GENOVA – Ha messo paura all’Inter, pregustando magari in cuor suo uno sgambetto alla ‘squadra del cuore’ con la sua Sampdoria, a cui sta dedicando tutto se stesso. E piano piano, dopo una partenza negativa con lo 0-4 interno col Vojvodina che ha messo subito fine all’avventura in Europa League, Walter Zenga sta conquistando la fiducia dell’ambiente e dei tifosi: dopo sette giornate di campionato i blucerchiati sono al nono posto con 11 punti, dopo aver pareggiato con Napoli e Inter e aver battuto la Roma.
ZENGA: “SE ENTRAVA IL PALLONE DI MURIEL CON L’INTER ALTRA STORIA” – Certo, ci sono “più falchi che colombe”, come ha detto ieri, perché “nei miei confronti c’è prevenzione – ribadisce ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno – Un paio di giorni fa qualcuno ha scritto che sono abituato ai 40 gradi di Dubai e che i miei allenamenti sono soft. Ma sono tornato in Italia per sfidare me stesso e cercare di capire cosa sono ancora in grado di fare”. E alla Samp sta raccogliendo i frutti del suo lavoro, come dimostra la prestazione di ieri al ‘Ferraris’ contro i nerazzurri, forse la migliore da quando c’è lui in panchina. “La più bella Samp è quella che vince – ribatte l’ex Uomo Ragno – Io voglio vedere i tre punti in classifica, anche se poi le prestazioni portano i punti. Abbiamo analizzato la partita, l’Inter fa possesso palla e ha un centrocampo molto fisico, che fa valere la sua personalità, e noi abbiamo impostato una gara con Correa sulle tracce di Santon ed Eder a mettere in difficoltà Telles. Il nostro maggior rammarico è su quel diagonale di Muriel che è uscito di due centimetri: se facevamo il 2-0, la partita finiva lì. Secondo Ferrero è stata una rapina e dovevamo vincere 11-1? Io le parole del presidente le ascolto e non le commento, il mio presidente ha sempre ragione”.
“MOURINHO IL MIGLIORE PER EMPATIA CHE HA CON SQUADRA” – Per Zenga quella contro i nerazzurri è sempre una sfida speciale e anche oggi continua a definirsi “interista. Ma la mia seconda squadra è sempre stata la Samp, qui sento qualcosa. Se sogno ancora la panchina dell’Inter? Io considero il mio punto di arrivo la Sampdoria. Mi ha fatto piacere essere stato accostato alla panchina dell’Inter e che i tifosi nerazzurri mi abbiano salutato coi soliti cori, ma sono felice della mia esistenza”. Samp presente e futuro, insomma, anche quando Mancini lascerà la panchina dell’Inter. “Ha ancora due anni di contratto, per allora me ne sarò tornato a Dubai”, ride Zenga, che si ispira a Mourinho: “è il mio punto di riferimento nel bene e nel male, ha le capacità di gestire le situazioni più complicate e riesce a creare nelle squadre in cui va un’empatia pazzesca con lo spogliatoio. Se vogliamo parlare di Mourinho allenatore basta guardare ai trofei, veniva da una non carriera di giocatore e ha portato il Porto a vincere. Poi all’Inter ha avuto una annata dove ha vinto tutto, come comunicazione è il numero uno, potrebbe fare il professore universitario”.
“CON GIOCATORI CI DICIAMO TUTTO, CASSANO NON E’ ANCORA PRONTO” – E forse proprio sulla scia di Mou ha instaurato un feeling particolare con i suoi uomini. “Tra me e i giocatori si è creato un rapporto di onestà, aperto al 100%, in cui ci diciamo tutto e viene condiviso tutto. Un allenatore incide molto se riesce a trovare il cuore di una squadra e io penso di averlo trovato. Della difesa di ieri l’anno scorso c’era solo il portiere, a metà campo c’era solo Soriano, abbiamo cambiato tanto inserendo molti giovani. E giocatori come Eder e Soriano sono diventati straimportanti per noi, perché si sono adattati e hanno dato ancora di più per aiutare la squadra a uscire da un momento difficile, dopo il preliminare di Europa League”. Tra le note positive in casa blucerchiata il centrocampista brasiliano Fernando. “Ha 23 anni, è giovanissimo. Lo abbiamo voluto perché contiamo molto su di lui, lavoriamo su di lui perché sia più determinante nelle verticalizzazioni, ieri ha fatto assieme a Soriano e Barreto una partita sontuosa, hanno corso più di 10 km a testa giocando mille contrasti e ribaltando tante situazioni”, evidenzia il tecnico della Samp, che aspetta ancora un certo Antonio Cassano. “Bisogna valutare il fatto che Antonio ha giocato l’ultima partita da titolare a gennaio, si è allenato per conto suo ma questo non vuol dire che sia in forma per giocare”.
“SERIE A CAMPIONATO PIU’ DIFFICILE MA GLI STADI…” – L’allenatore della Samp, che ha avuto diverse esperienze professionali in campionati esteri, dà poi un giudizio sulla Serie A, dove ad oggi non c’è una candidata più forte di altre per lo scudetto. “Forse non è il campionato più bello ma è quello più difficile, vedi le sconfitte di Torino e Sassuolo con Carpi ed Empoli. Ma ci sono ancora gli stadi del 1990… Difficile capire chi è la favorita. Ho incontrato Napoli, Roma e Inter – conclude Zenga – e finora quella che mi ha impressionato di più è la Roma”. sampdoria
- Protagonisti:
- walter zenga
Fonte: Repubblica
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