Caso Denis, Corsi: “Gesto assurdo ma come Empoli non lo denunceremo”

ROMA – Una brutta domenica per il calcio italiano, ancora una volta all’insegna della violenza, ma non solo da parte degli ultras. Stavolta a tenere banco è anche il comportamento di chi è protagonista sul rettangolo verde, in particolare l’episodio avvenuto negli spogliatoi dello stadio di Bergamo a fine partita, dove il difensore dell’Empoli Lorenzo Tonelli, dopo aver minacciato German Denis, è stato raggiunto dall’attaccante argentino dell’Atalanta e colpito con diversi pugni.

CORSI: “GESTO DENIS ASSURDO MA NON LO DENUNCEREMO” – “A me risulta che ci sono stati screzi in campo, cose normali. Spesso un difensore cerca di condizionare l’attaccante più bravo, è la storia del calcio, ma finita la partita finito tutto e invece la cosa assurda è che c’è stato un esito che non ho mai visto fino ad oggi”. Fabrizio Corsi, presidente del club toscano, fornisce la sua versione dei fatti su quanto accaduto fra Tonelli e Denis ieri a Bergamo. Dall’Atalanta fanno sapere che il difensore ha provocato l’argentino con minacce di morte ma il massimo dirigente dell’Empoli minimizza. “Da quello che so, ha preso un pestone da Denis e gli ha fatto una battuta, se ha sbagliato nell’ambito del rettangolo di gioco e ha fatto una battuta infelice sarà multato – commenta Corsi ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno – e per quanto mi riguarda finisce qui, ma non si può accettare né giustificare il resto solo perché gli hanno offeso la famiglia. La cosa grave è che sono arrivati Cigarini, Denis e un loro accompagnatore e hanno dato prima un cazzotto e poi altri 2-3, con Cigarini che cercava di tenere Tonelli. E’ una cosa ingiustificabile”. Per quanto riguarda le azioni in altre sedi, “non denunceremo Denis, è un problema di Tonelli. Non voglio calcare la mano nei confronti dell’Atalanta e del calciatore. E’ un episodio che porta a riflessioni e, spero, a punizioni esemplari. E’ una cosa assurda che accadano cose del genere per una offesa alla famiglia. Certi modelli vanno combattuti”.

MARINO: “GERMAN VA PUNITO MA E’ STATO PROVOCATO” – Sul grave episodio prende posizione anche Pierpaolo Marino, direttore generale dell’Atalanta, anch’egli intervenuto ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno. “Non è che si voglia giustificare nulla, il gesto di Denis è deprecabile e assolutamente non costituisce un esempio ma c’è stata una provocazione a monte, cioè le minacce di morte che Tonelli ha fatto al nostro centravanti – sottolinea il dirigente del club orobico -. Sono episodi condannabili ma non si faccia giustizialismo e riconduciamo tutto a una dinamica di provocazione e reazione”. Marino passa poi a ricostruire la vicenda spiegando il perché del gesto del suo giocatore. “La provocazione è avvenuta in campo e al rientro – racconta – Denis era in compagnia del figlioletto, che fa il raccattapalle, e dopo le interviste post-partita è stato atteso e minacciato di morte davanti al figlio, lui e tutta la famiglia. In Procura federale sono molto attenti, mi meraviglierei se non fosse stato refertato anche questo accadimento”.

“ANCHE PAPA FRANCESCO DICE SE OFFENDI MIA MADRE…” – Quindi il dg nerazzurro ‘invoca’ quanto detto da Papa Francesco nel gennaio scorso. “Sono un fedelissimo di Papa Francesco e, per sdrammatizzare, vorrei ricordare che disse: ‘Se il dottor Gasparri – mio amico – offendesse mia madre, gli do un cazzotto’. Qua non si parla di provocazioni, non siamo di fronte a banditi, non facciamo giustizialismo. E’ una reazione e anche la società prenderà provvedimenti”. Ma le società possono fare di più per evitare certi episodi? “Il contratto-tipo che hanno i giocatori è molto sbilanciato – riconosce Marino – e andare a mettere dei regolamenti interni che non cozzino con tutte le prerogative che hanno i calciatori è difficile”.

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empoli calcio
serie A
Protagonisti:
german denis
Fonte: Repubblica

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