Paolo Di Canio non si sorprende più di tanto per la partenza super della Lazio. Ne analizza gli ingredienti, li valuta e li mette insieme trovando una spiegazione chiara e convincente: “Gattuso ha pacificato la situazione in maniera netta, schietta, senza paternalismi né pietismi. Quando risponde a Fabiani sugli obiettivi del club dicendo ‘non illudiamo la gente’, non lo fa perché è contro il dirigente, ma perché sa cosa significhi mettere adesso pressione su questi giocatori – dice a margine della Sanremo Padel Experience – Sono arrivati da poco, molti sono quasi sconosciuti, ma sono giocatori che vogliono arrivare, che hanno fame e sanno di avere una grande occasione. Adesso non ci sono i tifosi all’Olimpico e credo che per alcuni di loro sia anche strano. Sono arrivati alla Lazio, in un grande club, magari provenendo da realtà molto diverse, e probabilmente immaginavano di trovarsi davanti quarantacinquemila persone e una Curva piena. Invece non hanno ancora potuto vivere tutto questo in casa. Però lo stanno vedendo in trasferta. A Udine, per esempio, sembrava che la Curva fosse stata trasportata lì, con il tifo e le coreografie. E allora un giocatore può anche pensare: ‘Se facciamo bene, magari questi tifosi tornano’. È una sfida in più, oltre a quella del campo: riportare la gente allo stadio”. Obiettivo difficilissimo, stando alla situazione che si è creata, ma non per questo non esaltante, per Di Canio, tanto quanto quello personale, più che legittimo: “Questi ragazzi hanno tutto l’interesse a farsi vedere, a mettersi in mostra. Devono dimostrare di poter rimanere alla Lazio e magari, un giorno, fare anche un ulteriore salto di qualità, farsi notare in Italia o da qualche grande club internazionale. Quando costruisci una squadra con giocatori di questo tipo, magari qualcuno avrà più carattere e qualcuno meno, qualcuno più personalità e qualcuno meno, ma una cosa la sai: a livello di atteggiamento e di voglia non ti tradiscono. Hanno tutti l’attitudine per stupire guidati da un allenatore che sa metterli in campo”.
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