Nunzia Marciano: “Napoli, urge un amuleto anti jella per Callejon”

callejonNunzia Marciano, giornalista, scrive su “NapoliMagazine.Com”: “Al San Paolo nella notte di Napoli-Trabzonspor il problema non era quanti gradi c’erano, ma quanti ne mancavano. Tanti, tantissimi, abbastanza da far gelare coloro che allo stadio c’erano. Ecco, questo appunto è per loro. Per tutti i fedelissimi dal cuore azzurro che sugli spalti di un San Paolo versione Polo Nord c’erano. Napoli-Trabzonspor era una di quelle partite che perdere sarebbe stato più difficile che vincere. Poi ad un certo punto è partita la caccia all’amuleto anti-Jella per Callejon per il quale la porta era proprio maledetta. Il cavaliere oscuro non avrebbe segnato neppure con le mani, ahinoi. E pure per Mertens non è stata la partita della vita: ha fatto di meglio, questo è sicuro. Ancora incerto Rafael, che para, questo sì ma che proprio per questo sorprende. Come a dire: “Ha parato, ma veramente!?!” dimenticando che di mestiere fa il portiere. Ma tant’è. Bravo De Guzman che qualcosa ancora sbaglia ma segna. Per la gioia dei tifosi, loro appunto che forse si aspettavano la goleada dell’andata ma si sono dovuti accontentare di un risicato 1-0 per il Napoli. Poco male. Quella del ritorno dei sedicesimi di Europa League doveva essere poco più che una passeggiata e nella notte dove tutte le italiane impegnate in Europa vincono, così è stato. Nel gelo, ma vero gelo, dello stadio il tifo non è mancato. Si era in pochi, certo ma in un giovedì come questo era tanto anche essere in pochi a prendersi il freddo, che Dio solo sa che freddo era, pur di non far mancare ad Higuain e i suoi, i cori delle curve. E se tutta la nostra stima va a loro, ai tifosi napoletani doc, sempre e comunque al seguito della squadra al di là del risultato, stima va a anche quelli turchi, quasi a tutti. Loro, che si sono attraversati l’Europa consapevoli che nella migliore delle ipotesi sarebbero usciti un pò meno che ammaccati, loro che al famoso minuto 61 hanno esploso fumogeni e similari, loro di cui se non fosse stato per il minuto nemmeno c’eravamo accorti che c’erano, loro, dicevamo al seguito di un Trabzonspor ormai fuori dai giochi che comunque erano lì, rischiando pure di doversi difendere da azzurri facinorosi. Eppure erano lì. A tifare, al di là del risultato. Ecco, a loro va il merito. A chi da Napoli o dalla Turchia, c’è. Sempre e comunque. A chi sostiene, sempre e comunque. Perché è questo ciò che vuol dire avere la propria squadra nel cuore. Certo, sta cosa di sradicare i sediolini in uno stadio altrui i tifosi turchi se la potevano veramente risparmiare, questo è vero. Anche perché per dirla tutta, il San Paolo non è esattamente l’Amsterdam Arena, se poi lo vandalizzano pure allora veramente la frittata è fatta. Cioè, non è che poi gli olandesi a Roma vanno emulati, eh! Ma questa è l’altra faccia del tifo, quella che non ci piace. La stima va al tifo sano, a quello per la maglia e non per le maniglie dei sediolini per capirci. Ad ogni modo, il Napoli vince, accede agli ottavi ma ora deve rimettersi con la testa nel campionato e lì di tifo ne servirà, eccome. Domenica c’è il Torino ma lunedì c’è Roma-Juve. Un passo falso dei giallorossi e uno giusto degli azzurri potrebbe azzerare le distanze, eliminare le disparità, far diventare un sogno sempre più reale. Ed è un’occasione troppo ghiotta per sprecarla, soprattutto per questo Napoli il cui motto ora è davvero “si può (e si deve!) fare”. Per i tifosi, soprattutto”.

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Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!