Josè Maria Callejon, attaccante azzurro, ha rilasciato a “El Pais”, quotidiano spagnolo, un’ intervista che la redazione di Pianetazzurro ha tradotto. Ecco in sintesi quanto dichiarato: “I tifosi del Napoli sono molto passionali, il calcio per essi è religione e lo antepongono a molte altre cose, preferiscono andare allo stadio anzichè mangiare. Amano il calcio e ad essi dobbiamo moltissimo … senza di loro non saremmo granchè! Sono molto felice a Napoli e spero di continuare a crescere qui. Giocherò la finale di Coppa Italia sulla fascia destra. Vado molto daccordo con Higuain, ci completiamo tatticamente. Per quanto riguarda la finale contro la Fiorentina, i viola giocano un 4-3-3, hanno un centrocampo forte e fanno molto possesso palla, la nostra arma sarà la velocità e cercheremo di difenderci bene sebbene quest’ anno proprio nella fase difensiva abbiamo commesso molti errori. Per quanto riguarda Pepe Reina e la sua leadership, è un fatto genetico, qualcosa che si porta dentro … Raul Albiol invece è un gran difensore , quest’ anno ha giocato tantissime partite .. E’ stanco ma sta bene. Mourinho e Benitez? Il primo è un grande motivatore e ama analizzare approfonditamente i rivali mentre il secondo funziona molto bene sia a livello tattico che tecnico. A Napoli mi volle Rafa Benitez, convinse il presidente De Laurentiis a prelevarmi ed io accettai. Sono tutti molto contenti del mio rendimento, i primi due mesi ho faticato molto anche per l’ approccio ad una nuova realtà e ad una nuova lingua, è stato un cambiamento brusco: Lontano da Madrid, dal mio club di sempre! Mi svincolai però per poter giocare di più. Fu il secondo allontanamento dalle “radici” … Già a 14 anni io e mio fratello abbandonammo la famiglia per realizzare il nostro sogno di bambini, ora lui è in Bolivia e sta facendo molto bene, segna molti gol, gioca sulla fascia destra anche se preferisce fare la mezzapunta. Io invece posso occupare liberamente tutte le posizioni d’ attacco. Il mio idolo? All’ inizio era Savio, un brasiliano del Madrid, poi crebbi ed è diventato Ronaldo il mio idolo … a volte lo vedevamo allenarsi nella Ciudad Deportiva.”