Riecco l’Inter: Ljajic su punizione, Genoa battuto a San Siro

INTER-GENOA 1-0
59′ Ljajic

La cronaca del match e le pagelle

Torna a vincere l’Inter, lo fa con l’ottavo 1-0 di questa stagione, stavolta contro un Genoa troppo rinunciatario e che incassa la seconda sconfitta consecutiva. La rete di Ljajic nella ripresa riscatta il ko del San Paolo e riporta i nerazzurri al primo posto. Un primato che la squadra di Mancini si gode in attesa della partita tra la capolista Napoli e il Bologna.

Inter-Genoa, i precedenti – Nelle ultime sei sfide di campionato tanto equilibrio, con due pareggi e due successi interni per parte. L’ultima vittoria del Genoa in casa dell’Inter risale al 1994 (26 marzo, 3-1 con doppietta di Ruotolo). Rispetto alla gara di Napoli, Mancini torna al 4-2-3-1. Telles rientra in difesa a sinistra, a destra c’è D’Ambrosio; coppia centrale Murillo-Miranda, in mezzo quella formata da Medel e Melo; più avanti Biabiany a destra e Ljajic a sinistra, con Jovetic alle spalle dell’ex genoano Palacio. Icardi e Guarin fuori dall’undici titolare. Nel 3-4-3 del Genoa manca lo squalificato Pavoletti, con tridente offensivo Lazovic-Perotti-Gakpe.

Inter all’attacco – La voglia di riscattare la sconfitta a Napoli è evidente da subito. L’Inter attacca in massa (trasformandosi in un 4-2-4) e ci mette tantissima aggressività; nasce così la chance per Felipe Melo già al 1′, anche se il brasiliano non traova la coordinazione giusta sul passaggio di Palacio. Poco dopo Melo è protagonista di un brutto scontro, testa a testa, con il compagno Medel. Frastornato, si ferma un paio di volte per poi riprendere la sua partita. Il Genoa, che in fase di non possesso difende in cinque, va puntualmente in affanno quando il pallone finisce tra i piedi di Biabiany e soprattutto di Ljajic. E gli ospiti? Non pervenuti nel primo tempo. Il problema di Gasperini è la circolazione di palla, cui si somma anche una cronica lentezza dei suoi nel ripartire. Senza contare che lì davanti la sola buona volontà di Perotti non può bastare. Lo zero a zero con cui si chiude il primo tempo è un mezzo miracolo, come quello con cui Perin al 44′ si oppone al tiro ravvicinato di Ljajic; tre minuti dopo un destro del serbo sfiora il palo.

Ljajic come Pjanic – Il Genoa impiega 53 minuti per farsi notare. Succede con il contropiede di Perotti cui fa seguito il tiro di Diogo Figueiras che impegna parecchio Handanovic. Comincia a preoccuparsi il pubblico di San Siro, anche perché l’ingresso di Brozovic al posto di Melo (sottoposto a tac) non porta la qualità sperata e i liguri, più intraprendenti, difendono e ragionano meglio. Difficile però fare qualsiasi tipo di ragionamento sulla punizione di Ljajic che al 59′ rimbalza davanti a Perin e finisce in rete. Non proprio voluta, come quella del romanista Pjanic al Torino, ma va benone per tirarsi fuori da una situazione complicata e sedare definitivamente l’avversario. L’ingresso di Pandev, ex nerazzurro come Burdisso e Laxalt, non cambia il destino del Genoa che cade dopo il Carpi e resta ai confini della zona critica della classifica. L’Inter, che chiude in dieci uomini per il doppio giallo a D’Ambrosio, è tornata. Ma probabilmente hanno ragione quelli che sostengono che non è mai andata via.    

Fonte: SkySport

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