Il passato non insegna. I rinforzi dopo la Champions????

Napoli, il passato (non) insegna: i rinforzi dopo la Champions, ma con Sarri…



A 9 giorni dalla sfida d’andata col Nizza Sarri attende ancora rinforzi, specie in fase difensiva. Evidente come la strategia, a questo punto, sia quella di attendere la certezza degli introiti dell’accesso in Champions. Un rischio già corso in passato e che non pagò. E che con i sempre delicati meccanismi tattici del toscano pare aver ancora meno senso.


Nove giorni al preliminare di Champions League, obiettivo più importante della stagione – per non gettare all’aria quanto fatto nella passata – e il Napoli sembra poterci arrivare più che mai consapevole dei propri mezzi.

Che il lavoro di Sarri abbia pagato è ormai cosa nota, che la preparazione effettuata a Dimaro (e non in giro per il pianeta per raccimonalr denari) è una scommessa che probabilmente misureremo già da mercoledì prossimo, quando al San Paolo arriverà il Nizza di Favre per la gara d’andata dei preliminari di Champions League.

L’estate in casa Napoli non ha portato fin qui grandissime novità, se non le conferme ulteriori di quanto visto nella scorsa stagione: una squadra che gioca a memoria; qualche occasione di troppo fallita sottoporta; e le consuete amnesie difensive, come messo in mostra anche ieri sera dall’onesto Bournemouth.



Il Napoli dunque si ripresenta più o meno tale ai blocchi di partenza, consapevole delle proprie forze così come delle proprie debolezze, ma probabilmente – e ci riferiamo in questo caso ai vertici – poco memore degli errori del passato.

Evidente, ormai, infatti, è che dal punto di vista del mercato non arriverà nulla se non a obiettivo raggiunto, ad accesso in Champions League conquistato. De Laurentiis dunque pare essersi scordato dell’estate del 2014, quando identica “tattica”, se così possiamo definirla, non pagò contro i baschi dell’Athletic, che beffarono il Napoli respingendolo in Europa League e bloccando così ogni strategia di mercato legata a doppio filo ai soldi della Champions.

Football, Champions League, Athletic Bilbao-Napoli (AFP)
Football, Champions League, Athletic Bilbao-Napoli (AFP)AFP
Un rischio che diventa doppio, se volete, sotto questa gestione, ovvero quella di Maurizio Sarri. L’ingresso di nuovi elementi in una squadra che gioca a memoria e che di automatismi e movimenti maniacali fa la sua forza, comporta da sempre un periodo di adattamento che poco ben si sposa con la filosofia last-minute della dirigenza. Si diceva – e si dice tutt’ora – che a questo Napoli basterebbe probabilmente pochissimo per porvare a competere davvero per il titolo; si chiacchiera – tra tifosi e non solo – che con un paio di rinforzi in più, specie uno in difesa, quel sogno portebbe davvero essere alla portata.

E invece Sarri è costretto ancora una volta a fare con ciò che ha ed eventualmente attendere l’ultimo giro; magari dopo il 22 agosto, quando a campionato già iniziato i contabili sapranno quanto realmente entrerà in cassa. Per una certezza di bilancio fedele alle regole dell’equilibrio che della gestione De Laurentiis è un must innegabile; ma che al tempo stesso, in qualche modo, frena sulla carta i sogni di gloria di una rosa che resta corta e di un allenatore che avrà meno tempo degli altri per, eventualmente, far integrare i nuovi. Il gioco vale davvero la candela?


Carlo Ferrajuolo

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