Verdi: una scelta sbagliata! 

di Marino Bartoletti
Leggo sulla rete insulti sanguinosi fra tifosi del Napoli e tifosi del Bologna (ma anche insulti “a prescindere”) a proposito del mancato trasferimento di Simone Verdi. Provo, con un po’ di fatica, a buttarla sul sorriso pensando a quello che accadde più di quarant’anni fa con l’ingaggio in azzurro di Beppe Savoldi: Luciano Conti, presidente del Bologna, in assenza di facebook, se la cavò con una bomba carta sotto casa e due miliardi in tasca (per l’esattezza, un miliardo e quattrocento milioni, più Clerici e Rampanti).

Inutile ricapitolare la vicenda. Verdi “promesso sposo” al Napoli ha detto di no, rivendicando e motivando una scelta personale (a mio parere sbagliata, ma non per questo meno dignitosa e rispettabile). Molti tifosi del Napoli, suscitando inevitabili reazioni anche nella “controparte” (e sui social ormai il tempo di reazione non è molto più lento, né innocuo, di quello di Clint Eastwood quando mette mano alla Colt) hanno espresso in maniera non delicata la propria contrarietà. Non sono mancati coloriti sospetti su possibili “trame” del Nord verso il Sud e via fantasticando.

La “mia” Napoli (per la verità come la “mia” Bologna) è fatta di intelligenza, di buon senso e soprattutto di ironia. Signori, stiamo parlando di SIMONE Verdi, bravissima ragazzo ed eccellente giocatore: non di GIUSEPPE Verdi, mito dell’Umanità, per il quale non si è fatto tanto casino neanche quando il San Carlo rifiutò di mettere in scena il “Ballo in maschera”. Poi, fra lui e Napoli, fu amore assoluto! Forse perché le tastiere, allora, erano solo quelle del pianoforte. E le usavano solo quelli che sapevano che farne!

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