Mercato, l’estate degli esuberi. Ora il primo obiettivo diventa vendere

ROMA – E venne infine l’estate degli esuberi, ovvero delle rose bloccate. Strano, ma vero. Qualcosa si muove. Il calcio italiano degli ultimi anni ha avuto una struttura elefantiaca (anziana, immobile, ma di memoria lunghissima quando si è trattato di badare agli interessi particolari) e un’inesistente spinta al riformismo, il che ha fatto precipitare il movimento in una crisi evidente, di uomini, di risultati, di credibilità. Eppure, forse, diciamolo sottovoce, si inizia a intravedere un principio di cambiamento. Merito della delibera della Figc che costringe i club di A a rose non illimitate, come accadeva nelle scorse stagioni, ma con un tetto ben preciso per i giocatori “over 21”, cioè di età superiore ai 21 anni, che per la stagione in corso vuol dire tutti coloro che sono nati prima del 1° gennaio 1994. Ricapitoliamo le regole da seguire: ogni club può tesserare un massimo di 25 giocatori “over 21”; tra questi 25, parallelamente alle regole già adottate dall’Uefa, devono esserci tassativamente 4 giocatori provenienti dal settore giovanile, ossia che abbiano giocato in quel club per almeno tre anni tra i 15 e i 21 anni, e altri 4 di “formazione italiana”, ossia che abbiano giocato in squadre italiane sempre per almeno tre anni e sempre dai 15 ai 21 anni di età; i giocatori del blocco “4+4” possono essere di qualsiasi nazionalità; per tutti gli altri giocatori nati dopo il 1° gennaio 1994, ossia gli under 21, non ci sono limitazioni di sorta, insomma se ne possono tesserare senza alcun limite o tetto.

Dopo anni di deregulation, è chiaro che l’inserimento di regole e paletti comporterà una serie di faticosi aggiustamenti, di scossoni, di affanni. I club di A avranno tempo fino alle 24 del 1° settembre per sistemare le rose, ma al momento in serie A possiamo contare ancora una cinquantina di giocatori in esubero, che i rispettivi club dovranno piazzare per forza di cose, altrimenti saranno costretti a metterli fuori rosa (ma qui c’è probabilmente il tallone d’Achille della delibera Figc: la vicenda potrebbe prestare il fianco a pesanti cause di lavoro, ne riparleremo). Quindi negli ultimi dieci giorni di mercato assisteremo a trattative più frenetiche, quando non drammatiche, del solito, e qualcuno farà confusione, o si accapiglierà, e ne scaturiranno situazioni interessanti. Perché poi ci sono due tipi di giocatori in esubero: quelli che bisogna mollare a causa del nuovo regolamento, e quelli che bisogna mollare perché proprio non rientrano più nei piani tecnici, quindi il caos aumenta.

In questo momento i club più virtuosi, nel senso che non hanno giocatori in esubero per il nuovo regolamento, sono tre: Carpi ed Empoli, che non a caso in questi anni hanno fatto della gestione virtuosa un punto di forza (altrimenti non sarebbero in A), e la Roma, che però a sua volta di esuberi tecnici ne ha parecchi (Iturbe e Ljajic su tutti). C’è chi di esuberi ne ha pochissimi, cioè uno o due (Chievo, Genoa, Bologna, Sampdoria, Sassuolo, Torino), ma comunque dovrà piazzarli in qualche modo da qui al 31 agosto, badando al tempo stesso a rafforzarsi con qualche acquisto last minute. C’è chi invece di esuberi ne ha parecchi, e guarda caso sono i club che ancora devono concludere la campagna di rafforzamento, quindi li attende un lavoro durissimo entro la fine della sessione di mercato.

In teoria la situazione più complessa è quella del Napoli, che ha ben sei giocatori, tra cui Zuniga e De Guzman, di cui deve liberarsi assolutamente (ed erano sette fino a due giorni fa, poi se n’è andato Inler). Non a caso il Napoli ha intrecciato febbrili trattative con l’Inter, un altro club col problema di dover mollare zavorre: almeno quattro giocatori di troppo, identificati per ora in Nagatomo, Andreolli, Schelotto e Taider, senza contare che Mancini vuole almeno altri quattro giocatori in entrata da qui al 31 agosto. Per Fassone e Ausilio, i dirigenti addetti al mercato, saranno giornate infernali. Cinque esuberi lamentano l’Atalanta e il Palermo, quattro il Verona, tre la Juventus, il Milan, la Lazio, l’Udinese, la Fiorentina e il Frosinone. Finora è del neopromosso Bologna il record di tesserati under 21: ben nove, quindi largo ai giovani. Anche se di soli giovani, in serie A, è difficile prosperare, o fare risultato. Infatti con il nuovo regolamento tutto diventa più difficile, o comunque bisognerà essere sempre più bravi a livello manageriale: la rosa perfetta, ovvero quella che porterà risultati, dovrà essere una mirabile sintesi tra giocatori anziani, meno anziani, formati in Italia o da se stessi. Un cocktail di qualità diverse per una squadra vincente. Insomma come fanno quelli bravi, da cui cerchiamo di prendere esempio.

Fonte: Repubblica

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