Ciro Esposito, prima di morire: “Erano in tanti, coi caschi”

Dal suo letto di ospedale del Gemelli, prima di morire, Ciro Esposito ha raccontato ad una consulente della sua famiglia, i momenti del suo ferimento

Dal suo letto d’ospedale del Gemelli, il tifoso del Napoli ferito negli scontri dell’Olimpico prima della finale dell’ultima Coppa Italia, ha raccontato in una registrazione quei momenti, a una consulente della famiglia

Gli aggressori di Ciro Esposito, il tifoso ferito a Roma durante gli scontri prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, e morto dopo una lunga agonia, “erano più di uno”. Ad affermarlo è stato lo stesso Esposito in una registrazione trasmessa dal Giornale Radio Rai. Dal letto del reparto di terapia intensiva del Gemelli, dove Esposito fu ricoverato, il tifoso ha raccontato a una consulente della famiglia i momenti drammatici del suo ferimento: “Perché ti trovi qua? – gli ha chiesto la consulente – Mi hanno sparato”, ha risposto Esposito.

“Il biglietto” della partita “lo avevo comprato dove abito io, a Napoli – dice Esposito  – gli aggressori erano più d’uno, c’erano altre persone e avevano i caschi. L’uomo che ha sparato parlava romano”.

Fonte: SkySport

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