
Andate a dire a un allenatore che ha vinto tre Champions di fila che i suoi metodi non vanno bene. Vi sembrerebbe possibile? Eppure alla Casa Blanca c’è chi ha accolto con un certo sollievo l’addio di Zidane e l’approdo di Lopetegui. È bastata una settimana di lavoro a Valdebebas per capire quanto i due siano diversi, soprattutto per quel che riguarda due aspetti: preparazione fisica e comunicazione.
Partiamo dal lavoro sul campo: sette giorni di preparazione con Lopetegui e nessuna traccia di quelle corse infinite attorno al campo, con il fido Antonio Pintus che tirava il gruppo e che una volta (era l’ultimo giorno dell’anno e il Real aveva da poco vinto il Mondiale per club) addirittura ripropose i gradoni “zemaniani” con Cristiano Ronaldo e compagni su e giù dalle tribune del Bernabeu. Il preparatore italiano è stato confermato nello staff di Lopetegui, ma adesso sono cambiate molte cose: tutto il lavoro, innanzitutto, prevede la presenza di un pallone, eccezion fatta per il riscaldamento e qualche esercizio specifico. I gradoni, per Lopetegui, servono solo a far sedere gli spettatori: e i giocatori sembrano esserne felici.
Fonte: Sky