TORINO – Urbano Cairo può tirare un sospiro di sollievo, finalmente il calciomercato è finito e il presidente granata potrà rilassarsi un po’. Alla fine, dopo quella di Immobile, è arrivata anche la sofferta cessione di Alessio Cerci, accasatosi all’Atletico Madrid, ma il Toro può ripartire da una nuova coppia offensiva, Amauri-Quagliarella. “Non era scontato che Cerci alla fine partisse, anche se lui ci teneva – ammette Cairo all’indomani dell’affare concluso coi Colchoneros – la cessione si è concretizzata nella giornata di domenica: prima c’erano state solo molte parole, senza offerte concrete. La mia volontà era di non cederlo l’ultimo giorno, ma le dinamiche del mercato hanno portato in questa direzione”.
“IL CAMPO DIRÀ SE ABBIAMO LAVORATO BENE” – “Voti al calciomercato non ne voglio dare, sarà il campo ad esprimere giudizi – nicchia il presidente del Toro, in occasione della conferenza stampa che annuncia il rinnovo dell’accordo con lo sponsor Beretta – per scaramanzia preferisco non dire nulla riguardo ai possibili obiettivi. In questi due anni abbiamo speso circa 39 milioni, incassandone 42: lo sbilancio è positivo per circa 2,6 milioni. L’inizio è stato positivo, siamo approdati ai gironi di Europa League e domenica abbiamo disputato un ottimo match contro l’Inter. Abbiamo in squadra una decina di giovani di prospettiva, alcuni dei quali non li abbiamo ancora visti. Accanto a loro ci sono calciatori esperti, che possono esser loro di grande aiuto. In tutto questo abbiamo anche prodotto dei buoni giovani del vivaio: ci sono 11 calciatori in prestito ad altre società per crescere”.
“ZAPATA? AMAURI ERA GIÀ LA NOSTRA PRIMA SCELTA” – Dei tanti giovani alla corte di Ventura, sono diversi che stuzzicano la fantasia di Cairo, che però non si sbilancia: “Secondo me ce ne sono molti che potrebbero sorprendere, ma io preferisco parlare di squadra e non di singoli – dice il n.1 granata prima di soffermarsi su Amauri – è un giocatore che si adatta molto bene alle caratteristiche richieste dal nostro mister. Nelle ultime due stagioni ha segnato 10 gol all’anno. Ha molta voglia di mettersi a disposizione e sono convinto che potrà fare bene con la maglia granata. Duvan Zapata? Era un calciatore che il Napoli non avrebbe ceduto. In più la nostre preferenza era per Amauri, che garantiva maggiore esperienza”.
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