CAGLIARI – Da un rigore a un altro. Era da un rigore di Pinilla, che valse tre punti alla fine dell’aprile scorso su un lanciassimo Parma, che il Cagliari non vinceva in casa. Nove mesi: un parto!
CESENA DISTRATTO – C’è voluta la confusione mentale del Cesena, le sue iniziali e gravi amnesie difensive, per riallacciare un filo reciso troppo tempo fa. Il Cesena ha giocato poi un secondo tempo garibaldino, rischiando tanto dietro, ma facendo marcare nel finale un predominio netto. Non basta: Di Carlo ha avuto di più nei tre elementi subentrati che da coloro che aveva scelto all’inizio. Un elemento su cui ragionare, in particolare sulla scelta di un Rodriguez punta centrale che ha regalato un uomo agli isolani.
OTTIMO EKDAL – Zola pesca meglio dalla panchina, nella reciproca difficoltà di disegnare una formazione tipo. Il forcing dei secondi 45′ dei romagnoli non hanno comunque costretto il debuttante Brkic a fare gli straordinari. Solo uscite efficaci e parate su tiri centrali per il portiere appena arrivato. Match non bello, ma era prevedibile, che si apre con tanto vigore e molta corsa là dove la tecnica non può. Joao Pedro e Donsah, titolari per necessità ma anche per un pizzico di virtù (soprattutto vale per il ghanese) non tradiscono. La loro energia, la loro voglia applicata probabilmente all’incoscienza, aderisce perfettamente alla fame di punti del Sant’Elia. Con la complicità, lo abbiamo detto, della difesa ospite. Due guizzi, nel frullatore di gioco, ancora più impreciso e frenetico per colpa del vento e del manto erboso irregolare. Un giocatore tra tutti: Albin Ekdal. Lo svedese, chiamato a fare “il Cossu”, cioè il trequartista che parte dal lato, risponde presente, costruisce dal nulla il primo scossone, filando via tra la leggerezza di Cascione, l’incertezza fatale di Giorgi e l’assenza di Capelli per essere travolto in modo irregolare da Giorgi stesso, davanti a Leali. Rigore. Lo specialista che non ti aspetti, Joao Pedro, calcia in modo sconcertante, sul ventre di Leali, ma sfrutta il tap-in.
DOPPIO VANTAGGIO – Il gol è lo spartiacque del match. Dà vigore a chi ce ne mette di più, nella generale incertezza e fa cadere nello sconcerto (alla fine decisivo) i bianconeri. Prima della mezz’ora, infatti, l’ennesima dormita generale della difesa romagnola, è una sentenza. Donsah chiede triangolo a Joao Pedro, il passaggio di ritorno è una chicca, il diagonale è da manuale. Due a zero. Finita. Il Cagliari alza il livello del contrasto, il Cesena reagisce solo di riflesso. Non c’è convinzione: lo si vede allo scadere quando Cascione alza dal centro dell’area un piattone destro favorevolissimo, lo si nota in Brienza che sbaglia tutto quello che tocca, nella sua regia da trequartista.
LA RIPRESA – Ripresa da Casinò. Persa per persa, il Cesena attacca. Il Cagliari trova nel risultato la serenità per palleggiare meglio ma il killer istinct, quello, lo si deve avere. Non lo si impara sui libri o in allenamento. Non si contano i contropiede che potrebbero porre il sigillo alla partita, Longo lavora tanto ma sotto porta evapora. Caio Rangel subentrato a Joao Pedro non gli è da meno. Di Carlo rispolvera tardi Djuric, il bosniaco cambia la partita, con le sue spizzicate, la sua presenza fisica. Ma è tardi. Brienza firma il 2 a 1 e, nella lettura complessiva della gara, è un’amara aggravante.
Cagliari-Cesena 2-1 (2-0)
CAGLIARI: Brkic 6.5 – Balzano 6 (59′ Pisano 6), Capuano 5, Rossettini 6.5, Avelar 6 – Dessena 6, Crisetig 6, Donsah 6.5 – Ekdal 7.5, Longo 6.5, J. Pedro 7 (67′ Caio Rangel 5.5). All. Zola
CESENA: Leali 6.5- Capelli 5.5, Volta 5, Magnusson 6 – Giorgi 5 (80′ Carbonero 6), Defrel 5, Cascione 5.5, Valzania 6 (73′ Pulzetti 6), Mazzotta 6 – Brienza 6, Rodriguez 5 (72′ Djuric 6.5). All. Di Carlo
ARBITRO: Rizzoli 6.5 di Bologna
RETI:11′ Joao Pedro (rigore). 27′ Donsah; 89′ Brienza
NOTE: recupero 2′ e 4′. Ammoniti: Volta, Giorgi, Valzania.
serie A
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