di Vincenzo Letizia
Se il mercanteggiare svuota la rosa: il paradosso del Napoli tra esuberi e il tempo che stringe
C’è un limite sottile oltre il quale la prudenza finanziaria cessa di essere una virtù e diventa pura paralisi. Il dogma del “prima vendere e poi comprare” ha ormai contagiato le strategie del Napoli, trasformando la sessione di mercato in un esercizio d’attesa logorante e pericoloso.
Si comprende la necessità di fare cassa e far quadrare i conti, sia chiaro. Il paradosso, semmai, risiede nei cortocircuiti di questa strategia: mentre ci si affanna a cercare acquirenti per esuberi difficili da piazzare, si finisce per cedere — e pure bene — giocatori che alla causa azzurra sarebbero serviti eccome. L’addio di Gutiérrez, finito al Bayer Leverkusen, ne è la prova evidente: si sacrifica materiale umano prezioso e di prospettiva per far cassa, impoverendo l’organico anziché rinforzarlo dove serve.
Nel frattempo, le lancette scorrono spietate. Subordinare ogni singolo acquisto al completamento delle uscite significa consegnarsi mani e piedi all’imbuto di fine agosto. Tra trattative sfumate, tempi risicati e pretese dei club venditori, il rischio di trovarsi con il cerino in mano a pochi giorni dal gong finale non è più un’ipotesi, ma una minaccia reale.
Ed è proprio qui che entra in gioco il maestro dell’illusione: l’arte tutta nostrana di mettere in circolo nomi altisonanti, suggestioni da prima pagina drammaticamente vicine all’impossibile. L’ultimo della lista è Gabriel Jesus, profilo spendibile in piazza solo e soltanto a patto di incastrare un domino fantascientifico. Prima andrebbe ceduto Lukaku; poi si dovrebbe piazzare pure Lucca; dopodiché il brasiliano dovrebbe decidere d’incanto di ridursi lo stipendio a cifre da monastero e superare lo scoglio endemico dei diritti d’immagine. Un’acrobazia contabile e diplomatica talmente complessa che, a pensarci bene, si fa prima a dire che al ragazzo la pizza napoletana proprio non va giù e che difetta della “giusta napoletanità”.
Quando il mercato chiuderà i battenti e la rosa si ritroverà incompleta nei ruoli chiave, ad Aurelio De Laurentiis e al DS Giovanni Manna basterà attingere a questo repertorio di incastri mancati per sfoggiare il solito alibi preconfezionato: “Ci abbiamo provato in ogni modo, ma non ci sono state le condizioni”. Una battuta perfetta per far scorrere i titoli di coda, lasciando però la squadra tragicamente sola ad affrontare la realtà del campo.