AMARCORD – Per sfatare un tabù e continuare la rincorsa tricolore

Questa, se possibile, sarà partitissima ancora più rispetto a quella del 13 febbraio 2016, lo Juventus-Napoli più importante della storia. Considerato scontro-scudetto, lo fu per il gol vittoria all’88° di Zaza che si rivelò più pesante dei 36 messi a segno da Higuaìn. Il Napoli capolista a +2 sui bianconeri fu scavalcato e non tornò più in vetta. Match meno determinante lo scorso campionato, il 29 ottobre, ma non meno atteso in quanto prima sfida contro Higuaìn. Nell’estate precedente c’era stato il passaggio del Pipita ai bianconeri con la lunga coda di polemiche e veleni che ne conseguì. I padroni di casa vinsero 2-1 con l’argentino autore della rete del definitivo vantaggio; dopo un primo tempo equilibrato, Juve avanti al 50° con un tiro al volo di Bonucci abile a sfruttare un maldestro disimpegno di Ghoulam. La risposta azzurra si fece attendere un manciata di minuti e da un lancio preciso di Insigne nacque il diagonale di Callejon per l’1-1 che sembrava il risultato più giusto fino a quando, al 70°, il tiro secco di Higuaìn sancì la vittoria. L’argentino non esultò ma quella fu la prima delle sue cinque reti segnate contro la ex squadra in altrettante partite.

Juventus-Napoli è sempre una partitissima: in B nel 2007 (2-0, Camoranesi, Del Piero) così come il 24 maggio 2015 con la Juve già campione d’Italia.

La gara finì 3-1 (Pereyra, Sturaro e Pepe su rigore) e gli azzurri che con David Lopez per la prima volta andarono in gol allo Stadium. Inutile dire che la mente vola ai tempi di Maradona ed alla caduta di due tabù: la vittoria sia al San Paolo che a Torino.

Il 9 novembre 1986 l’1-3 che lanciò il Napoli verso il primo scudetto: Ferrario e Giordano ribaltarono il vantaggio di Laudrup prima del 3-1 di Volpecina al 90°. Più roboante ancora il 3-5 del 20 ottobre 1988. Il Napoli era una realtà consolidata e si portò sul 3-0 con Carnevale ed una doppietta di Careca. Stavolta furono i bianconeri a scuotersi e rimontarono con Galia e Zavarov. Careca per il 2-4, De Agostini su rigore ridiede speranze alla Signora che fu definitivamente trafitta da Renica.

Non sempre rose e fiori, più volte il Napoli a Torino ci ha lasciato le penne: due 4-1 (70/71 e 73/74), il 3-0 dell’ottobre‘82, Paolo Rossi e doppietta di Boniek. Sconfitte in zona Cesarini come l’1-0 del gennaio’91 firmato da Casiraghi all’87° e l’1-0 del 16 marzo 2008 con gol di Iaquinta all’88°. Quindi il 3-0 subito nell’aprile 2012; Bonucci, Caceres e Quagliarella.

Da registrare anche il gol vittoria di Marchisio per l’1-0 del marzo 2009 ed il rocambolesco 2-2, azzurri due volte avanti e due volte raggiunti (Maggio, Chiellini, Lucarelli, Matri)  con cui si chiuse la stagione 2010-11.

Ottobre 2012, 2-0: dall’80° all’82°, Caceres ed un ancora sconosciuto Pogba chiusero un match incanalato verso lo 0-0. Arriviamo al 3-0 del novembre 2013; polemiche per il gol di Llorente al 2°, con l’attaccante spagnolo apparso in off-side al momento del tocco di Tevez. Quindi salirono in cattedra Buffon e Reina ma lo spagnolo nulla poté contro la punizione vincente di Pirlo e lo stop con tiro a volo di Pogba per il 3-0 finale.

L’ultima vittoria del Napoli risale al 1° novembre 2010 e fu, come nell’86, una rimonta. A Trezeguet e Giovinco risposero Hamsik (2) e Datolo per il 3-2 finale che fu il vero biglietto da visita di Mazzarri alla guida tecnica da sole due settimane.

 

Antonio Gagliardi   

 

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