Cecchino – Sì perché Pogba non si limita a segnare gol banali. Spesso le sue zampate hanno avuto il merito di aprire le marcature. Altre volte hanno risolto partite ingarbugliate. La prima rete in stagione è valsa il pareggio a Reggio Emilia contro il Sassuolo dopo il vantaggio di Simone Zaza. Poi c’è stata la doppietta nel 3-0 in casa della Lazio. Infine i gol che hanno spianato la strada ai successi contro Napoli, Hellas Verona e Chievo. Ma il vero capolavoro di Pogba, finora, è la rete del definitivo 3-2 in Champions contro l’Olimpyacos. Un tiro dal limite dell’area che ha regalato alla Juventus un pezzo consistente di qualificazione agli ottavi di finale. L’unico gol non determinante, per così dire, il francese l’ha segnato in Coppa Italia nel 6-1 contro l’Hellas Verona.
Non di sole reti – I gol di Pogba sono frutto di una crescita costante cominciata tre anni fa, quando ha messo piede a Torino, e giunta fino ad ora. Antonio Conte lo ha forgiato, Massimiliano Allegri lo ha continuato a valorizzare fino a farlo diventare il centrocampista più ambito dai paperoni d’Europa. Pogba adesso è un leader indiscusso della Juventus. In campo entra in tutte le azioni. È veloce e potente. Tecnico e fisico allo stesso tempo. E poi è prolifico davanti alla porta. I suoi gol ora valgono milioni. Perché sono belli. Ma anche perché sono efficaci.

