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Montella chiama il Milan: ”Fammi vedere se sei grande”

MILANO – Sono tanti gli obiettivi che il Milan cerca domani sera a Firenze: la terza vittoria consecutiva che manca da quasi un anno e la terza partita consecutiva senza subire reti, filotto che non si realizza dal 2013. Per Montella lo snodo è ancora più significativo perché torna per la seconda volta da ex sulla panchina del Franchi dove ha allenato per tre stagioni ottenendo risultati positivi e lasciando un ottimo ricordo a livello di gioco.

Montella, sarà un’emozione particolare tornare a Firenze da tecnico del Milan?
“Sono stato benissimo nelle tre stagioni alla guida dei viola. Anche dopo la sfida di domani mi tratterrò a Firenze indipendentemente dal risultato perché ho tanti amici in città”.

Avverte ancora qualche scoria della separazione polemica con la proprietà?
“Il mio addio è stato all’insegna della sincerità, ho semplicemente detto alla società che non avevo più le motivazioni per andare avanti e che ritenevo finito il mio ciclo in viola. Però serbo uno splendido ricordo soprattuto del pubblico con il quale ho avuto un rapporto stupendo”.

Che ambiente ricorda?
“E’ una città esigente e abituata al bello. Il livello di stress può essere alto, ma si lavora bene, ho trascorso tre anni bellissimi sia dentro che fuori dal campo. Sono contento di tornarci domani”.

Chi toglierebbe ai viola?
“L’anno scorso mi hanno fatto la stessa domanda prima di tornarci alla guida della Sampdoria. Ho detto due nomi (Borja Valero e Ilicic, ndr) e questi hanno fatto assist e gol, quindi preferirei non rispondere – sorride – quando prepari partite importanti come questa contro la Fiorentina, ci può essere la paura che l’avversario sia superiore a livello tecnico-tattico, ma non deve succedere a livello mentale”.

C’è entusiasmo dopo le vittorie con Sampdoria e Lazio?
“Abbiamo già dimenticato i due ultimi successi, siamo concentrati sulla gara di domani contro una squadra importante. Sarà molto difficile, domani si vedrà a che punto è la nostra crescita”.

Potrebbe partire lo stesso undici titolare visto con la Lazio?
“Se sceglierò la stessa formazione di martedì non significa che abbiamo trovato la squadra. Non è detto che sarà quella definitiva. In una stagione non bastano solo undici giocatori. Potrebbe giocare la stessa formazione di martedì, ma ho tante soluzioni e questo è positivo. Vorrei trovare continuità di risultati”.

Il tridente in questo momento è fondamentale?
“Può essere un tridente da Champions League, ma può crescere ancora. Niang e Suso hanno ampi margini di miglioramento. Mbaye sta facendo grandi cose, ma può fare ancora di più. Deve imparare a gestire i momenti e capire quando fare una giocata o tenere palla”.

Pensa già al mercato di gennaio?
“Il mio pensiero è solo sulle prossime partite, il mercato di gennaio è ancora lontanissimo”.

Ha sentito Berlusconi?
“E’ contento di vedere tanti giovani italiani in campo. Al nostro presidente piace il bel gioco, quindi dovremo riconquistare prima lui e poi i tifosi attraverso il bel calcio. Serve programmazione. I tanti giovani in campo dimostrano che questa programmazione c’è”.

A che punto è Pasalic?
“Si sta allenando bene, ma arriva da uno stopo lungo e quindi ha bisogno di tempo. E settimana prossima Bertolacci, Mati Fernandez e Zapata avranno dei controlli per capire a che punto sono”.

Una cosa che vorrebbe vedere in campo e finora non si è ancora vista?
“Stiamo lavorando sui calci piazzati. Dobbiamo migliorare molto. Mi piacerebbe vincere una partita con un gol su calcio piazzato. Serve più convinzione nell’area avversaria”.

Fonte: Repubblica

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