SERIE A – Arbitri nell’occhio del ciclone, dopo i disastri combinati ieri

La domenica di serie A ha suscitato moltessime polemiche per i disastri combinati dagli arbitri nelle partite della sesta giornata, Madornali gli errori commessi in Como- Roma , in Lecce – Bologna – in Sassuolo – Milan  e in Cagliari – Juve, per non parlare di quelli visti negli anticipi di sabato in Inter – Parma e Napoli – Frosinone. Ovviamente una svista del direttore di gara ci può stare, essendo quest’ultimo umano e non un robot ma è inconcepibile che il Var non intervenga a correggere questi errori, dato che gli addetti, a Lissone,  sono stati messi lì per richiamare gli arbitri in caso di un evidente e chiaro errore, come recita il protocollo. Sul Lago, il fallo di Malen merita l’espulsione, ma prima andava punito un fallo sullo stesso attaccante olandese, poi c’era l ‘ammonizione o persino l’espulsione per il  difensore giallorosso Wesley, reo di aver abbattuto l’attaccante lariano Diao, lanciato a rete. A Lecce, vi era un potenziale rigore,  prima  assegnato ai salentini e poi revocato, per una precedente trattenuta di Esteban su Casale, secondo Pairetto. Poco dopo,  era da punire il fallo commesso da El Azzouzi ai danni di Ndri.  un netto fallo, molto pericoloso che avrebbe potuto portare conseguenze all’avversario. Ci sarebbe potuta essere anche l’espulsione che avrebbe, sicuramente, canbiato la partita. Nel match del Mapei Stadium, abbiamo notato un brutto intervento di Laurienté sul milanista Gila, fallo che andava pounito con il giallo, o addiritura col rosso  ma l’arbitro non ha fischiato nulla, col consenso del Var. Inoltre, i rossoneri lamentano due rigori che potevano starci. In Inter – Parma, il direttore di gara non aveva assegnato ai padroni di casa un evidentissimo rigore e stavolta, finalmente, il Var è intervenuto a correggere lo sbaglio. In Napoli – Frosinone il penalty concesso ad Hojlund è stato fin troppo generoso,una sorta di rigorino che Orsato aveva bandito. Insomma, aribtri nell’occhio del ciclone e Var assente. Di sicuro, la giornata nera degli arbitri italiani  non è stata una bella figura per i campionati esteri. Così non si può andare avanti, non vi è uniformità di giudizio  e spesso le interpetrazioni variano da un fischietto all’altro. Oltretutto ci si mettono pure gli addetti al Var che dormono.

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