TORINO – Un gran gol sabato scorso al Toro e uno stupendo assist martedì contro il Borussia M’Gladbach. La Juventus sta ritrovando il vero Pogba, ora più “Polpo” Paul e meno Labile, il suo secondo nome che in italiano vuol dire fugace, instabile, fragile. Il francese, che al Borussia Park ha finalmente preso i gradi da leader (“sì, ma devo migliorare”), indica la strada per tornare in vetta alla Serie A: “L’inizio di campionato è stato difficile, però crediamo di poter tornare in alto – annuncia urbi et orbi alle telecamere di Jtv -. Giochiamo una partita per volta, provando a vincere sempre. Dopo quattro scudetti consecutivi, è più difficile: tutti vogliono batterci. Ma noi sappiamo cosa dobbiamo fare. E abbiamo fiducia in noi stessi”.
POGBA: “VINCERE A EMPOLI PER GODERCI LA SOSTA” – Prossima tappa Empoli, una potenziale buccia di banana: “Mi aspetto una partita difficile, servirà grande concentrazione. Vogliamo vincere prima della sosta per le Nazionali, in modo da essere più vicini ai primi”, prosegue Pogba, l’unico bianconero sempre presente in tutte le uscite stagionali, 16 tra campionato e coppe con 2 gol all’attivo (entrambi in Serie A, a Genoa e Torino). Benché avesse meno responsabilità addosso, anche l’anno scorso Pogba era partito piuttosto piano a livello realizzativo, per accelerare proprio a novembre (un gol decisivo all’Olympiacos, due altrettanto pesanti in casa della Lazio) e mettere il turbo a gennaio (tre reti in campionato, una in Coppa Italia). “Il calcio è così, a volte si segna una doppietta, altre volte si gioca meno bene”, dice il francese. Il rendimento altalenante non cambia il giudizio del suo Ct Deschamps non cambia: “Pogba ha fatto delle partite più o meno buone – così l’ex tecnico bianconero -, ma anche quando non è al massimo della sua forma, è capace di fare cose interessanti. E’ un giocatore giovane, può avere degli alti e dei bassi ma io so quanto vale Paul”.
“IL 10 E’ ONORE E ONERE, IL +5 NON E’ NIENTE” – Pogba parla di fede (“ringrazio sempre Dio per l’opportunità di giocare a calcio, quando ci sono tante persone che non possono neanche camminare”) e confessa le sue smisurate ambizioni: “Un giorno vorrei vincere il Pallone d’Oro, la Champions League e la Coppa del Mondo”. E l’Europeo nella sua Francia, no? Il centrocampista 22enne dribbla le domande sul “+5” scarabocchiato a destra del suo numero 10: “Non è niente, la gente si è messa in testa di tutto ma è solo un +5. Per me è un onore avere il numero di alcuni grandi juventini come Platini, Baggio e Del Piero. A volte penso che se non faccio bene come loro, se non rispetto il 10, i tifosi mi aspettano e mi ammazzano”, ride il centrocampista 22enne.
“LA JUVE E’ IL CLUB DEL MIO CUORE” – L’enfant prodige riavvolge quindi il nastro del film del Borussia Park: “La Juve è di un livello più alto del Borussia M’Gladbach, ma è sempre difficile giocare contro squadre più piccole – continua Pogba -. Volevamo vincere, ma dopo l’espulsione (di Hernanes; ndr) è stato tutto più complicato”. Ma è già ora di inquadrare l’impegno del 25 novembre contro il Manchester City: “Noi vogliamo vincere, sempre. Ma se per passare il turno basterà un pareggio, potremmo evitare di forzare”. In chiusura, una dichiarazione di amore per la Signora che non risparmierà comunque a Pogba le solite inevitabili voci di mercato che a gennaio e soprattutto a giugno lo coinvolgeranno, spingendolo verso il Barcellona: “Quanto amo la Juve da 1 a 10? Beh, 10. Questo è il club del mio cuore, la squadra che mi ha permesso di dimostrare il mio calcio e che ha avuto la fiducia di mettermi in campo. Da quando sono a Torino – conclude il fuoriclasse bianconero – ho sempre dato il massimo per la Juve, per la maglia, per tutto”.
serie A
- Protagonisti:
- paul pogba