TORINO – “Realismo, consapevolezza, concentrazione e ritmo. Ma anche pazienza e serenità”, è questa la cura-Allegri per una Juventus ancora alla ricerca di se stessa. Per cancellare quell’inedito e imbarazzante zero in classifica, serve una vittoria nell’anticipo di domani sera (20.45) allo Stadium contro il Chievo. “Bisogna essere realisti, stiamo attraversando un momento delicato – ammette il tecnico bianconero -. Niente ansia, ma abbiamo bisogno di punti: vediamo di fare i primi tre. Anche perché alla Juve non esistono anni di transizione. Abbiamo cambiato molto, ma qui si gioca sempre per vincere”. La Juventus addirittura non può permettersi di guardare oltre al Chievo: guai a farsi distrarre dall’imminente esordio in Champions League, martedì in casa del Manchester City: “Per un mese giocheremo ogni tre giorni. Non dovremo mai pensare alla partita successiva”, taglia corto Allegri.
Sotto con il Chievo capolista, allora, cercando di evitare un altro ruzzolone: “Quella di domani sarà una partita delicata. Dovremo essere molto bravi a difendere, come fino ad ora non abbiamo fatto se non a Shanghai. Loro hanno sei punti, vengono da due ottime partite. Cercheranno di vincere giocando con spensieratezza”. La stessa spensieratezza che Allegri vorrebbe vedere in Pogba, apparso un po’ appesantito da responsabilità assortite e, probabilmente, da certe maxi-valutazioni di mercato: “Paul è un ragazzo di 22 anni che come tale dovrebbe comportarsi, a costo di fare le cazzate tipiche di quella età. Deve riordinare le idee, ritrovare la tranquillità e vivere e giocare come quel ragazzo che è. Gli sono state addossate troppe responsabilità, ma lui deve fare come a Shanghai, né più né meno”.
Allegri svela tre undicesimi della formazione anti-Chievo, anticipando la probabile presenza di Mandzukic al fianco di Dybala, con Hernanes pronto a debuttare tra le linee del 4-3-1-2: “Domani torneremo alla difesa a quattro. Dietro ci saranno Barzagli (riposa Chiellini, in vista del Manchester City; ndr) e Alex Sandro e a centrocampo rientrerà Marchisio. Hernanes? E’ pronto, mentre Morata è ancora da valutare visto che nei giorni scorsi ha avuto un attacco febbrile. Quanto a Mandzukic, le punte si ricaricano segnando. Mario ha appena risolto un problema al gomito. Ha sempre segnato, lo farà anche quest’anno”. Passata l’emergenza a centrocampo, il tecnico livornese riscopre l’imbarazzo della scelta: un’ottima notizia sull’uscio di un ciclo di ferro di 7 partite in 22 giorni: “Ora ho più o meno tutti a disposizione, tranne Khedira e Asamoah, che ha giocato alcuni spezzoni di amichevoli ma non è ancora pronto – prosegue Allegri -. Ho più soluzioni tattiche, grazie a una rosa omogenea fatta di giocatori con caratteristiche diverse”. Compresi diversi volti nuovi, chiamati a imparare in fretta cosa significa giocare nella Juventus: “Ci vuole un pochino di pazienza, serve un periodo di adattamento – prosegue Allegri -. Le motivazioni non possono mancare quando si gioca in una grande squadra: i giovani e i nuovi si devono abituare”.
Per ritrovare se stessa, la Juve deve anche guardare al suo recente passato e tenere alta l’asticella delle ambizioni: “Questa squadra ha cominciato la stagione vincendo un trofeo, ma la Supercoppa di Shanghai è stata subito dimenticata – conclude Allegri -. Abbiamo il dovere di fare una grande stagione e di lottare in tutte e tre le competizioni, cercando a marzo di essere ancora in corsa su tutti i fronti”.
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- Protagonisti:
- massimiliano allegri
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