stadium”.</p>
<p>Questa settimana il protagonista di “Azzurri per Sempre” è un calciatore dal cuore napoletano, <strong>Ciro Ferrara,</strong> che ha militato da protagonista sia nella Juve sia nel Napoli, due squadre che gli daranno numerose affermazioni sia in campo nazionale che internazionale.</p>
<p>Ciro arriva in prima squadra dopo aver ben figurato nelle varie rappresentative giovanili azzurre ed esordisce il 5 maggio 1985 proprio in un Napoli-Juventus, dove fu schierato in marcatura sul temibile Boniek, riuscendo ad annullarlo completamente.</p>
<p>Ferrara nel Napoli ha il privilegio e la fortuna di giocare accanto al più grande calciatore di tutti i tempi, sua maestà Diego Armando Maradona.</p>
<p>Questo straordinario terzino è parte integrante della storia vincente dei partenopei, riuscendo a giocare da protagonista il campionato che nessun napoletano potrà mai dimenticare, quello che sancì la vittoria del tricolore, il primo in sessant’anni di storia.</p>
<p>Infatti, disputò 28 partite, dove oltre a far diventare impenetrabile la difesa azzurra, si distinse anche in fase offensiva realizzando 2 reti.</p>
<p>Nel Napoli complessivamente giocò per 10 stagioni, disputando 323 partite di cui 247 in campionato con 12 gol, 47 in coppa Italia con 2 reti, 1 presenza nella supercoppa italiana e 28 match nelle varie coppe europee. Con gli azzurri vinse 2 scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana e 1 Coppa UEFA.</p>
<p>Tra le tante reti siglate con la casacca azzurra, la più bella sicuramente è quella che Ciro realizzò a Stoccarda nella finale di ritorno della Coppa UEFA. Era il 17 maggio 1989, il Napoli era arrivato in Germania forte della vittoria nella gara di andata al San Paolo per 2-1. La partita, terminata con il punteggio di 3-3, decretò la vittoria degli azzurri che giocarono un’eccezionale gara.</p>
<p>Ferrara siglò la rete del momentaneo 2-1, sfruttando alla perfezione l’ennesima magia dell’immenso Diego che di testa riuscì a crossare dall’altezza della bandierina fino al centro dell’area dove era posizionato il terzino azzurro che segnò con un’incredibile tiro al volo.</p>
<p>Indelebile resterà l’immagine in multivisione di Ciro che al fischio finale crolla sul prato travolto da indescrivibili emozioni. Quell’immensa gioia di essere riuscito a trionfare in Europa con indosso la maglia della squadra della propria città, lo emozionò a tal punto da farlo scoppiare in un pianto a dirotto abbracciato a Diego.</p>
<p>Ciro Ferrara divenne un vero beniamino del San Paolo, i tifosi furono conquistati da quel semplice ragazzo che era riuscito a coronare il sogno di tutti i bambini: raggiungere insperate vittorie con la maglia della squadra per cui si fa il tifo.</p>
<p>Purtroppo la storia d’amore tra il Napoli e Ciro ebbe una fine. Era il 1994 e la crisi societaria che travolse il Napoli post &#8211; Maradona fu decisiva per far accettare la proposta d’acquisto dell’odiata società bianconera. Nell’ultima giornata di campionato disputata al San Paolo, a un Ciro palesemente commosso fu riservato un memorabile saluto conclusosi con un emozionante giro di campo.</p>
<p style="text-align: center"><em><strong>Fabio Sorrentino</strong></em></p>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE: RATATOUILLE</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 17:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il protagonista prescelto per questo consueto e appassionante appuntamento con la rubrica &#8220;Azzurri per Sempre&#8221; è un giocatore che si è ben comportato con le maglie di Catania e Napoli. Sto parlando dell&#8217;attaccante Giuseppe Mascara, approdato a Napoli nel gennaio del 2011 per rinforzare l’attacco degli azzurri impegnati nella lotta scudetto. Questo esile e tecnico [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.pianetazzurro.it/2011/04/20/mascara-show-e-lui-il-vice-pocho/mascara-9/" rel="attachment wp-att-84096"><img class="alignleft size-medium wp-image-84096" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2011/04/Mascara-300x249.gif" alt="" width="300" height="249" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Il protagonista prescelto per questo consueto e appassionante appuntamento con la rubrica &#8220;Azzurri per Sempre&#8221; è un giocatore che si è ben comportato con le maglie di Catania e Napoli. Sto parlando dell&#8217;attaccante <strong>Giuseppe Mascara</strong>, approdato a Napoli nel gennaio del 2011 per rinforzare l’attacco degli azzurri impegnati nella lotta scudetto.<br />
Questo esile e tecnico attaccante deve le sue fortune a un allenatore italo &#8211; argentino, Aldo Ammazzalorso, che dopo averlo osservato nei campi polverosi della Serie D, convinse i dirigenti dell&#8217;Avellino a puntare su questo giovane catanese.<br />
Ammazzalorso impiegò Mascara nell&#8217;impensabile ruolo di centravanti, facendolo diventare un cecchino quasi infallibile, infatti, quell&#8217;anno in Serie C1 segnò la bellezza di 16 reti in soli 29 match.<br />
Dopo tanto girovagare per l&#8217;Italia, arriva a giocare nella squadra della sua città, per la quale fin da bambino sognava di giocarci: il Catania.<br />
Negli anni catanesi si toglie varie soddisfazioni, con i suoi gol e le sue magie riporta il suo Catania in Serie A, diventando il protagonista assoluto della promozione.<br />
Nella massima serie Mascara riesce a segnare gol meravigliosi, come quello siglato al volo da 50 metri nel derby con gli acerrimi nemici del Palermo, gol premiato come la miglior rete di quel campionato.<br />
Le sue ottime prestazioni, condite da gol di maradoniana memoria, conquistano anche l&#8217;allora CT italiano, Marcello Lippi, che lo convocherà nella nazionale italiana dove disputerà un solo match.<br />
Il suo debutto nel Napoli avviene il 6 febbraio 2011, nella vittoriosa partita contro il Cesena, dove in pochi minuti dal suo ingresso in campo, fu capace di fornire l&#8217;assist decisivo per il gol del raddoppio di Sosa.<br />
Con la maglia del Napoli esordisce a 31 anni nelle competizioni europee, accumulando 4 presenze tra l&#8217;Europa League e la Champions League.<br />
L&#8217;esperienza in maglia azzurra dura circa un anno, dove colleziona 21 presenze e 4 reti in campionato.<br />
Ricordo ancora con immenso piacere il primo gol in maglia azzurra di Mascara, non tanto per la bellezza della rete ma soprattutto per l&#8217;importanza di quel match. Era il 10 aprile dello scorso campionato e il Napoli era di scena al Dall&#8217;Ara nella delicata sfida contro il Bologna, tra l&#8217;altro senza il proprio capocannoniere Cavani che fu squalificato dal giudice sportivo. Il Napoli non aveva alternative, bisognava vincere per rimanere in scia al Milan e per tenere viva l&#8217;ardua speranza di conquistare il tricolore.<br />
Ancora oggi è limpida nelle nostre memorie l&#8217;immagine dell&#8217;urlo terrificante che diede Cavani sulle tribune per festeggiare il gol di Mascara, una rete che, come detto in precedenza, fece sognare i tifosi partenopei.<br />
Giuseppe Mascara a gennaio è stato ceduto al Novara, ma anche se lontano da Napoli, ancora oggi segue con passione le partite degli azzurri, non facendo mai mancare il proprio sostegno ai suoi ex compagni con messaggi di incoraggiamento su Twitter, il popolare social network.<br />
Forse non sarà ricordato come un fuoriclasse ma quest&#8217;umile ragazzo catanese ha lasciato fervidi ricordi nell&#8217;immaginario dei tifosi partenopei, accettando con molta umiltà e senza mai polemizzare il ruolo di riserva, lui che a Catania era un protagonista indiscusso.<br />
Chapeau Ratatouille.</p>
<p style="text-align: right">di <strong>Fabio Sorrentino</strong></p>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE – L’ATTACCANTE UNIVERSALE</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 01:45:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi e affezionati lettori in occasione del prossimo match fra il nostro amato Napoli e l’Udinese, ho scelto come protagonista della mia rubrica “Azzurri per Sempre”, un calciatore che ha indossato le casacche di entrambe le squadre: il mitico “Andrea Carnevale”. Carnevale, messosi in luce nelle fila friulane, viene acquistato dal Napoli nell’estate del 1986. Andrea fa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/03/16/azzurri-per-sempre-lattaccante-universale/carnevale-3-2/" rel="attachment wp-att-153917"><img class="alignleft size-medium wp-image-153917" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/03/carnevale-3-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>Carissimi e affezionati lettori in occasione del prossimo match fra il nostro amato Napoli e l’Udinese, ho scelto come protagonista della mia rubrica “Azzurri per Sempre”, un calciatore che ha indossato le casacche di entrambe le squadre: il mitico <strong>“Andrea Carnevale”</strong>.</p>
<p>Carnevale, messosi in luce nelle fila friulane, viene acquistato dal Napoli nell’estate del 1986.</p>
<p>Andrea fa parte del Napoli più amato della storia, il Napoli di Diego Armando Maradona, quello vincente.</p>
<p>Nel Napoli gioca quattro campionati, tutte stagioni esaltanti, brillando in zona-gol e vincendo tutto quanto gli era possibile vincere: 2 Scudetti (1987 e 1990), 1 Coppa Italia (1987) e la Coppa UEFA (1989).</p>
<p>Entra da subito nel cuore dei sostenitori partenopei, la tifoseria più passionale del mondo.</p>
<p>Nasce come centravanti d’area di rigore, forte fisicamente e temibile in acrobazia, durante la sua permanenza nel Napoli diviene un attaccante universale capace di contribuire, in maniera fondamentale, anche in fase di copertura diventando uno degli elementi tatticamente più prezioso dei partenopei.</p>
<p>La sua miglior stagione nelle fila azzurre la disputa nel 1988/89, riuscendo a siglare la bellezza di 20 reti totali, diventando un indiscusso protagonista della meravigliosa cavalcata europea, sancita con la vittoria in Coppa Uefa dove viene definitivamente consacrato anche a livello internazionale.</p>
<p>Carnevale gioca in campionato con la maglia del Napoli 105 partite, realizzando 31 reti. Complessivamente tra campionato e le varie coppe realizza 47 gol.</p>
<p>Il gol più importante, che resta sicuramente nella storia, è quello che assegnò il primo scudetto al Napoli.</p>
<p>Era il 10 maggio 1987, in un San Paolo gremito all’inverosimile, il Napoli era impegnato contro una Fiorentina in piena lotta salvezza che puntava al pareggio per la permanenza nella massima serie, lo stesso risultato che bastava agli azzurri per conquistare il tanto sognato tricolore.</p>
<p>Carnevale al 29’ ricevuta la palla da Maradona sulla trequarti viola, superato di forza un difensore fiorentino, chiede il triangolo a Giordano che gli fornisce un grandissimo assist di tacco e giunto in area, con un diabolico tocco di esterno destro, segna il gol scudetto, la rete che scatenò l’apoteosi in una Napoli inebriata di gioia e consapevole di poter iniziare quei festeggiamenti rimasti soffocati per ben 60 lunghissimi anni.</p>
<p>Carnevale lasciò il Napoli nell’estate del 1990 accettando le lusinghe della Roma, il sogno per ogni ragazzo romano. Ma quella romana fu una stagione fatale per la sua carriera, difatti dopo un buon inizio del campionato con 4 gol in 5 giornate, fu squalificato per doping insieme al compagno di squadra Peruzzi.</p>
<p>Andrea Carnevale è stato una delle stelle più brillanti del firmamento azzurro e ancora oggi i tifosi napoletani lo ricordano tra i migliori giocatori della storia del Napoli.</p>
<p align="center"><strong><em>Fabio Sorrentino</em></strong></p>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE –  L’INDIMENTICABILE “EL TIGRE”</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 12:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi e appassionati lettori in occasione del prossimo match del San Paolo fra il nostro adorato Napoli e il Cagliari, ho scelto come protagonista della mia rubrica “Azzurri per Sempre”, un calciatore che ha indossato le casacche di entrambe le squadre: Daniel “El Tigre” Fonseca. Fonseca giunge a Napoli nell’estate del 1992, su richiesta dell’allora [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/03/06/azzurri-per-sempre-lindimenticabile-el-tigre/fonseca-3/" rel="attachment wp-att-151421"><img class="alignleft size-medium wp-image-151421" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/03/Fonseca-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Carissimi e appassionati lettori in occasione del prossimo match del San Paolo fra il nostro adorato Napoli e il Cagliari, ho scelto come protagonista della mia rubrica “Azzurri per Sempre”, un calciatore che ha indossato le casacche di entrambe le squadre: Daniel “El Tigre” Fonseca.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonseca giunge a Napoli nell’estate del 1992, su richiesta dell’allora allenatore azzurro Claudio Ranieri che lo aveva allenato in precedenza al Cagliari dove disputò due ottime stagioni nonostante la giovane età.</p>
<p style="text-align: justify;">Ferlaino riuscì a battere l’accesa concorrenza di tante squadre e acquistò questo giovane uruguaiano per ridare forza a un tridente rimasto orfano del D10S, squalificato 18 mesi per le arcinote vicende doping.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonseca non era il classico centravanti statico, le sue armi migliori erano gli scatti e le finte con cui ubriacava i poveri difensori avversari ed era cinico e letale sotto porta.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonseca si adattò meravigliosamente negli schemi del Napoli e deliziò i tifosi azzurri con tante reti, ben 31 gol in 58 partite. Fu favorito dalla presenza nella rosa di due veri fenomeni (Zola e Careca), con i quali formò un tridente di tutto rispetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli occhi dei tifosi azzurri resterà indelebile la prestazione de El Tigre a Valencia. Era il 16 settembre del 1992, il Napoli era impegnato nel primo turno di andata della Coppa Uefa. La partita terminò con un’incredibile 5-1 per i partenopei e le reti furono segnate tutte da Fonseca. Dei cinque gol il più bello è senza dubbio quello segnato all’ultimo minuto di gioco. Contropiede di Fonseca che, giunto in area di rigore, con una finta beffarda dribbla sia il difensore che il portiere e deposita il pallone in rete per l’apoteosi finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo questa leggendaria e storica “pentapletta”, Fonseca divenne l’idolo dei tifosi partenopei che continueranno per sempre ad amarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonseca fu protagonista di un episodio poco felice quando ritornò a giocare da avversario a Cagliari. I tifosi sardi non avevano ben digerito la sua cessione al Napoli e lo fischiarono per tutta la partita. I fischi caricarono notevolmente Fonseca che mise in mostra una prestazione di alto livello suggellata da una formidabile doppietta che diede la vittoria al Napoli. Daniel però esultò in maniera poco elegante, facendo più volte il gesto dell’ombrello all’indirizzo della curva cagliaritana.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo l’avventura azzurra di Fonseca non ebbe lunga durata. Colpa della società che non navigava nell’oro e fu costretta a cedere Daniel alla Roma e le cessioni dei tanti campioni traghettarono inevitabilmente il Napoli dall’era degli splendori a quella dell’austerità.</p>
<p style="text-align: justify;">El Tigre rimarrà legato per sempre a Napoli avendo una moglie napoletana e due figli nati nella nostra meravigliosa città.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong><em>Fabio Sorrentino</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE &#8211; IL FANTASISTA TASCABILE</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 14:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi lettori questa settimana il Napoli è impegnato nella delicata sfida al Tardini contro il Parma e il protagonista di “Azzurri per Sempre” da me scelto è il fantasista sardo Gianfranco Zola. Questo piccolo grande uomo viene notato da Luciano Moggi nei campi polverosi della Serie C1 e per precisione in Sardegna, in una piccola [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pianetazzurro.it/2011/10/20/amarcord-cagliari-napoli/zola-2/" rel="attachment wp-att-115933"><img class="alignleft size-medium wp-image-115933" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2011/10/zola-228x300.gif" alt="" width="228" height="300" /></a>Carissimi lettori questa settimana il Napoli è impegnato nella delicata sfida al Tardini contro il Parma e il protagonista di “Azzurri per Sempre” da me scelto è il fantasista sardo<strong> Gianfranco Zola</strong>.</p>
<p>Questo piccolo grande uomo viene notato da Luciano Moggi nei campi polverosi della Serie C1 e per precisione in Sardegna, in una piccola squadra, la Torres.</p>
<p>Il grande Lucianone lo scelse come sostituto naturale del D10S e lo portò a Napoli nell’estate del 1989.</p>
<p>Un’estate particolare per noi tifosi azzurri che venivamo sì dalla vittoria in Coppa Uefa ma anche dai timori che il nostro Pibe de Oro lasciasse Napoli. Infatti, prima della finale europea, lui e Ferlaino fecero un patto d’onore: Diego doveva far vincere i partenopei in Europa e il buon ingegnere cederlo al Marsiglia di Tapie che voleva costruire la squadra più forte d’Europa.</p>
<p>Fortunatamente Ferlaino si rimangiò la parola data e Diego ci rimase così male dalla mancata cessione ai francesi che non partecipò al ritiro estivo e giunse a Napoli solo alla 5° giornata di campionato e ciò favorì Zola nel farsi ammirare e amare dai tifosi azzurri.</p>
<p>Al suo primo anno al Napoli, la squadra vince lo scudetto con un’appassionata rimonta sui nemici rossoneri, rimonta avvenuta nella penultima giornata, vendicando l’indimenticabile rimonta-beffa subita in quel nefasto 1° maggio 1988.  Nonostante sia la riserva di sua Maestà, questo trequartista tascabile fornisce il suo contributo con due reti e con giocate rapide e tecniche.</p>
<p>L’esperienza nel Napoli gli dà la possibilità incredibile di studiare da vicino la tecnica nel calciare le punizioni di Maradona e ciò gli consentì di diventare negli anni successivi uno dei miglior cecchini da palla inattiva.</p>
<p>Raccolse, onorandola, l’eredità della maglia numero 10 quando Diego fu costretto per la squalifica per doping a lasciare Napoli e l’Italia.</p>
<p>Zola, nei quattro anni trascorsi con la maglia azzurra, disputò 105 partite condite da 32 reti. Tra le tante reti vi racconterò il suo primo gol azzurro, siglato il 3 dicembre 1989 in Napoli-Atalanta 3-1.</p>
<p>Zola partì titolare con indosso la maglia n° 10 poiché Diego era vittima dei suoi arcinoti problemi alla schiena e disputò un’ottima partita riuscendo nell’impresa di non far rimpiangere ai tifosi azzurri l’assenza di Maradona. Siglò la rete del momentaneo 3-0. Crippa recuperò il pallone dalla linea di fondo campo e la passò a Zola che stoppò la palla al limite dell’area, dribblò Bonacina e con un magistrale tiro a giro insaccò la palla all’incrocio dei pali.</p>
<p>Il Napoli nel 1993 fu costretto a cedere Zola al Parma per ripianare i tanti debiti e grazie ai soldi ricavati dalla cessione, gli azzurri potettero iscriversi al campionato.</p>
<p>Gianfranco Zola resterà per sempre nei nostri ricordi non solo perché è stato un esemplare fuoriclasse ma soprattutto perché è stato un campione umile, che non ha mai negato ai suoi numerosi tifosi autografi e sorrisi.</p>
<p style="text-align: center"><strong><em>Fabio Sorrentino</em></strong></p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.pianetazzurro.it%2F2012%2F03%2F02%2Fazzurri-per-sempre-il-fantasista-tascabile%2F&amp;title=AZZURRI%20PER%20SEMPRE%20%E2%80%93%20IL%20FANTASISTA%20TASCABILE" class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save"  id="wpa2a_18" target="_blank" rel="external nofollow"><img src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE – TOTORE, IL GUERRIERO AZZURRO</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 08:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa settimana il Napoli è impegnato in un match di elevata difficoltà, affronta l’Inter che, nonostante attraversa un momento difficile, resta sempre un avversario ostico e pericoloso. Carissimi amici ho deciso di dedicare la mia rubrica a un indimenticabile guerriero del centrocampo azzurro. Il protagonista di “Azzurri per sempre” è Salvatore Bagni. Salvatore appartiene alla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/02/23/azzurri-per-sempre-totore-il-guerriero-azzurro/bagni-15/" rel="attachment wp-att-148461"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-148461" title="bagni" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/02/bagni-124x150.gif" alt="" width="124" height="150" /></a>Questa settimana il Napoli è impegnato in un match di elevata difficoltà, affronta l’Inter che, nonostante attraversa un momento difficile, resta sempre un avversario ostico e pericoloso. Carissimi amici ho deciso di dedicare la mia rubrica a un indimenticabile guerriero del centrocampo azzurro. Il protagonista di “Azzurri per sempre” è Salvatore Bagni.</p>
<p style="text-align: justify;">Salvatore appartiene alla storia del Napoli, del Grande Napoli, quello del primo indimenticabile e storico scudetto. Il Napoli aveva la necessità di inserire nel centrocampo un vero guerriero, l’allora Dg Italo Allodi lo individuò in Bagni. Fu una trattativa molto complicata, nonostante le due società, Inter e Napoli, si accordarono per il trasferimento, Bagni rifiutò adducendo non meglio precisati problemi familiari. In realtà il rifiuto era di altra natura:la Roma. Infatti, la società capitolina si era inserita nella trattativa e agli occhi del buon &#8220;Totore&#8221;, i giallorossi fornivano maggiori garanzie a livello tecnico per vincere lo scudetto. A quel punto intervenne il Consiglio Federale che escluse Bagni dalla Nazionale Olimpica che si apprestava a disputare le Olimpiadi a Los Angeles. Si scatenò un tal putiferio che portò, dopo tre giorni, alla decisione di Bagni di accettare la corte del Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ad essere un centrocampista grintoso e mai domo, un vero lottatore per intenderci, possedeva un buon tiro ed era dotato di buona tecnica, non era proprio un classico mediano di rottura. Infatti, negli inizi di carriera, prima a Carpi e poi a Perugia, è impiegato nel ruolo di ala destra ed è protagonista del campionato record del Perugia che nel 1978/79 concluse al secondo posto in classifica senza subire nessuna sconfitta. Nel 1981 si trasferisce all’Inter e grazie all’intuito di Rino Marchesi che, vedendo in lui il classico mediano “Old style”, gli cambiò il ruolo e la carriera.</p>
<p style="text-align: justify;">A Napoli vinse il suo primo e unico scudetto, fu protagonista nella cavalcata record nella conquista della Coppa Italia, dove gli azzurri vinsero tutte le 13 partite disputate stabilendo un record ancora imbattuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Disputò in maglia azzurra 106 partite realizzando 12 gol. Il gol più bello è stato quello siglato al Torino il 4 ottobre 1986, nella 4° giornata di campionato. Il Napoli era stato appena eliminato ai rigori dalla Coppa Uefa dai francesi del Tolosa e decisivo furono proprio gli errori dal dischetto di Bagni e Maradona. Il Napoli vinse 3-1 ma a passare in vantaggio furono i granata, poi su una punizione di Maradona il Napoli trovò il pareggio. Punizione di Diego, colpo di testa di Renica dalla linea di fondo e Bagni con una fantastica rovesciata siglò la rete che diede poi la spinta al successo azzurro.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua avventura in maglia azzurra terminò in malo modo. Nel campionato 1987/88, diventato famoso per la rimonta scudetto subita dagli azzurri dal Milan, Bagni insieme a Ferrario, Giordano e Garella fu accusato di golpismo nei confronti dell’allenatore Ottavo Bianchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Resterà per sempre nei nostri cuori questo impavido guerriero, i tifosi azzurri l’hanno amato per il suo modo di giocare ma soprattutto per la generosità che dimostrò al di fuori del campo.</p>
<p align="center"><strong><em>Fabio Sorrentino</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>AZZURRI PER SEMPRE &#8211; IL &#8220;PUNTERO&#8221; TRISTE</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 23:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sorrentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[AZZURRI PER SEMPRE]]></category>
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		<description><![CDATA[Carissimi amici questa settimana il Napoli è atteso dalla delicata trasferta di Firenze. Numerosi sono i calciatori che hanno militato in entrambe le piazze, da Pecci a Robbiati, da Fontana a Savini, da Edmundo a Bertoni, da Baiano a Pazienza. La mia scelta per il protagonista di questa settimana della rubrica AZZURRI PER SEMPRE è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pianetazzurro.it/2012/02/16/azzurri-per-sempre-il-puntero-triste/diaz/" rel="attachment wp-att-146558"><img class="wp-image-146558 alignleft" title="diaz" src="http://www.pianetazzurro.it/wp-content/uploads/2012/02/diaz.jpg" alt="" width="273" height="184" /></a>Carissimi amici questa settimana il Napoli è atteso dalla delicata trasferta di Firenze. Numerosi sono i calciatori che hanno militato in entrambe le piazze, da Pecci a Robbiati, da Fontana a Savini, da Edmundo a Bertoni, da Baiano a Pazienza. La mia scelta per il protagonista di questa settimana della rubrica AZZURRI PER SEMPRE è il “puntero” triste<strong> Ramón Ángel Díaz</strong>.</p>
<p>Giunge a Napoli dal River Plate nel torneo 1982/83, acquistato per puntare allo scudetto dopo che il Napoli l’aveva sfiorato nelle due precedenti stagioni con un buon terzo e quarto posto. Quest’agile e tecnico attaccante argentino, dotato di un magnifico tiro, giunge a Napoli con ottime credenziali, protagonista, accanto a un giovanissimo Diego Armando Maradona, della vittoria nel mondiale juniores dell’Argentina nel 1979.</p>
<p>Purtroppo le attese vennero ben presto deluse, un po’ per il mancato ambientamento di Diaz, un po’ dalle polemiche intorno al contestato e minacciato Ferlaino (persino una bomba scoppiata sotto casa), un po’ l’imprevisto infortunio dell’immenso Ruud Krol che indebolì nettamente il gioco della squadra azzurra che fu invischiata nella lotta per la retrocessione.</p>
<p>In quel campionato Diaz siglò solo 3 reti tradendo completamente le attese che l’intera tifoseria azzurra aveva riposto in lui. Fu uno dei responsabili della fallimentare stagione azzurra, infatti, il Napoli terminò quel torneo al 10° posto grazie ad un grandioso girone di ritorno che vide l’avvicendamento in panchina di Giacomini con l&#8217;accoppiata Pesaola/Rambone, chiamata a salvare gli azzurri che occupavano l’ultimo posto.</p>
<p>Furono talmente pochi i gol che per me non sarà complicato elencarveli tutti. Il primo lo siglò alla 3° giornata nella vittoria per 2-0 con il Catanzaro, abile nel colpire dal limite dell’aria con un chirurgico sinistro. Il secondo gol lo segnò all’8° giornata nel pareggio col Torino, fu un gol stupendo, alla Maradona. In area di rigore, dopo il passaggio di Criscimanni, si portò la palla in avanti con la testa e con un diagonale angolatissimo beffò Terraneo. Il terzo e ultimo gol lo segnò alla 20° giornata all’Olimpico nella sconfitta 5-2 con la Roma, portando in vantaggio il Napoli sfruttando alla perfezione un bellissimo assist di Criscimanni, superando in uscita Tancredi con un bel tocco di sinistro.</p>
<p>Ricordo con simpatia quest’attaccante argentino perché in quel periodo facevo parte dei Pulcini azzurri ed ebbi l’onore di allenarmi con lui ogni giovedì sull’erba del San Paolo. Era un mistero, per tutti quelli che lo osservavano allenarsi, il motivo per cui non riuscisse a giocare bene o a non segnare gol. Come non ricordare quella scritta apparsa in un vicolo napoletano alla notizia del suo ingaggio, scritta che dimostra ancora una volta la grandiosa e straordinaria ironia dei tifosi napoletani: ”Cu’ Krol ‘e cu’ Diaz ve rumpimm ‘o mazz!”.</p>
<p>Il rammarico è di non aver avuto la pazienza di aspettare questo timido campione, di non aver creduto in lui e averlo ceduto l’anno successivo, forse anche perché il regolamento dell’epoca imponeva che le società potessero tesserare solo 2 stranieri e gli azzurri gli preferirono Dirceu per affiancare l’indiscusso Krol.</p>
<p>Diaz però si prese le sue rivincite nel campionato italiano, disputando negli anni successivi ottimi campionati. Inoltre, ironia della sorte, contro i suoi ex compagni azzurri in più di un’occasione gli riuscì di mettere a segno il gol dell’ex, sia con la maglia dell’Avellino, che della Fiorentina e dell’Inter. Fu protagonista della stagione record dell’Inter che vide sopraffare il Napoli di Maradona per lo scudetto del 1988/89.</p>
<p>Alla fine della carriera di calciatore deciderà di intraprendere quella di allenatore in Argentina e da mister del San Lorenzo convincerà Pier Paolo Marino ad acquistare il giovane Ezequiel Ivan Lavezzi. Mi va di pensare che con questa segnalazione il buon Ramon abbia voluto, inconsciamente, ripagare i tifosi del Napoli dalle tante amarezze.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Fabio Sorrentino</strong></em></p>
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