3′ rig. Van Persie, 16′ Blind, 91′ WijnaldumGuarda la cronaca del match

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“Un guerriero della luce ha sempre una seconda opportunità nella vita”
Ancora nell’incubo – Due gol in 16′, un rigore contro inesistente (segnato da Van Persie) ma un’espulsione (a Thiago Silva) sacrosanta non comminata. Un compromesso che avrebbe avvantaggiato il Brasile se solo la difesa della Seleçao non fosse ricaduta nel disordine tattico, nella mancanza di interazione e comunicazione tra i singoli che ha portato al raddoppio di Blind dopo un pallone inopinatamente rimesso in mezzo da un colpo di testa difensivo di David Luiz. Thiago Silva è servito a limitare un passivo che, forse, nel primo tempo, sarebbe potuto essere più ampio, ma che è stato incrementato nel finale dal gol di Wijnaldum.
Bella e solida – E pensare che l’Olanda era partita con l’handicap dopo aver perso Sneijder per un infortunio muscolare nel riscaldamento, sostituito egregiamente da De Guzman e con un Robben in straordinaria serata, vera spina nel fianco della retroguardia verdeoro. Una menzione per un campionato del mondo giocato sopra le righe va a Vlaar e Blind, appunto, due dei difensori della scuola olandese, sinonimo non più soltanto di calcio totale e offensivo ma anche di solidità difensiva.
Impegno e rifondazione – Neymar, tornato in campo (solo in panca e non arruolabile) ha sorriso ai fotografi nell’immediato prepartita e ha potuto soltanto tentare di incoraggiare i compagni che, quantomeno, si sono spesi sul fronte dell’impegno. E’ evidente che questa Seleçao resta da rifondare nello spirito e nella mentalità e sarà un altro ct e non Scolari a farlo dopo questa nuova sconfitta.
L’Olanda chiude il Mondiale da imbattuta nei 90′. Un risultato da cui ripartire per provare, in futuro, a cancellare un errore storico e incomprensibile che vede gli Oranje, che spesso hanno dettato le linee guida del calcio mondiale, ancora senza un titolo di campioni.