ROMA – Quella per Hoedt doveva essere una trattativa lampo. O almeno questa era l’idea della Lazio. Le premesse per riuscirci teoricamente c’erano tutte: il giocatore in scadenza di contratto, l’esborso minimo che comportava l’operazione, il buon lavoro dietro le quinte del club biancoceleste con l’entourage del difensore e, soprattutto, la sua stessa volontà di vestire la maglia della Lazio. Praticamente un calcio di rigore a porta vuota. Ma poi, nella realtà, quella porta vuota è stata occupata da un portiere e il rigore si è trasformato con il passare dei giorni in un calcio di punizione dai 30 metri, con tanto di folta barriera. È questa, al momento, la fotografia della situazione.
HOEDT MERCOLEDÌ A ROMA PER LA FIRMA DI UN PRE-CONTRATTO – La fase di stallo che si è creata dopo il dietrofront dell’Az di inizio settimana scorsa (quando prima ha accettato la proposta biancoceleste e poi ha ritrattato tornando sui propri passi) si romperà tra martedì sera e mercoledì mattina: il 20enne difensore olandese volerà fino a Roma – approfittando del giorno di riposo fissato dall’Az – per mettere la firma su un pre-contratto vincolante che sarà poi depositato eventualmente il 2 febbraio e lo legherà alla Lazio a partire da giugno. Questo impedirà all’Az di avviare trattative con altri club per la sua cessione, una mossa chiaramente strategica, per tentare di forzare la mano e obbligare gli olandesi (che chiedono 1,55 milioni) ad accettare la proposta di 1, 275 milioni presentata ufficialmente da parte della Lazio. Che non intende mettere un euro di più per portare il giocatore a vestire la maglia biancoceleste in questa sessione di mercato. Piuttosto preferisce aspettare ancora qualche giorno, vedere come si evolve la situazione, e nel caso virare su altre piste e prendere Hoedt a giugno sborsando solo i 500mila euro di premio di formazione. L’Az non ha gradito questa strategia, ma i dirigenti biancocelesti sono abbastanza fiduciosi che alla fine l’operazione possa andare in porto già in questo mese.
LOTITO SUGLI ARBITRI: “FACCIO PARTE DELLE ISTITUZIONI, NON POSSO LAMENTARMI” – Il presidente Lotito, ai microfoni di Radio2 non si sbilancia: “Io non faccio il mago. Per fare un contratto ci deve essere un incontro di volontà delle parti, che sono tre: quella della Lazio, che esiste, quella del club di appartenenza che allo stato non mi risulta abbia firmato un contratto e quella del calciatore che potrebbe esistere”. La sensazione è che tutto sarà portato ancora per le lunghe, anche perché la società biancoceleste non sta ancora approfondendo i discorsi per le varie alternative (si parla più che altro di prestiti) tra cui Paletta e Felipe del Parma, Jemerson dell’Atletico Mineiro e Doria del Marsiglia. Lotito è poi tornato a parlare della sconfitta con il Napoli e delle dichiarazioni di Pioli sulla direzione arbitrale: “Il tecnico ha detto che chi si lamenta qualcosa ottiene? Io confido nella terzietà degli arbitri, li ho sempre difesi, anche perché faccio parte dell’istituzione. Questo è uno degli svantaggi, non potersi lamentare. Però sono convinto, lo dico sempre: l’importante è che errare è umano, perseverare è diabolico”. Un po’ come l’errore di portare fino all’ultimo giorno una trattativa di mercato e rischiare di restare con il cerino in mano. Un errore già commesso dalla Lazio in passato. Anche in questo caso perseverare sarebbe davvero diabolico.
serie A
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Il tecnico dei rossoblù si ritrova a commentare un altro ko esterno dei suoi maturato nella fase conclusiva della partita: “Pur con tante assenze abbiamo dato…