Nel panorama del calcio sudamericano, Curitiba — capitale dello Stato del Paraná, in Brasile — occupa un posto del tutto singolare nella mappa del paranormale legato allo sport. Tra storie di complessi sportivi eretti a ridosso o sopra aree destinate in passato a sepolture e stadi storici caduti in rovina, la città è lo scenario di uno dei racconti più inquietanti: le partite disputate, o gli allenamenti svolti, alla presenza di spettatori invisibili.
Nel corso degli anni, l’attenzione dei media locali e degli appassionati di storie insolite si è concentrata sulle testimonianze arrivate da custodi, arbitri e addetti ai lavori che si sono trovati ad operare all’interno degli impianti della città nelle ore serali o durante sessioni a porte chiuse. Il fenomeno più ricorrente riguarda l’improvvisa eco di cori da stadio, urla di incitamento e passi rimbombanti lungo i gradoni di cemento completamente deserti.
Secondo il folklore urbano, le radici di queste manifestazioni risalirebbero alla complessa urbanizzazione della città tra il XIX e il XX secolo, che portò alla riconversione di vecchi terreni periferici e cimiteriali in strutture dedicate allo sport e agli eventi di massa. Giocatori e membri dei club locali hanno più volte raccontato la sensazione di essere osservati durante le sedute di rifinitura notturne, accompagnata da bruschi cali di temperatura e da luci che continuavano ad accendersi negli spogliatoi svuotati.
Che si tratti di echi acustici provocati dalla particolare struttura delle gradinate o della suggestione collettiva legata al fascino decadente degli stadi storici brasiliani, le “partite contro i fantasmi” di Curitiba rimangono una delle leggende più affascinanti e da brivido del calcio sudamericano.