Dopo la Caporetto interna contro la blasonata e favoreggiata Juventus, la pressione sulla squadra azzurra era enorme e gli uomini di Benitez erano chiamati a sfoggiare una di quelle prove di sostanza contro una squadra, la Lazio, in grande forma e inondata di motivazioni derivanti da prestazioni convincenti e dalla conquista di una posizione di classifica probabilmente inimmaginabile a inizio stagione. E’ vero che a causa dell’ indisponibilità di alcuni tra i biancocelesti più rappresentativi Pioli non aveva potuto schierare l’ undici titolare, ma è altrettanto vero che spesso in Campionato i partenopei sono venuti meno proprio nei momenti clou, quelli in cui vincere rappresentava un imperativo, motivo per il quale è facile capire quanta tensione regnasse tra le maglie azzurre e quanta curiosità ci fosse invece tra la tifoseria, gli addetti ai lavori e la Società stessa nell’ assistere all’ esordio in campo del neo acquisto Ivan Strinic. Ingaggiato dal Napoli il 5 gennaio scorso, il ventisettenne croato era giunto in città quasi in sordina, e se consideriamo l’ accoglienza riservata a Manolo Gabbiadini dai supporters azzurri che per dargli il benvenuto avevano letteralmente invaso Capodichino, ci rendiamo conto che l’ acquisto dell’ ex esterno del Dnipro, chiamato a coprire quella fascia sinistra lasciata pressoché sguarnita da un Ghoulam volato in Africa per difendere i colori della sua Nazione, aveva lasciato quasi indifferente l’ ambiente. Si sa, quando un nome non è altisonante non provoca quel brivido che cattura l’ attenzione, ragion per cui senza manco vedere il ragazzo all’ opera c’era già qualcuno che mugugnava immaginando di trovarsi davanti all’ ennesimo flop dell’era Bigon, “D’ altra parte un giocatore semisconosciuto e per di più reduce da un infortunio che garanzie può dare?” … Ma il biondo Strinic, che, complice anche la squalifica di Britos (Evviva Dio), per scelta quasi obbligata il tecnico Rafa Benitez ha dovuto schierare titolare, nella delicata trasferta di Roma ha lasciato a bocca aperta un po’ tutti evidenziandosi per concentrazione, precisione nelle chiusure ma soprattutto per la personalità palesata in una gara d’ esordio, contro un avversario ostico e in modo particolare nel dialogare abilmente con compagni di squadra che fino a pochi giorni prima aveva visto solo in fotografia ma con i quali, a vederlo nel lunch match dell’ Olimpico, sembrava aver fatto l’ asilo assieme. Non v’è dubbio! Una piacevole sorpresa per tutti … per tutti tranne che ovviamente per Candreva, il quale con molta probabilità non credeva di doversi imbattere in un atleta di tale spessore e di doversi scontare con un muro rivelatosi in parecchie occasioni invalicabile … Il sopracitato centrocampista laziale si ricorderà a lungo del croato dal fisico possente che gli ha letteralmente tarpato le ali impedendogli di creare seri grattacapi al portiere Rafael, dominando perentoriamente sulla sua fascia di competenza. Promosso a pieni voti dunque, alla sua prima uscita, Ivan Strinic! La sensazione è che il Napoli abbia finalmente scovato un elemento prezioso che darà una grande mano alla squadra sia in fase difensiva che in fase offensiva, non dimentichiamo che visti i centimetri egli potrebbe rivelarsi utile anche sui calci piazzati, attendiamo ovviamente le prossime prestazioni per una visione più completa del terzino … Ma se le premesse sono queste ci sentiamo di essere fiduciosi e riteniamo di trovarci dinanzi ad una atleta dalle innegabili qualità e di sicuro rendimento.
Tilde Schiavone – Pianetazzurro
