TORINO – Un altro sorpasso. Dal campionato alla Champions, la Juve è tornata a sgommare. Dopo il il Milan, anche il Manchester City è nel retrovisore. “Missione compiuta”, twitta Allegri nella notte. Anzi, il messaggio comincia in inglese, a confermare la caratura internazionale della sua squadra e dell’impresa: “Mission: accomplished! How do JU feel about it? Grazie a società, squadra e tifosi per questa magnifica serata!”.
Ma è bello anche il day after. “E’ una giornata stupenda”, cinguetta Marchisio. “Oggi si respira un’aria felice – assicura Sturaro ai microfoni di Jtv -. La partita di ieri dà morale. Vincere aiuta a vincere, stiamo ritrovando autostima, fiducia e consapevolezza”.
MANDZUKIC, ALLARME RIENTRATO: E’ GIA AL LAVORO – Poche ore dopo l’1-0 con vista sul City con vista sul primo posto del girone (basta pareggiare a Siviglia), la Juve si è rimessa all’opera per preparare la trasferta di domenica sera a Palermo (arbitra Valeri). Più che sul grande ex Dybala, i riflettori sono puntati sul match-winner Mandzukic, l’uomo dei gol pesanti mercoledì uscito anzitempo dal ring di Juve-City per un fastidio alla coscia. Il 20° infortunio muscolare della stagione bianconera è scongiurato: oggi l’attaccante croato ha infatti svolto una seduta defaticante con i reduci di Juve-City senza accusare problemi. Domani le sue condizioni verranno nuovamente valutate, ma al momento non sono previsti esami strumentali. “A Palermo sarà dura ma cercheremo di fare la partita, provando a essere aggressivi fin dall’inizio per portare a casa i tre punti – carica Sturaro -. Lo scudetto? Ora pensiamo soltanto a fare tutto il possibile per vincere ogni gara”.
JUVE: COSÌ UGUALE, COSI DIVERSA – La copertina bianconera è tutta per Allegri, bravo (e coraggioso) a confermare la coppia Dybala-Mandzukic, la stessa di Juve-Milan, infischiandosene di un eventuale caso-Morata con inevitabile processo mediatico. Ottima anche la scelta di Sandro: il suo terzo assist consecutivo, oltre a premiare l’inserimento di Mandzukic, tranquillizza i molti scettici, compreso chi scrive, che ritenevano esagerati 26 milioni per un giocatore a un anno dalla scadenza del contratto. Allegri ha ora il compito di importare definitivamente in A la sua EuroJuve, imbattuta nel girone (presunto) di ferro, con due soli gol al passivo (14 in meno della Roma!). Una squadra così uguale e così diversa da quella che l’anno scorso ha conteso la Champions League al Barcellona.
Diversa nell’organico, privato di tre pezzi grossi e imbottito di giovani. Uguale nel modulo, il 3-5-2, il sistema operativo preferito dai senatori, installato quattro anni fa esatti da Antonio Conte, per rispondere al 3-4-3 di Mazzarri (29-11-2011, Napoli-Juve 3-3). Insomma, dopo tanto roteare di impianti di gioco, dopo varie sperimentazioni e discussioni sul trequartista (4-3-1-2) e sul tridente (4-3-3), nelle due partite sinora più importanti, quelle del doppio sorpasso su Milan e Manchester City, Allegri è tornato all’antico. Riecco la coperta di Linus del 3-5-2, già impiegata contro il Siviglia: si tratta, semplicemente, del rivestimento più giusto per l’organico bianconero. E allora lunga vita alla cara vecchia BBC, il palinsesto d’antan Barzagli-Bonucci-Chiellini, con buona pace degli esterofili, convinti che questo italianissimo sistema di gioco non sia adatto per certe scorribande europee. juventus
- Protagonisti:
- massimiliano allegri
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