
Immaginate la scena. Università John Moores di Liverpool: il professore di fisica, gessetto alla mano, inizia a scrivere alla lavagna.
(((X+Y+S)/2)x((T+I+2B)/4))+(V/2)-1
«Bene», fa il prof rivolgendosi agli studenti, «Qualcuno di voi sa dirmi il risultato?»
In fondo all’aula si leva un braccio. «Signor Shearer, prego. Ha la soluzione?»
«Gol! Il risultato è gol!»
«Molto bene, signor Shearer. Adesso può riabbassare il braccio»
Il prof non sa che Alan Shearer è solito esultare così e sta solo festeggiando l’ennesimo centro della sua straordinaria carriera: un gol passato alla storia perché studiato dalla scienza. Dietro alla formula scritta alla lavagna si nasconde infatti la ricetta del calcio di rigore perfetto. E a tirarlo, esattamente 20 anni fa, fu proprio quel secchione di Alan Shearer. Sia chiaro: nel momento in cui l’ex attaccante dell’Inghilterra batteva il portiere argentino Roa non sapeva nemmeno lui di essere destinato a finire sui libri di fisica. Non si mise a contare i passi né a calcolare angolazioni di tiro e velocità del pallone: fece tutto come gli suggeriva l’istinto, calciando alla sua maniera. Una gran botta di destro, a incrociare, nell’angolo alto della porta. Il segreto del rigore perfetto è tutto qui: se vuoi essere sicuro di segnare, basta tirare fortissimo sotto l’incrocio. Grazie tante.
Fonte: SkySport
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