Lazio, un nuovo modulo per il rilancio

ROMA  –  Pioli ci ha provato lanciando i giovani, poi ha tentato affidandosi alla vecchia guardia. Sono stati dei tentativi a vuoto. Si è giocato anche la carta motivazionale, con frasi a effetto in conferenza stampa, ma anche in quel caso i risultati sperati sono rimasti solo nei buoni propositi. La Lazio ha continuato a non vincere e a incrementare il periodo di crisi che ha portato fino al ritiro. La soluzione, “la luce del tunnel”, forse l’allenatore l’ha trovata attraverso l’ultimo tentativo, quello del cambio di modulo.

IL CAMBIO MODULO  –  Non una rivoluzione, anzi. Il 4-4-2 che ha permesso ai biancocelesti di vincere con il Dnipro e qualificarsi al prossimo turno di Europa League è apparentemente molto simile al classico 4-2-3-1 utilizzato in questa prima parte di stagione. Perché le ali sono praticamente le stesse (ieri erano Candreva e Kishna) e il Klose visto contro gli ucraini ha giocato più da rifinitore a supporto di Matri che da centravanti. La differenza l’ha fatta l’atteggiamento, in particolare quello degli esterni di centrocampo, chiamati in fase difensiva a dare una mano al centrocampo per poi ripartire in contropiede in fase offensiva. Una transizione che rispetto al passato, quando doveva avvenire solo attraverso il gioco e il fraseggio, ora può nascere anche grazie a un “calcione” in avanti.

BADARE AL SODO  –  Contro il Dnipro se ne sono visti tanti di palloni allontanati in questo modo dalle zone pericolose e spesso si sono tramutati in contrattacchi che hanno messo in moto la velocità di Candreva e Kishna. Badare al sodo prima, pensare a “essere belli” dopo. Fondamentalmente è con questo concetto che Pioli sta cercando di avvicinarsi alla fine del tunnel. Un passo indietro evidente dell’allenatore della Lazio (scelto per portare una mentalità più offensiva ed europea), che probabilmente confermerà anche nella prossima gara con l’Empoli, apportando qualche sensibile modifica per consentire a Milinkovic (ieri in panchina) di riprendersi il posto da titolare. Anziché 4-4-2, sarà 4-4-1-1, con il serbo a supporto del connazionale Djordjevic. La posizione degli esterni, però, sarà la stessa di Lazio-Dnipro. Per tornare a volare, insomma, Pioli prova a cambiare le ali.
 

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Fonte: Repubblica

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