Lazio-Genoa: è la sfida dei protagonisti inattesi

Partiti da comprimari, ora Mauri, Parolo, Falque e Perotti sono le rivelazioni delle due squadre. Il capitano della Lazio è il capocannoniere biancoceleste, dietro di lui Parolo. Dopo tanti infortuni, “El Monita” Perotti sta ritrovando il passato perso

La prima grande squadra che si avvicinò a Iago Falque fu il Real Madrid. Lo corteggiarono a lungo quando aveva solo 11 anni. Lui però scelse il Barcellona “perché erano più simpatici”. Storia opposta per Marco Parolo. L’attenzione su di lui si è accesa dopo anni di gavetta sui campi di provincia. Duro lavoro che l’ha portato anche in Nazionale. Questa è Lazio-Genoa: la partita dei protagonisti inattesi.

Falque, il talento di un giramondo A 18 anni lo spagnolo era stato già al Barcellona e alla Juve. Per molti era un predestinato, ma nessuno gli ha mai dato un’occasione. In blaugrana ha scalato tutta la cantera, ma non è mai stato convocato in prima squadra. Fu acquistato dai bianconeri appena maggiorenne, ma tra Torino e Bari (dove giocò in prestito) non è riuscito a marcare neanche una presenza in serie A. Così è cominciato il giro d’Europa in cerca di un’opportunità: Tottenham, Almeria e Rayo Vallecano prima di arrivare al Genoa. Di lui si diceva che era un buon giocatore. Poi è arrivato Gasperini e quel talento ha potuto esprimersi a 25 anni. Ora è il vice cannoniere della squadra con cinque gol.

Parolo, una vera vita da mediano – Al termine di un’amichevole estiva tra Fiorentina e Verona, l’allora tecnico viola Cesare Prandelli esordì in sala stampa dicendo: “Dovremmo avere tutti la grinta di Parolo, che gioca due categorie sotto di noi”. All’epoca Marco Parolo era solo uno dei tanti giocatori della Lega Pro. Sicuramente volenteroso. La sua è una storia di gavetta e sudore. Ha corso tanto per arrivare in serie A e una volta conquistata non l’ha lasciata. Al gioco di rottura ha abbinato anche la vena da goleador grazie al suo tiro preciso e potente. Al primo anno al Cesena ne realizzò cinque, fino al record massimo di otto al Parma. Così sono arrivate le convocazioni in Nazionale (sempre con Prandelli) e l’approdo alla Lazio. Da rincalzo, Parolo si è ritagliato un ruolo da protagonista a suon di gol. Al momento ne ha firmati cinque, ma il numero è destinato a salire.

Perotti, il campione di cristallo – Quando il ct Diego Armando Maradona lo chiamò per entrare al posto di Lionel Messi in un’amichevole dell’Argentina, Diego Perotti ricevette la benedizione dei due più grandi campioni dell’Albiceleste. Quello sembrava l’inizio di una carriera scintillante. E invece fu solo un bel episodio da ricordare. “El monito”, la scimmietta, è un calciatore veloce, ma anche fragile. Al Siviglia rifiutarono un’offerta di 14 milioni della Juve per tenerselo. In Spagna si è consacrato, fino a quando diversi infortuni l’hanno portato ai margini, costringendolo al ritorno in patria al Boca Juniors. Sembrava finita la sua stella. Invece il Genoa ha creduto nella sua rinascita. Con Gasperini Perotti ha confermato le sue caratteristiche: realizza pochi gol, ma fa segnare gli altri. Così a suon di assist è diventato un elemento imprescindibile dei rossoblu. Ha giocato tutte le partite, tranne le quattro consecutive in cui è mancato per squalifica. Una certezza: salta sempre l’uomo.

Mauri, più di un capitano – Stefano Mauri è caduto tante volte, e tante volte si è rialzato. Il caso Calcioscommesse ha minato la sua stabilità e l’ha tenuto lontano dai campi per sei mesi. Tralasciando gli aspetti giudiziari, il capitano della Lazio è tornato in campo da vero leader. La Lazio contava sui gol di Klose e Djordjevic, ma è stato lui il trascinatore. Con i suoi sette gol è il capocannoniere della squadra di Pioli e la rivelazione di quest’anno.

Fonte: SkySport

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