Danilo festeggia il suo gol vittoria contro il Bologna (Getty)
Lo smartphone gli scotta, in mano. “Hai ricevuto tanti messaggi?!”. Danilo non alza nemmeno lo sguardo dalla tastiera ma replica sincero: “Sul gruppo WhatsApp dell’Udinese mi prendono un po’ in giro… dicono che ho avuto parecchia fortuna nel gol”. Gol? Autentico Golazo, forse il più bello della stagione di A fino a questo momento: semirovesciata altamente acrobatica e palla che s’infila praticamente all’incrocio con Mirante battuto, impotente. Il tutto al ’92 di un match che sembrava non sbloccarsi mai e poi mai. E poi? La reazione del brasiliano è di chi non ci ha capito più nulla: corsa folle di 110 metri da una parte all’altra dello stadio per festeggiare sotto la propria curva bianconera e baciare quello striscione ad hoc che sembrava scritto apposta: “120 anni di orgoglio, storia e tradizione”. Per un compleanno festeggiato alla grandissima. Ma non è finita. Dall’euforia alle lacrime, Danilo si commuove in diretta, ai microfoni di Sky Sport. “Oggi sono molto emozionato. Noi brasiliani stiamo passando un momento difficile, questa vittoria è sì per i nostri tifosi e per il nostro compleanno, ma soprattutto per la Chapecoense. Tutti quanti abbiamo perso degli amici, io sono arrivato a 27 anni in Italia e avevo anche giocato contro quell’allenatore. E’ dura quando stronchi un sogno. Loro erano una piccola squadra, ma erano vicini a un traguardo immenso. Posso solo dire ‘forza’ alle famiglie delle vittime e ai tifosi della Chapecoense. Noi brasiliani dobbiamo stare sempre vicini”.
Le immagini di Udinese-Bologna scorrono in tv, smartphone in tasca e occhi incollati sullo schermo. “Aspetta che me lo rivedo…”. Danilo osserva e ammette: “Dicevano fortuna, eh? A me pare troppa fortuna!”. E si ride. “No, davvero, non mi sarei mai sognato di realizzare una rete del genere”. Poi il discorso cambia e l’aria si raffredda un pochino, mai quanto il gelo di una Udine alle 23 di un 5 dicembre. Perché il capitano dell’Udinese Danilo è stato protagonista anche in negativo qualche settimana fa, prima della sfida di Cagliari: tre compagni azzoppati in allenamento e rispostacce a Delneri. Troppo nervoso? Fascia da capitano immeritata? Ma lui chiude come aveva aperto, con la massima sincerità: “Io sono umano, ho il sangue caldo e ogni tanto mi vengono colpi di testa, però sono capace di dire scusa e voglio dire grazie ai tifosi per questo. Oggi abbiamo dimostrato di non mollare mai”. E di segnare anche gol bellissimi e impossibili. Fortuna? Quella non guasta mai.
Fonte: SkySport
