Milan e Inter, crisi senza aiutini della superbanca europea

Un presente da dimenticare con 52 punti in due, tre in più della sola Juve. Il calcio milanese voterebbe per saltare un giro nelle competizioni europee per ricostruire un futuro di nuovo vincente. L’Inter con il Mancio. Il Milan cambiando tutto?

Milano nel calcio voterebbe come la Grecia per l’Europa: preferirebbe uscire, saltare un giro, magari per ricominciare, non da zero, ma da quella straordinaria collezione di successi che riporta però al passato, non al futuro, tutto da costruire. Il presente è assolutamente da dimenticare: cinquantadue punti in due, appena tre più della Juventus capolista, l’autostrada tra Milano e Torino non è apparsa mai così lunga. Interminabile, più o meno come agli inizi degli anni ’80. Poi arrivarono Berlusconi e Trapattoni, due milanesi autentici, e un rinascimento sfarzoso per il Milan e uno – in formato meno irripetibile – per l’Inter. Un paradosso che l’ultima disgrazia interista sia legata al Toro e l’ennesimo processo milanista sia cominciato a Roma.

Ora tutti in cantiere, a rifinire il possibile, proprio come sta facendo la città prima dell’Expo, la vetrina dalla quale il calcio non può mancare. L’Inter ha anticipato i tempi, cambiando architetto: Mancini si preoccupa di colonne e capitelli, al Milan sono tentati di ripartire dalle fondamenta. Non parlate a Galliani di alternative a Inzaghi, ma quella di martedì resta una linea di confine: o si va avanti almeno in coppa Italia, o si rivoluziona tutto. Abbandonare l’Europa magari si può, uscire dal gioco del campionato è assolutamente vietato. Restano otto giorni per intervenire sui mercati. Senza aiutini dalla superbanca europea, ma anche senza nessuno che, come accadeva un tempo, possa dire: “ghe pensi mi”

Fonte: SkySport

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