Continua il teatrino dei nomi da novanta, sparati in prima pagina per accendere la fantasia e far salire le letture. Ma chi continua a cavalcare questa narrazione non sta facendo informazione: è complice di un’illusione consapevole. Nessuno, con un minimo di cognizione di causa, può credere davvero che certi profili siano compatibili con i rigidi paletti finanziari e i tetti agli ingaggi imposti dalla presidenza.
Ipotizzare acquisti palesemente irrealizzabili significa compiere un’operazione scorretta: trattare i tifosi da sprovveduti. La passione di chi segue la squadra non dovrebbe essere usata come merce di scambio per raccogliere qualche click in più o per riempire palinsesti estivi altrimenti vuoti. Serve un bagno di realtà e, soprattutto, molto più rispetto per chi ascolta, legge e continua a credere nella maglia. È tempo di smetterla di prestarsi a fare i soliti burattini del sensazionalismo e iniziare a raccontare il mercato per quello che è realmente.