Verdi e la prima al San Paolo dopo il rifiuto: ecco i ‘fratelli di Simone’ che hanno detto ‘no’ a una big

Un inizio di 2018 tutt’altro che soft. Fatto di valutazioni, calcoli e ripensamenti. “Ma sì, arriva…”. Tanto ottimismo, buone sensazioni e quel misto di positività che fa proiettare al grande obiettivo di fine stagione. Con il calciomercato ad alimentare i sogni di gloria. Poi le vie telefoniche sempre più intasate, Giuntoli costantemente in contatto con il Bologna e Simone Verdi. Promesse che passano di cornetta in cornetta, opera di convincimento che si spegne sul filo che collega la Campania all’Emilia e nessun lieto fine. “Ringrazio il Napoli, il mio non è un rifiuto ma la volontà di restare ancora a Bologna”. Concetto chiaro, speranze non più Verdi, paroloni che rendono esplicite espressioni rosse di rabbia. Domenica, avversari. Uno contro… 40 mila. Almeno in campo, visto che in realtà Simone Verdi può contare sull’affetto di una città intera. “Orgoglioso di te”, scriveva la curva prima del match contro il Benevento. Fascia di capitano e prestazione (ancora) super: due assist, prima di destro e poi di sinistro, per rendere ancora più amari i rimpianti. Che, inevitabilmente, renderanno il San Paolo teatro e gabbia della delusione azzurra. “Che accoglienza riceverà? Sentirà tutto lo stadio…”, la previsione tutt’altro che beneagurante di capitan Hamsik. Lui che, di rifiuti eccellenti, ne sa qualcosa: come Verdi, in passato, decise di dire ‘no’ a una big. Eccoli, i ‘fratelli’ del classe ‘92: da Totti a Milinkovic-Savic, da Nedved a Paolo Rossi e non solo. Quale migliore occasione per andarli a scoprire?

GianlucaDiMarzio.com

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