CHAPEAUX… LA MUSICA TRIONFA A CASTEL SANT’ELMO: ANZOVINO, GRAGNANIELLO, TONY ESPOSITO, MARCO ZURZOLO E ANIELLO MISTO EMOZIONANO TUTTI…. INCANTO!!!

È finito con un’interminabile standing ovation il concerto di Remo Anzovino (foto di Fiorella Passante e Riccardo Piccirillo) al Castel Sant’Elmo di Napoli. Le Montagne del Friuli hanno abbracciato il mare del Golfo partenopeo. Il castello è trasformato per l’occasione in un grande teatro sotto le stelle.  Pubblico arrivato anche da Bologna per ascoltare il pianista friulano, ma dal sangue nobile napoletano.  In una fresca serata estiva, Remo Anzovino, impegnato nel tour, si è proposto nell’intima cornice del Castello medievale con Marco Zurzolo al sax, Tony Esposito alle percussioni, Enzo Gragnaniello voce e chitarra, Aniello Misto al basso elettrico. I musicisti erano i superospiti del suo concerto. Né venuta fuori un tipo di musica dove sta all’ascoltatore impegnarsi per lasciar espandere la fantasia, l’invito, l’evento, è a un viaggio caleidoscopico, colorato, surreale, dove ognuno sceglie il percorso e la meta, fa poca differenza che siano le dune di un deserto africano o le onde di un mare in tempesta. Tra la scaletta alcuni brani che usciranno a settembre nel suo prossimo album con la Sony music, come “Nocturne in Tokyo”, “Istanbul”, “Galilei”, “Estasi” e altri suoi brani, cavalli di battaglia, dal titolo “Igloo”, “Amante”, “No smile” (Buster Keaton) e 9 ottobre 1963 (suite for Vajont).  Il pubblico, ci si lascia trasportare e prendere volentieri dalle emozioni e s’intraprende il viaggio che Anzovino ci invita a fare, l’ascolto è rilassante e piacevole, soft e follia, la sua musica offre un sapiente e variegato ventaglio di esperienze musicali diverse. Anzovino ha Il suo modo di suonare il pianoforte, di percuoterlo, di accenderlo e pilotarlo verso mete sognanti senza tempo cercando per l’occasione nuovi orizzonti lontani. La dimensione cameristica giova a questo giovane pianista e compositore, talento puro, che insieme ai suoi compagni di viaggio riesce a trasportare l’ascoltatore in percorsi trasversali dove sono state abbattute le ultime barriere tra i vari generi musicali. Le percussioni di Tony Esposito accarezzano la voce porosa di Gragnaniello, mentre il soffio del sax di Zurzolo abbraccia l’anima pianistica di Anzovino e il basso di Aniello Misto arricchisce un’atmosfera di luna piena. Dipingere e riarrangiare grandi successi come “Rosso Napoletano” degli anni settanta di Tony Esposito, ritmare con le percussioni  “Transoceano”, vocalizzare in lingua mantra “Natural Mind”, rielaborare, denudare e riarrangiare “Senza voce”, “Alberi”, “Cu mme” di Enzo Gragnaniello tutto riescito perfettamente, un disegno perfetto.  La voce,  del poeta napoletano, impregnata di tufo colpisce le pareti dell’anima, portando emozione celebrale. Un momento intimo particolare, sentito nel cuore è l’omaggio a Rino Zurzolo, composto dal fratello Marco, dal titolo “Rino”, che Anzovino e il sassofonista partenopeo presentano in anteprima per onorare e omaggiare il Farinelli del contrabbasso italiano. L’omaggio a Rino continua con “Falero”. Anzovino è emozionato, sognatore, ha ancora voglia di alimentare un concerto, improvvisazioni, intrattenimento con il pubblico in  platea…belli i suoi monologhi sul Vajfront e sul razzismo americano inerente a Mohamed  Alì. Chiude una serata storica, per una rassegna di pregio, con “Metropolitan”, “I am not leaving” e il “Cammino nella notte”.  Quella notte sempre sognata, notte napoletana, a sorseggiare un caffè con gli amici, girovagare con i suoi compagni di viaggio per i vicoli dei Quartieri Spagnoli, respirare essenza ed energia millenaria.  Il concerto è stato un continuo salire, scalare, emozionare è un crescendo oltre ogni emozione.  Il pathos raggiunge emisferi emozionali da brividi.   Una musica viscerale, senza filtro, un gioco leggero di melodie, ora malinconicamente sussurrate ora ripetute con passionale insistenza. Magico!

di Carlo Ferrajuolo

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