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Fedele: “Il campionato del Napoli non deve generare rimpianti, l’obiettivo era la Champions. In campo manca l’allenatore-giocatore”

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Enrico Fedele, dirigente.

“Io contro l’Udinese farei giocare la stessa squadra che ha giocato a Verona dall’inizio. Scudetto? Non ho cambiato parere, ho detto che sognavamo ma poi i nostri calciatori venivano meno. Ora è successo che, al di là dei giocatori, se noi facciamo bene come il primo tempo a Verona o gli ultimi minuti con la Lazio possiamo arrivare in alto. Se invece facciamo male come in altre occasioni, io non tempo Milan e Inter ma proprio il Napoli, perché ha dei cali di tensione di cui non ci si riesce a convincersi.
Fino alla partita contro il Verona come giudico il campionato del Napoli? L’obiettivo era entrare in Champions League e quest’obiettivo sarà centrato. Poi il resto non deve generare rimpianti. Il campionato non prevede la dominatrice, ci sono scivoloni e chi lo fa di meno arriva fino alla fine. Mertens? Non c’è un problema, credo semplicemente che si sia fatta una scelta per il presente e il futuro. Spalletti non lo vede in certe situazioni. Nelle ultime partite non è stato brillante, ora anche lui sarà un po’ disamorato e sa che non gli verrà rinnovato il contratto.
Cambio di modulo? Meglio tardi che mai. Zielinski può giocare tranquillamente anche come mezzala a 3 o come esterno di attacco. Sicuramente non può giocare sottopunta o a 2. Per giocare in un certo modo c’è bisogno di fisicità, giocatori alla Emerson o alla Vieira. Altrimenti giocare a 2 a centrocampo non è una cosa intelligente. Hai un giocatore di fisicità come Anguisa, un ragioniere come Lobotka e un architetto come Fabian Ruiz. Zielinski ha tanto pause ma io per lui stravedo. Zielinski e Insigne in panchina? Loro sono quelli che stanno dando meno efficacia a livello di prestazioni.
Al Napoli manca l’allenatore-giocatore, io al Parma per esempio aveva Nestor Sensini. Se si rendeva conto che le cose in campo non funzionavano, cambiava. Spalletti e il Napoli hanno capito che possono vincere? Sì. Udinese da temere? Mi sembrava meno forte, ho visto la partita contro la Roma e mi hanno impressionato le manovre d’attacco con Deulofeu e Beto”.

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