A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Fabio Cannavaro, ex calciatore
“Quando vedo quelle immagini in cui alzavo la coppa da capitano dell’Italia mi emoziono e forse ora più di allora. Sono cambiato, ora sono più maturo ed è per questo che mi emozionano molto quelle immagini.
Sia nell’82 che nel 2006 l’Italia ha dimostrato di essere una grande squadra tirando fuori la qualità del nostro calcio. L’Italia resta un Paese importante nel mondo del calcio.
L’Italia di oggi presenta delle novità. Nonostante delle esclusioni, Prandelli ha sicuramente fatto le scelte migliori. L’Italia sta cambiando, ma può far bene. La convocazione di Insigne fa piacere perché quest’anno ha dimostrato il suo valore. Certo, deve migliorarsi e può crescere ancora. La convocazione non è un premio per ciò che ha fatto perché in Brasile dovrà dimostrare tutto il suo valore.
Prandelli? Il selezionatore è un ruolo difficile perché non mette mai d’accordo tutti. Prandelli sta cercando di ricostruire una squadra e portare avanti un progetto. Non dimentichiamo che è arrivato secondo all’Europeo. Si, l’Italia deve vincere, ma il tecnico sta facendo un buon lavoro.
Il clima in Brasile conta poco, non credo che le scelte siano state fatte in base all’ambiente che troveranno i calciatori. Prandelli ha scelto in base a quello che i calciatori hanno espresso in campionato e cosa hanno fatto vedere nel ritiro. Mi spiace per Maggio, ma questo è il Mondiale.
Ho sentito Montolivo, gli ho fatto il mio in bocca al lupo perché questi momenti li ho vissuti prima di lui. L’importante è ritornare più forte di prima.
Buffon è un portiere e in quanto tale è avvantaggiato e sì, mi ha strappato il record di presenze nell’Italia. Per me è stato un motivo di orgoglio indossare tante volte la maglia della Nazionale.
Il record di presenze nell’Italia da capitano? I record nascono per essere battuti. La cosa che fa piacere e che tutti dimenticano è che io provengo dalle strade di Napoli e sono arrivato al alzare la coppa del Mondo da capitano.
Non credo affatto che Destro abbia rifiutato la maglia dell’Italia perché ricopriva il ruolo di riserva. Vivere il Mondiale è un qualcosa di fantastico.
Il mio futuro? Ho fatto il collaboratore, ho lavorato in uno staff e questo è stato importante. L’idea è quella di tornare, rimettermi in discussione e trovare una squadra da allenare, ma non necessariamente in Italia”.
Il presente comunicato è stato inviato da Crc. Si declina ogni responsabilità dal contenuto dello stesso