Berlusconi con Maldini (ansa) MILANO – Il loro slogan è “Uniamo le forze e saremo leader”. Perfetto per una operazione che vede un gruppo di aziende cinesi allearsi per riportare il Milan sul tetto d’Europa. Lo si legge nei poster di TCL Corporation, terzo produttore al mondo di televisori, ma dalle cui fabbriche escono anche telefonini, elettrodomestici di ogni modello e dimensione, climatizzatori che vengono distribuiti in oltre 160 paesi. Un gruppo con interessi che si stanno allargando anche al mondo dell’intrattenimento, tanto da aver deciso di sponsorizzare il Chinese Theatre sulla walk of fame di Hollywood.
TCL è il primo nome confermato del gruppo di aziende che ha deciso di finanziare il fondo Sino Europe, destinato destinato diventare il nuovo proprietario del Milan, alla firma del contratto definitivo previsto per la metà di novembre. Un gruppo la cui solidità dovrebbe diradare le incertezze e i timori dei tifosi tifosi e i più scettici tra gli addetti ai lavori. Vista dall’Italia TCL è sicuramente un colosso: con 16 miliardi di euro di fatturato (di cui la metà all’estero), 75mila dipendenti, è il terzo gruppo cinese per numero di brevetti. Nato nel 1981, è una delle tante aziende controllate dal governo di Pechino ma partecipato da privati. Particolare non secondario, la sede del gruppo si trova nella regione del Guandong, da cui proviene anche Yonghong Li, presidente del fondo Sino Europe, che prima di ferragosto ha firmato in Sardegna con Silvio Berlusconi il contratto preliminare per la cessione del Milan.
TCL farà parte della lista che il prossimo 20 ottobre verrà consegnata al fondatore di Fininvest e che conterrà anche tutti gli altri nomi degli investitori cinesi che hanno deciso di spendere 740 milioni (compresi i 230 milioni di debiti) per poter disputare il derby orientale contro l’Inter, finito nelle mani del gruppo Suning. Il cronoprogramma prevede che Marco Fassone, prossimo amministratore delegato del Milan, vada in Cina la prossima settimana per preparare l’incontro tra vecchio e nuovi proprietari. Nonché definire gli ultimi dettagli in vista della firma del contratto, prevista per la metà di novembre. Giusto in tempo per il primo derby made in China.
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Fonte: Repubblica


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