Il graffio di Corbo: “Napoli, non comprare tanto per farlo. Zuniga e Hamsik nuovi acquisti”

Dove  finisce il mondiale, ricomincia un calcio ossidato da affarismo isterico e faraonica irresponsabilità. Il Barcellona invia per Luis Suarez 81 milioni al Liverpool, che lo pagò appena 21. Chissà che pensano i 108mila soci del club catalano, finora modello di azionariato popolare.
Il morso a Chiellini in mondovisione, la recidiva con Ivanovic, una lunga squalifica e la incerta coesistenza tattica con Messi e Neymar: tutto questo non ha fermato il Barcellona, solo placato i tifosi turbati dal sorpasso in Champions e Liga di Real e Atletico. Bisognava far qualcosa di eclatante. E s’è visto. Ma con quali risultati, si vedrà. Luis Enrique ha idee di gioco, probabile capacità, ma non si è dimostrato a Roma allenatore intuitivo e flessibile. Lì aspettano l’erede di Guardiola
La piazza prevale sulla logica, anche nella debole economia spagnola. In Italia, peggio. Il mercato è alla paralisi. I club in rosso. L’arida serie A, assente nelle finali europee, è terra di conquista: 5,4 su 10 sono stranieri, spesso modesti. A quanti italiani tolgono posto e futuro, quanti ragazzi sono costretti ad emigrare?
Un miliardo di proventi tv tollera la dissennata gestione. La Germania svetta non a caso: si è data un programma a lunga scadenza per corroborare con fantasia e buona tecnica nei settori giovani la struttura tattica già solida. Ma soprattutto ha rifatto gli stadi, che sono sempre pieni. Oltre che comodi, eleganti, sicuri. Nel fatturato dei club il botteghino supera il 40%. Sarà forte la Germania anche quando Sky e altre emittenti dovessero studarsi per puntare su altri serbatoi di pubblicità.
In Italia l’incasso di biglietti e abbonamenti sfiora il 12%. La Juve ha un suo stadio ed ha elevato gli introiti. A Napoli gli accordi sul San Paolo sono al centro di un annoso e irrisolto dibattito. Visti i tempi, il Comune risolverà prima altri nodi: traffico, igiene ambientale e sicurezza degli immobili. Ma De Magistris non promise dal primo giorno del suo mandato stadi da sogno?
Nato senza debiti nel 2004 il Napoli, in attivo, sopporta gli sprechi del passato: ha 20 giocatori in più, torna persino Donadel gioiello da un milione netto l’anno. Se Vargas e Dzemaili dopo un decoroso mondiale non trovano buone offerte, che dire dell’Ufficio Vendite? E Behrami pone un dubbio atroce: è da regalare? Benitez è pronto ad un colloquio che valuti la possibilità di recuperarlo o l’irrequieto mediano elvetico è già con la testa altrove? Magari spera di essere ceduto per pochi spiccioli, ottenendo a sua volta un ingaggio più alto.
Circolano intanto molti nomi. Ovvia la raccomandazione dei tifosi: comprare per comprare non vale. Acquisti sì, ma di superiore qualità. Chi parte, lasci il posto ad elementi migliori.
Zuniga può considerarsi un acquisto. L’altro si chiama Hamsik: cresta o non cresta, è l’anno della verità.

Antonio Corbo Blog

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