ROCCO PAPALEO AL TEATRO TRIANON DI NAPOLI IN PRIMA NAZIONALE…INTERPRETA LA POESIA MUSICALE DI LUIGI TENCO

“Forse non sarà domani” è il racconto che Rocco Papaleo intende fare di Luigi Tenco, il giovane artista tormentato della musica italiana.
Sabato 1 luglio, alle ore 21.00, presso il Teatro Trianon Viviani, andrà in scena Forse non sarà domani, in prima nazionale, per raccontare la vita e le canzoni di Luigi Tenco. Soggetto e i testi sono di Stefano Valanzuolo, le musiche di Tenco sono state rielaborate da Roberto Molinelli, per la produzione della Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia; ma il protagonista assoluto sarà Rocco Papaleo, attore versatile e appassionato, noto al grande pubblico per le frequenti incursioni cinematografiche in cui si cimenta senza perdere il suo stile teatrale e la sua principale vocazione: il palcoscenico.
Papaleo dunque incontra e interpreta Tenco, uno dei poeti della canzone italiana, l’icona per antonomasia dell’autore tormentato: “Cinquant’anni non sono bastati a dissolvere l’alone di doloroso mistero intorno alla fine di Luigi Tenco” afferma Papaleo. “Eppure, per tutti quelli che l’hanno conosciuto e applaudito negli anni Sessanta, così come per i tantissimi che l’hanno scoperto (o riscoperto) solo dopo, nulla può meritare più rispetto ed attenzione della sua vita, breve e assai intensa”.
Forse non sarà domani intende essere un omaggio sincero alla canzone di Tenco, ripercorrendo attraverso i suoi brani più e meno noti, l’esperienza di un artista intelligente, moderno, impegnato e fuori dagli schemi, coraggioso e dilaniato, capace al tempo stesso di sorridere, di amare e di soffrire. E soprattutto capace di trasmettere tale bagaglio emozionale attraverso i suoi brani, le sue note, la sua musica.
In scena una scrittura originale in dodici quadri di Stefano Valanzuolo sulla vita e le opere di Luigi Tenco, con le musiche originali del cantautore rielaborate da Roberto Molinelli ed eseguite da Arturo Valiante (pianoforte), Guerino Rondolone (contrabbasso),  Davide Savarese (batteria e percussioni), Marco Sannini (tromba).
Sono passati cinquant’anni dalla drammatica notte in cui, in un hotel di Sanremo, il corpo di Luigi Tenco venne ritrovato privo di vita. Da allora, voci e supposizioni sulla sua tragica fine si sono intrecciate, ed il giallo sulla sua morte ha quasi finito con il fare ombra ad una vita caratterizzata – invece – da scelte coraggiose, dall’elemento fantasioso e, soprattutto, da molta buona musica. “Forse non sarà domani” (il titolo richiama i versi di uno dei grandi successi di Tenco) vuole riprendere in considerazione la figura del cantautore in modo affettuoso ma comunque obiettivo, senza  ricorrere all’apologia del martirio né dissimulare l’originalità di un pensiero (non solo musicalmente) audace.
Il racconto si snoda attraverso dieci scene incorniciate da un prologo ed un epilogo. Ognuno dei dodici quadri rimanda, sin dal titolo, ad una canzone di Tenco e ne riflette un aspetto della personalità. La posizione politica, l’amore, le idee sul matrimonio e sulla guerra, il rapporto tenerissimo con la madre e quello tormentato con l’industria del disco, l’anticonformismo e la tragedia di Sanremo sono aspetti dell’uomo Tenco che si riflettono a pieno nelle sue canzoni, con continuità e coerenza degne del grande artista.
Rocco Papaleo si cala nel duplice ruolo di attore e cantante, ricorrendo ad una narrazione in prima persona per stabilire un contatto con il pubblico quanto più possibile privo di mediazioni intellettuali. Il testo, ideato da Stefano Valanzuolo sulla base di testimonianze d’epoca originali, ha le sembianze di un flashback i cui ritmi sono scanditi dalla musica. Le canzoni, rielaborate da Roberto Molinelli con frequenti allusioni al beat o ad un jazz che nella forma della ballad trova esiti accattivanti, sono affidate alla voce di Papaleo, suadente come quella di un crooner, informale come quella di un fan.
Nella messa in scena curata da Valter Lupo, l’attore protagonista si concederà solo alcuni open (il gergo jazzistico non è casuale), ossia brevi digressioni dal filo rosso centrale, provando a raccontare il proprio Tenco, così instaurando un piano narrativo altro, soggettivo e  immediato.
I brani che si ascolteranno nel corso della serata, calati all’interno del testo quasi a delimitare i capitoli della vicenda breve di un grande artista taliano, fanno parte da mezzo secolo della storia della migliore canzone italiana d’autore: “Vedrai, vedrai”, “La ballata della moda”, “Mi sono innamorato di te”, “Io sono uno”, “Ciao amore ciao”, “Uno di questi giorni”, “Yeehhh”,  “Cara Maestra”, “Ragazzo mio”, “Un giorno dopo l’altro”, “Lontano, lontano”. Lo spettacolo è prodotto da Fondazione Campania dei Festival /  Napoli Teatro Festival Italia e Parmaconcerti.
BIGLIETTI:  Intero euro 8- ridotto under 30/over 65 euro 5. Al Teatro Trianon Viviani, Piazza Calenda (Napoli).

Carlo Ferrajuolo

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